Ater di Rovigo: basso impatto ambientale, forte contenuto innovativo

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Il progetto di residenze di questo tipo, si pone come sperimentazione di soluzioni sostenibili ed innovative per rispondere in chiave creativa e razionale ai problemi dell’abitare contemporaneo.
Si è lavorato su un disegno di spazi privati e semiprivati che possano creare le migliori condizioni per una nuova socialità insediata negli edifici che verranno realizzati. Il progetto ha recuperato alcune soluzioni distributive e tipologiche che sono state patrimonio dell’architettura sociale italiana, INA Casa, degli anni ’60 e ’70, con particolare riferimento a maestri come Ridolfi, Gardella e Albini.

Il progetto si sviluppa attorno al nucleo compositivo e architettonico della Serra Bioclimatica.
Attorno ad essa è stato costruito il sistema di spazi serviti e serventi, nonchè il funzionamento del sistema di areazione passiva degli alloggi.
Dal medesimo principio derivano i volumi laterali d’espansione delle unità minime. Il risultato è un sistema estremamente compatto e con minime aperture, totalmente concentrato sul volume della Serra e i successivi moduli laterali, che ne rendono possibile un ampliamento modulare ed organico al complesso architettonico di base.
Il progetto presentato è risultato vincitore del concorso internazionale di progettazione indetto dall’ATER di Rovigo per la “realizzazione di edifici sperimentali di edilizia residenziale pubblica a basso impatto ambientale e a forte contenuto innovativo”.
Le prestazioni degli edifici sono state valutate secondo lo standard Casa Clima posizionandosi in classe B, oltre che con il protocollo ITACA ottenendo una valutazione di 4,10 su 5. In questa fase si sta chiudendo il progetto definitivo e si prevede la cantierizzazione per fine 2009.
Criteri generali
1. Chiarezza compositiva e strutturale per agevolare qualsiasi aggregazione possibile tra le unità minime, arricchendo l’impianto architettonico ad ogni successiva espansione dell’unità minima.
2. Funzionalità e razionalità nella relazione tra spazi serviti e serventi, con l’utilizzo di soluzione atte ad ottimizzare costi di costruzione e gestione degli impianti.
3. Modularità strutturale e distributiva che garantisca massima flessibilità degli spazi interni, anche nella previsione di piccoli ampliamenti (stanza jolly) in fasi successive a quella di cantiere, per sopraggiunte esigenze da parte dei nuclei familiari insediati.
4. Applicazione di tecnologie passive ed attive per il controllo climatico estate-inverno (serra solare a doppia altezza con effetto camino, ventilazione naturale controllata), per la raccolta delle acque meteoriche, oltre che per il ricircolo di quelle grigie.
5. Implementazione di sistemi di produzione di energia termica-elettrica da fonti rinnovabili, attraverso soluzioni totalmente integrate nell’immagine architettonica dei corpi di fabbrica, che anzi, costituiscono parte integrante della logica compositiva degli stessi.
6. Utilizzo di materiali e strutture che rientrino oltre che in una logica di ecocompatibilità, anche in un quadro di LCA.
Quindi strutture lignee modulari prefabbricate e altamente flessibili, rivestimenti ed isolanti in fibre naturali ecc.

Distribuzione e spazi interni
Il progetto si fonda su una maglia modulare a+b+a attraverso la quale sono stati divisi gli spazi serventi e quelli serviti, mantenendo un elevato grado di flessibilità interna per qualsiasi taglio di appartamenti.
La cellula base è composta da un sistema di 55mq formato da zona giorno ad “L” con cucina passante e bagno giorno accorpato su di un cavedio di servizio centralizzato.

Strutture
L’impianto strutturale dei corpi di fabbrica si basa su principi modulari di prefabbricazione leggera attraverso materiali combinati.
La struttura di attacco al suolo è costituita da setti in cls armato alveolare, posti a passo costante 380cm con un diagramma statico a portale.
Copertura: sistema a falda rovescia con solai in pannelli prefabbricati e preisolati in legno, isolamento addizionale in opera e rivestimento esterno in lamiera di zinco.
Sul lato sud uno sbalzo variabile tra i 120 e i 250 cm contiene il volume della serra addossata, contribuendo all’ombreggiamento in regime estivo.

Valutazioni su scelte impiantistiche
Il sistema di produzione di energia termica ed elettrica prevede un sistema integrato centralizzato (gestibile anche in via remota) basato sull’accoppiamento termico-fotovoltaico.
L’impianto termico sfrutta al meglio la possibilità di agire a basse temperature di mandata, ottimizzando l’energia termica prodotta dai pannelli solari, i quali con bollitore separato, garantiscono acqua calda sanitaria per il 65% del fabbisogno annuo.
In questo quadro l’impianto fotovoltaico funge da supporto al funzionamento della pompa di calore, dei sistemi di ricircolo d’acqua e annulla le spese condominiali di illuminazione interna ed esterna.
Il risultato del fabbisogno energetico si attesta sui 50 Kwh/mqa.
Serra: la soluzione adottata prevede una serra integrata con buffer di accumulo tra le due vetrate, in cui si sfrutta la capacità di accumulo del pavimento in legno e delle pareti interne della serra.
L’apporto di confort termico ed ambientale che garantisce questa tecnologia passiva, consente di poter rendere vivibile durante tutto l’arco dell’anno la zona giorno.

Recupero acque meteoriche
La canalizzazione delle acque piovane e’ diretta ad un sistema di recupero costituito da filtri centrifughi in serie e da una vasca di raccolta di circa 200 mc.
L’acqua di falda viene canalizzata nei setti del vano scale verso la stessa vasca di raccolta, garantendo totale ispezionabilità al sistema.

Scheda
Tipo di strumento urbanistico
Il progetto presentato è risultato vincitore del concorso di progettazione a procedura aperta indetto dall’A.T.E.R. di Rovigo per la realizzazione di edifici sperimentali di edilizia residenziale pubblica a basso impatto ambientale ed a forte contenuto innovativo (5 unità minime da 4 alloggi ciascuna, per un totale di 20 alloggi ).

Motivazioni della giuria per il premio
Il progetto si è distinto per la buona qualità architettonica e la valenza sperimentale del sistema costruttivo in legno. Interessante la prefabbricazione leggera con l’utilizzo di strutture lignee che prevedono possibile industrializzazione a monte del cantiere. Interessante soluzione per la flessibilità degli alloggi e relativa aggregabilità, soprattutto per quelli a modulo variabile e disarticolato accorpabile alla struttura principale.

Strumenti urbanistici di riferimento
Il presente progetto è redatto ai sensi della:
– vigente Legislazione Urbanistica Statale;
– Legge Regionale 27 giugno 1985, n. 61 e successive modifiche ed integrazioni;
– Legge Regionale 23 aprile 2004, n. 11 e successive modifiche ed integrazioni;
– P.R.G. del Comune di Rovigo.

Il profilo metodologico, urbanistico e funzionale
Le specifiche del bando in termini di sostenibilità integrata dei manufatti architettonici, di replicabilità ed aggregabilità delle unità minime e di innovazione specifica nell’uso e nella concezione degli edifici, hanno reso possibile un percorso progettuale centrato fin da subito su parametri chiari ed oggettivi di qualità dell’intervento, all’interno delle tre macroaree imprescindibili che compongono un intervento che possa dirsi realmente sostenibile: la sostenibilità economica, la sostenibilità ambientale e la sostenibilità sociale. Quest’ultima poi, dato l’utenza tipo prevista, composta da anziani e portatori di handicap, risulta particolarmente importante nell’inclusività e nella condivisibilità di ogni scelta in termini di distribuzione e fruizione degli spazi interni ed esterni, oltre che nella gestione ottimale degli stessi.

Gli obiettivi, la strategia e gli esiti attesti
Il progetto nella sua globalità si confronta con i vari aspetti della sostenibilità: la questione energetica, i cambiamenti climatici, la gestione dei rifiuti, la temporaneità dell’abitare e versatilità delle abitazioni, la flessibilità architettonica e urbana nello sviluppo degli insediamenti.
Si è posto fin da subito come obiettivi fondamentali alcuni parametri generali:
– Chiarezza compositiva e strutturale per agevolare qualsiasi aggregazione possibile tra le unità minime, arricchendo l’impianto architettonico ad ogni successiva espansione dell’unità minima;
– Funzionalità e razionalità nella relazione tra spazi serviti e serventi, e tra spazi interni ed esterni, con l’utilizzo di soluzione atte ad ottimizzare costi di costruzione (prefabbricazione leggera delle strutture lignee e dei corpi distributivi) e gestione degli impianti;
– Modularità strutturale e distributiva che garantisca massima flessibilità degli spazi interni, anche nella previsione di piccoli ampliamenti (stanza jolly) in fasi successive a quella di cantiere;
– Applicazione di tecnologie passive ed attive per il controllo climatico estate-inverno;
– Implementazione di sistemi di produzione di energia termica-elettrica da fonti rinnovabili;
– Utilizzo di materiali e strutture che rientrino oltre che in una logica di ecocompatibilità, anche in un quadro di LCA (Life Cycle Assessment: Qualità del ciclo di vita dei materiali).

Esiti attesi
Il progetto si propone come modello sperimentale di edilizia residenziale applicabile a diverse situazioni urbanistiche e a differenti tipologie di utenti, replicabile in tempi brevi e a modesti costi visto l’uso delle tecnologie della prefabbricazione.

I “VALORI URBANISTICI” che si intendono affermare
I valori urbanistici che il progetto intende affermare sono:
– l’Housing, che non vuole significare solo house-casa, ma vuole indagare il cercare spazio nella città alle esigenze della vita, in un sistema complesso in cui vivere in un luogo non vuol dire solo soddisfare le esigenze primarie (dormire-mangiare-lavarsi) ma in cui abitare uno spazio vuol dire trovare soddisfazione all’esigenza di essere abitante: spostarsi, trovare spazi di relazione, alimentare la propria crescita personale, personalizzare la propria abitazione;
– il basso impatto ambientale;
– la flessibilità urbana e architettonica nello sviluppo degli insediamenti;
– la differenziazione degli spazi pubblici.

L’iter amministrativo che ha seguito fino ad ora il progetto
novembre 2007 – pubblicazione bando di concorso
settembre 2008 – proclamazione del vincitore mediante delibera aziendale.
maggio 2009 – l’A.T.E.R. ha conferito l’incarico per il coordinamento e la progettazione definitiva ed esecutiva del primo stralcio allo studio Fram_menti.
fine 2009 – inizio lavori (presunto)

Per scaricare i Dettagli della composizione in PDF
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Per scaricare i Dettagli della serra in PDF
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Per scaricare i Dettagli degli impianti in PDF
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