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RESTAURO 2026: a Ferrara tre giorni per ripensare tutela, competenze e innovazione

Dal 12 al 14 maggio 2026 Ferrara Expo ospita la XXXI edizione di RESTAURO – Salone Internazionale dei Beni Culturali e Ambientali. Piattaforma di confronto per l’intera filiera della conservazione, la manifestazione si presenta con una una nuova configurazione espositiva, oltre 100 appuntamenti culturali e tecnici, una forte apertura internazionale e un programma che unisce artigianalità, innovazione, formazione e valorizzazione del patrimonio.

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RESTAURO 2026: a Ferrara tre giorni per ripensare tutela, competenze e innovazione

Dal 12 al 14 maggio 2026 Ferrara Expo ospiterà la XXXI edizione di RESTAURO – Salone Internazionale dei Beni Culturali e Ambientali, appuntamento di riferimento per professionisti, istituzioni, imprese, operatori culturali e studenti. Per la prima volta il Salone anticipa il calendario e si svolgerà da martedì a giovedì.

La nuova edizione, organizzata da Ferrara Expo, società del Gruppo BolognaFiere, in collaborazione con Assorestauro e con il supporto del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e di ICE Agenzia, punta a rafforzare il ruolo del Salone come luogo di confronto operativo per l’intera filiera della conservazione e della valorizzazione del patrimonio. L’ingresso sarà gratuito, previa registrazione obbligatoria sul sito ufficiale della manifestazione.

Il tema scelto per l’edizione 2026 è “Innovare per conservare”: area espositiva rinnovata, oltre 100 appuntamenti convegnistici, attenzione ai grandi cantieri contemporanei, applicazioni dell’intelligenza artificiale, sicurezza nei cantieri di restauro, sostenibilità, digitalizzazione e trasmissione delle competenze. 

RESTAURO: un salone che mette in rete istituzioni, imprese e saperi

L’edizione 2026 di RESTAURO si presenta come una piattaforma sempre più sistemica. Nel padiglione 3 troverà spazio “Saper fare Italiano”, area dedicata alle eccellenze artigianali del Paese, pensata per dare visibilità al patrimonio di competenze manuali, tecniche e creative che continua a rappresentare uno dei pilastri del restauro italiano. Laboratori e dimostrazioni pratiche consentiranno di osservare da vicino lavorazioni e tecniche applicate, ribadendo il valore del know-how come asset strategico non solo culturale, ma anche produttivo.

RESTAURO 2026: dal 12 al 14 maggio a Ferrara. Tre giorni per ripensare tutela, competenze e innovazione
Img. Giacomo Brini

Sul fronte istituzionale, il Ministero della Cultura sarà presente con un ampio spazio nel padiglione 4, dove verranno presentate esperienze, progetti e buone pratiche sviluppate dagli istituti centrali e territoriali nei campi della tutela, della conservazione e della valorizzazione. In particolare, la collaborazione tra il Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale e il Dipartimento per la tutela del patrimonio culturale porterà in fiera momenti di approfondimento su temi come innovazione e digitalizzazione, accessibilità, formazione, sicurezza e interventi di restauro anche nell’ambito del PNRR. 

Un evento che si caratterizza per la sua dimensione anche internazionale. Grazie al sostegno del MAECI e di ICE Agenzia, sono attesi 50 delegati provenienti da oltre 15 Paesi. In questo quadro si inserisce anche il programma di Assorestauro, partner storico della manifestazione, che al padiglione 4 presenterà tecnologie e soluzioni per la conservazione e organizzerà visite tecniche ai cantieri con una delegazione internazionale, incontri sulla cooperazione e momenti di aggiornamento dedicati anche alla ricostruzione degli edifici storici in Emilia-Romagna. L’associazione proporrà inoltre inoltre focus su esperienze di cooperazione in Uzbekistan e in Arabia Saudita, a conferma di una proiezione estera sempre più marcata del comparto italiano del restauro.

Formazione e sicurezza con Formedil

Formedil, ente unico nazionale per la formazione e la sicurezza in edilizia, che porterà a Ferrara una proposta centrata sul trasferimento delle competenze e sulla prevenzione, attraverso dimostrazioni pratiche realizzate da formatori e studenti dei corsi professionalizzanti: superfici decorate, stucchi, legno, mosaico e applicazioni di rilievo con laser scanner.

Formazione e sicurezza con Formedil a RESTAURO 2026
Img. Giacomo Brini

Accanto alle attività dimostrative sono previsti incontri dedicati alla manutenzione degli edifici storici e alle tecniche di rilievo nei siti archeologici, oltre a iniziative rivolte agli studenti sui temi della sicurezza in cantiere e delle nuove tecnologie per la documentazione degli interventi. La tutela del patrimonio passa anche da una filiera formativa strutturata, capace di aggiornare i profili professionali e di presidiare qualità esecutiva e sicurezza operativa. 

Dai grandi cantieri al restauro audiovisivo: i temi dell’edizione 2026

Il programma culturale e scientifico di RESTAURO 2026 prende avvio, come da tradizione, con gli Stati Generali del Restauro, previsti nella giornata inaugurale del 12 maggio. Il focus scelto per quest’anno è “I grandi cantieri nel restauro contemporaneo”, tema che riflette una fase in cui i finanziamenti straordinari hanno reso possibile l’avvio di interventi di ampia scala, imponendo una verifica dei paradigmi teorici e pratici della disciplina.

Nello stesso pomeriggio si terrà la Giornata di Studi organizzata dal Comitato Tecnico Scientifico sul restauro della Cattedrale di Ferrara, con il coinvolgimento degli enti territoriali, dei ricercatori universitari e dei progettisti impegnati nei processi di conoscenza e conservazione del monumento.

Il Comitato Tecnico Scientifico, istituito nel 2021 in collaborazione con Assorestauro e presieduto dal professor Alessandro Ippoliti dell’Università di Ferrara, rappresenta uno dei presìdi di qualità della manifestazione. Il suo compito è definire gli indirizzi di ricerca, formazione e collaborazione scientifica sul tema del restauro. Per il 2026 introduce anche un Premio alla carriera destinato a personalità che si sono distinte, a livello nazionale e internazionale, nello sviluppo degli studi e nella promozione della cultura del restauro e della valorizzazione del patrimonio architettonico. 

Un programma che va oltre il perimetro del restauro

La tre giorni ferrarese allargherà il perimetro tradizionale del restauro architettonico, coinvolgendo anche altri segmenti del patrimonio culturale. L’Università degli Studi di Ferrara promuoverà mostre tematiche dedicate ai risultati delle proprie attività di ricerca, mentre lo Stato Maggiore dell’Esercito, attraverso l’Ufficio Storico, porterà in fiera un focus sul Museo Storico della Motorizzazione Militare con l’esposizione di quattro veicoli storici e tre seminari su patrimonio museale, protezione dei beni culturali nei conflitti armati e recupero di opere storico-artistiche. A
L’Immagine Ritrovata, laboratorio nato nell’ambito della Fondazione Cineteca di Bologna, approfondirà il restauro cinematografico, con presentazioni dedicate a digitalizzazione, conservazione del patrimonio audiovisivo e acquisizioni 3D. 

Infine il FAI presenterà il restauro della Quadreria del Salone dei Savoia del Castello e Parco di Masino, la Regione Valle d’Aosta due recenti interventi di tutela, e il Consiglio Nazionale degli Ingegneri dedicherà i propri incontri ai temi della riduzione del rischio sismico, della vulnerabilità dei complessi monumentali e archeologici e dei livelli prestazionali nei progetti di restauro.

RESTAURO si afferma, anche in questa edizione, come uno spazio dinamico di confronto e aggiornamento, dove tradizione e innovazione si incontrano per dare impulso a nuovi approcci alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio storico, artistico e ambientale. – Andrea Moretti, presidente di Ferrara Expo.

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