A pochi giorni dalla proposta della Commissione Europea per la decarbonizzazione del patrimonio edilizio entro il 2050, il presidente dell’Ance Gabriele Buia ricorda che nel nostro paese sono 9 milioni gli edifici costruiti prima dell’entrata in vigore della norma sul risparmio energetico e sulla sicurezza sismica, che andrebbero riqualificati La Commissione Europea lo scorso 15 dicembre ha approvato, nell’ambito del pacchetto “Fit for 55”, le nuove regole per il rendimento energetico degli edifici, coerenti il Green Deal europeo, con l’obiettivo di decarbonizzare il patrimonio edilizio dell’UE entro il 2050, responsabile del 40% del consumo energetico e del 36% delle emissioni di gas serra. Tra le proposte si prevede che dal 2030 tutti i nuovi edifici siano a zero emissioni, utilizzino il più possibile le energie rinnovabili e non producano emissioni da fossili. Inoltre entro il 2030 (2027 per quelli pubblici) il 15% degli edifici con le peggiori prestazioni energetiche dovrà passare dalla classe G alla F dell’Attestato di Prestazione Energetica. Saranno i singoli Stati a definire le modalità per il rispetto della normativa e l’Ue metterà in campo sostegni finanziari e linee guida dedicate. La Direttiva ha introdotto il “passaporto di ristrutturazione”, uno strumento che dovrebbe facilitare la pianificazione degli interventi, con l’obiettivo di arrivare alle 0 emissioni entro il 2050. Il Presidente dell’Ance Gabriele Buia, commentando la nuova Direttiva europea in un’intervista a Il Sole 24 Ore, ha ricordato che il patrimonio edilizio del nostro paese è vecchio ed energivoro e saranno necessari importanti interventi di riqualificazione: “Il patrimonio energetico italiano per il 74,1% è stato realizzato prima dell’entrata in vigore della normativa completa sul risparmio energetico e sulla sicurezza sismica”. Numeri alla mano, in Italia ci sono 9 milioni di edifici inefficienti, su un totale di 12,2 mln. “Abbiamo preso impegni sulla decarbonizzazione e dobbiamo fare il possibile per centrarli”. Per poter realizzare gli interventi richiesti dalla direttiva secondo il presidente Buia è necessario che vengano rinnovati gli incentivi, a partire da Ecobonus e Superbonus, per evitare che la spesa ricada completamente sulle famiglie proprietarie, che in molti casi non potrebbero sostenerla. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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