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Indice degli argomenti Toggle Gli errori che compromettono la durabilità dell’edificioSottovalutare l’ambiente e il contesto in cui colloca l’edificioProgettare un edificio pensando solo al risparmio economicoSottovalutare l’umidità e l’azione dell’acquaErrati dettagli costruttivi e problemi in fase di costruzioneTrascurare la manutenzione ordinariaFAQ Durabilità degli edificiChe cos’è la durabilità di un edificio?Quanto dura un edificio in cemento?Quanto dura un edificio in legno?Quali sono i materiali che durano di più?Cos’è la manutenzione ordinaria di una casa? La durabilità degli edifici è una caratteristica importante per un’edilizia di qualità. Essa, infatti, assicura la capacità dell’immobile di mantenere nel tempo prestazioni funzionali, meccaniche, energetiche ed estetiche, minimizzando gli interventi straordinari dovuti a forme di degrado o deterioramento. Non si tratta solo di valutare quanto dura un edificio, ma anche di come invecchia, considerando la velocità con cui si deteriorano i materiali e calano le sue prestazioni e quanto è resiliente. Per ottenere i migliori risultati, la durabilità deve diventare un obiettivo progettuale, prendendo in considerazione aspetti quali le condizioni di esposizione e le possibili dinamiche di degrado. I vantaggi che ne derivano sono diversi e riguardano aspetti economici, prestazionali, di sicurezza, ma anche ambientali. Infatti, allungare il ciclo di vita di una costruzione, ne riduce gli impatti ambientali, in quanto si previene un consumo anticipato di nuove risorse, di produzione di rifiuti da demolizione e una maggior “distribuzione nel tempo” della CO2 incorporata. Nonostante ciò, numerosi edifici manifestano patologie premature dovute a errori evitabili nelle fasi di concezione, scelta dei materiali, esecuzione e gestione. Gli errori che compromettono la durabilità dell’edificio Nel contesto dell’edilizia contemporanea, il concetto di durabilità degli edifici rappresenta un requisito prestazionale complesso che coinvolge materiali, sistemi costruttivi, ambiente di esposizione e gestione dell’opera durante l’intero ciclo di vita. Uno dei concetti chiave collegati è quello di vita utile, ossia il periodo durante il quale l’opera deve soddisfare i requisiti prestazionali senza richiedere interventi straordinari di ripristino. Ovviamente, tutti i materiali da costruzione sono soggetti a processi di invecchiamento e degrado, ma una buona progettazione ne controlla meglio la velocità di accadimento. Commettere errori in fase progettuale, infatti, può causa problemi con l’azione dell’acqua, le escursioni termiche, le azioni chimiche, meccaniche e biologiche che agiscono sul costruito. Un edificio progettato per la durabilità richiederà comunque una corretta manutenzione programmata, ma dovrebbe ridurre la necessità di interventi straordinari. Di seguito, si analizzano i principali fattori che, se trascurati, causano errori che compromettono la durabilità dell’edificio. Sottovalutare l’ambiente e il contesto in cui colloca l’edificio Uno degli errori più frequenti è progettare come se l’edificio fosse in un contesto “neutro”. In realtà ogni costruzione è inserita in un ambiente che si caratterizza per specifici fattori di esposizione ambientale, che influenzano in modo determinante i fenomeni di degrado. Per comprendere meglio, è sufficiente pensare ai casi più critici, come gli ambienti marini o costieri, dove la corrosione è un rischio maggiore; alle aree ad elevato traffico e inquinamento atmosferico, che favorisce il degrado delle superfici; o ancora alcuni luoghi rurali, dove l’umidità è davvero importante. La scelta dei materiali, della loro combinazione e delle soluzioni tecnologiche, dovrebbe dipendere fortemente dal contesto in cui si trova l’edificio, mettendo in campo tutte le strategie per combattere le principali criticità. Progettare un edificio pensando solo al risparmio economico La logica di una progettazione che mira al minor costo al metro quadro porta spesso a scelte che, nel tempo causano problemi. La durabilità richiede un approccio di Life Cycle Costing (LCC) e Life Cycle Assessment (LCA), ossia orientato ad una valutazione accurata e lungimirante rispetto all’intero ciclo di vita dell’edificio, sia da un punto di vista di costi, che ambientale. Utilizzare oggi dei materiali economici o con spessori ridotti esclusivamente per ridurre i costi, sicuramente causerà spese maggiori in futuro. Risparmiare al momento della costruzione significa quasi sempre affrontare costi manutentivi e di ripristino superiori nel tempo, con inevitabili disagi anche in termini di comfort e benessere. La durabilità, per quanto possa richiedere uno sforzo economico maggiore in un primo momento, è un investimento: materiali più performanti e dettagli costruttivi corretti riducono drasticamente il costo globale. Sottovalutare l’umidità e l’azione dell’acqua L’acqua è il principale agente di degrado e una gestione dell’umidità non adeguata può essere tra le prime cause di patologie edilizie. I fenomeni attraverso cui l’acqua agisce sull’edificio sono differenti. Si parla di capillarità, infiltrazioni meteoriche, condensa. In parte dipendono dal contesto esterno, quindi da fattori quali il clima o le caratteristiche del terreno, in parte dal funzionamento dell’edificio e dalle sue logiche costruttive. In ogni caso, in fase progettuale è essenziale prevenire tutti questi fenomeni, per quanto possibile, individuando materiali adatti, ma anche stratigrafie e soluzioni tecnologiche specifiche. Si possono realizzare delle barriere al vapore dove opportuno, optare per materiali isolanti idonei nelle aree a contatto con il terreno, creare strati di impermeabilizzazione sia in corrispondenza delle fondazioni, che su coperture e terrazzi. Sono altrettanto importanti le pendenze delle coperture, il dimensionamento dei sistemi di scolo e scarico dell’acqua, la risoluzione dei ponti termici, l’installazione di impianti per l’areazione interna. Errati dettagli costruttivi e problemi in fase di costruzione Affidarsi a tecnici e progettisti qualificati e competenti è essenziale per prevenire problemi connessi a errori di progettazione. La durabilità degli edifici, infatti, non dipende solo dal materiale, ma anche dai nodi costruttivi e dalle soluzioni progettuali messe in campo. Ad esempio, molte patologie nascono in punti di discontinuità, dove si creano ponti termici. Possono nascere anche problemi strutturali, per un’errata valutazione dei giunti di dilatazione o per assestamenti successivi alla realizzazione. O ancora, si può sottovalutare la compatibilità tra materiali, innescando comportamenti fisici o chimici deleteri nel tempo, come avviene quando si installano intonaci molto rigidi su supporti che tendono alla deformazione. Altrettanto importante è la corretta realizzazione e posa in opera di quanto progettato. La direzione lavori e il controllo qualità sono determinanti per la durabilità, perché anche il miglior pogetto può fallire se si sbaglia in cantiere. Trascurare la manutenzione ordinaria Un edificio non è un sistema statico, inevitabilmente evolve e cambia nel tempo e come tale va mantenuto sotto controllo. Come già detto, la durabilità elevata previene gli interventi straordinari, ma la manutenzione ordinaria rimane essenziale per il benessere del costruito. Considerare la manutenzione come evento straordinario anziché un processo pianificato è un grave errore. È essenziale conservare nel tempo le buone condizioni dell’edificio, con controlli visivi e piccoli interventi di pulizia e ripristino. FAQ Durabilità degli edifici Che cos’è la durabilità di un edificio? La durabilità di un edificio è la sua capacità di mantenere nel tempo le proprie caratteristiche e prestazioni, in termini funzionali, strutturali, ma anche estetici e di efficienza energetica. Dipende dai materiali scelti, dalle soluzioni tecnologiche adottate e dalla capacità di prendersene cura nel tempo. Quanto dura un edificio in cemento? Un edificio in cemento armato, di solito, ha una vita utile superiore ai 50 anni e può essere allungata se si progetta la struttura in modo adeguato, dimensionando correttamente la struttura e ogni suo componente. In ogni caso, la manutenzione nel tempo è importante. Quanto dura un edificio in legno? Un edificio in legno può durare diversi decenni o più, tutto dipende da come viene realizzato e gestito, oltre dal contesto in cui si trova. Vi sono edifici in legno risalenti a secoli fa, ancora in condizioni discrete. Anche in questo caso, la progettazione e la precisione esecutiva sono essenziali per raggiungere i migliori risultati. Quali sono i materiali che durano di più? I principali materiali utilizzati in edilizia oggi sono abbastanza durevoli. I laterizi, usati da secoli, sono durevoli per natura e resistono a differenti condizioni. Se ben progettati e utilizzati, anche il legno, il calcestruzzo e l’acciaio possono assicurare una vita utile lunga. Oggi per aumentare la durabilità dei materiali si ricorre anche a nuove soluzioni composite o evolute, con caratteristiche appositamente potenziate. Cos’è la manutenzione ordinaria di una casa? La manutenzione ordinaria della casa è un insieme di interventi e opere finalizzate a mantenere nel tempo la sua integrità. Si tratta di riparazioni, rinnovamenti o sostituzioni parziali dei componenti dell’edificio, in modo che si preservi in buono stato ed efficiente nel tempo. Questi interventi, però, non ne alterano la natura o la struttura. Consiglia questo approfondimento ai tuoi amici Commenta questo approfondimento