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A cura di: Adele di Carlo Il 2023 è stato un anno di notevoli cambiamenti per il panorama dei bonus edilizi. Chi ha iniziato dei lavori di ristrutturazione o efficientamento energetico, o pensa di farlo, deve fare i conti con le modifiche apportate dalla Legge di bilancio per il 2024. Alcuni bonus sono stati drasticamente ridotti – è il caso del Superbonus – altri invece risultano confermati fino al 31 dicembre 2024. Molti dei lavori iniziati in questi mesi (talvolta anni) non sono ancora conclusi, per questo motivo diversi contraenti iniziano a domandarsi se sia possibile passare da un bonus all’altro. Un dubbio che nasce dalla speranza di non perdere le agevolazioni fiscali e non subire un danno economico. Per quanto riguarda il Superbonus, la maxi agevolazione introdotta dal governo Conte, la via possibile potrebbe essere il passaggio al Sismabonus oppure all’Ecobonus. Ecco cosa prevede l’Agenzia delle Entrate e come cambierà il quadro dei bonus casa nel prossimi anni. Superbonus, chi può continuare a beneficiare dell’agevolazione al 110% Sappiamo che la maxi detrazione al 110% è ormai un miraggio per molti. Per contenere la spesa pubblica e “disincagliare” i crediti, il governo Meloni ha ristretto i requisiti per accedervi. In definitiva, a differenza del passato, usufruire del Superbonus è diventato più difficile: l’agevolazione è stata ristretta alle prime case e i richiedenti devono rispettare precisi tetti Isee. Inoltre l’aliquota del 110% è scesa al 70%. Dal Superbonus al Sismabonus, si può passare da un bonus all’altro? Esiste però un’ipotesi in cui si può ancora beneficiare della Superbonus nella versione originale: cioè nelle zone del cratere sismico. Ci sono però alcune precisazioni da fare: la possibilità di conservare l’aliquota al 110% resta in vigore fino al 31 dicembre 2025 tra gli interventi eseguiti e gli eventi sismici deve esserci un nesso causale gli interventi realizzati devono garantire l’efficientamento energetico dell’abitazione Le alternative al Superbonus: come passare da un bonus casa all’altro La stessa Agenzia delle Entrate (circolare n. 13/E/2023) ha confermato la possibilità per i contribuenti di usufruire di altre agevolazioni fiscali al posto del Superbonus 110%, indipendentemente dalla data di esecuzione dei lavori. Gli interessanti possono: Avvalersi delle detrazioni ordinarie Sismabonus, ecobonus e bonus casa nei limiti e alle condizioni previsti dalla normativa di riferimento. Ricapitolando, dopo la fine del Superbonus per le villette e le unità autonome e indipendenti e il ridimensionamento del bonus condominiale, i contribuenti possono agevolare i pagamenti da effettuare nel corso 2024 passando al Sismabonus; tuttavia chi fino ad ora ha usufruito del Superbonus deve accontentarsi dell’agevolazione al 70%. Ma attenzione al tetto massimo, il limite di spesa che non può essere cumulato tra le due agevolazioni, nemmeno per gli immobili vincolati. Si può passare dal Superbonus all’Ecobonus? Oltre alla via del Sismabonus, sembrerebbe che si possa passare dal Superbonus all’Ecobonus. Il condizionale è necessario perché l’Agenzia delle Entrate deve ancora chiarire se è necessario disporre la fine dei lavori prima di passare da un bonus casa all’altro. Se fosse così il passaggio diventerebbe percorribile in pochi casi. Come avviene il passaggio da un bonus all’altro Dal punto di vista pratico, come può un contribuente passare dal Superbonus a un altro bonus casa? Come sappiamo, la legge vieta di usufruire di due bonus contemporaneamente sullo stesso immobile. L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che il passaggio è possibile nell’ambito dello stesso intervento tra Superbonus a Sismabonus, con l’obbligo di distinguere le spese in base all’anno di sostenimento. In tal modo a ciascuna agevolazione viene riconosciuto il proprio tetto di spesa. Bonus Ristrutturazioni confermato per tutto il 2024 A differenza del Superbonus, il bonus Ristrutturazioni – insieme al bonus per l’eliminazione delle barriere architettoniche – è tra quelli confermati per tutto il 2024. Consiste nella detrazione del 50% su un tetto di spesa massimo di 96.000 euro per chi esegue interventi di restauro, manutenzione straordinaria, eliminazione di barriere architettoniche e risparmio energetico. Collegato al bonus Ristrutturazioni c’è poi il bonus mobili, grazie al quale detrarre il 50% di quanto speso per l’acquisto di grandi elettrodomestici e mobilio. Il bonus mobili, tuttavia, non è ammissibile per coloro che hanno eseguito interventi di ristrutturazione straordinaria senza pagare con mezzi tracciabili (assegni e contanti non sono ammessi). Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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