RICS Italia Conference 2026: innovazione nel real estate, dalle città alle professioni

Successo per la RICS Italia Conference 2026 di Milano: oltre 250 professionisti hanno discusso come innovazione digitale, transizione energetica e nuove metriche ESG stiano cambiando città, asset e professioni. Focus su adozione degli AI Standards e sulla crescita di competenze per valutazioni, banking e hospitality.

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RICS Italia Conference 2026: innovazione nel real estate, dalle città alle professioni
ph: Edoardo Brioni

Milano ha ospitato la RICS Italia Conference 2026, un appuntamento che fotografa bene la fase di trasformazione del real estate, che ha riunito oltre 250 professionisti, insieme a rappresentanti di istituzioni finanziarie, imprese e università, per un confronto serrato su tecnologie emergenti, nuovi paradigmi urbani e competenze richieste dal mercato.

Il filo conduttore dell’edizione 2026 – “Innovation in Real Estate: dalle Città alle Professioni” – ha evidenziato un cambio di prospettiva: l’innovazione non è più solo una questione di strumenti, ma di standard, metriche di performance e capabilities professionali lungo l’intera filiera (dalla pianificazione urbana alle valutazioni, fino alla gestione degli asset e alle strategie di investimento).

Dalle città del futuro all’AI: quando il dato diventa valore

Ad aprire i lavori è stata Gloria Brocchi MRICS, Chair dell’Advisory Board di RICS in Italia, richiamando alcuni driver che stanno riscrivendo priorità e processi: evoluzione demografica e sociale, transizione energetica, digitalizzazione e nuove metriche di sostenibilità e performance urbana.

Gloria Brocchi MRICS, Chair dell’Advisory Board di RICS in Italia
Gloria Brocchi – ph: Edoardo Brioni

In questo scenario, l’asse “standard–competenze–collaborazione” viene indicato come leva per aumentare trasparenza e affidabilità del mercato, oltre che per governare l’adozione di nuove tecnologie.
“La nostra industry – ha sottolineato Gloria Brocchi MRICS, Chair Advisory Board RICS in Italia – sta entrando in una fase in cui innovazione e responsabilità procedono insieme. È il momento di misurare ciò che conta davvero: la qualità degli asset, la resilienza delle città, la crescita delle competenze. Con RICS stiamo costruendo un ecosistema fatto di standard, etica e collaborazione, perché solo così l’innovazione diventa valore per il mercato e per la società.”

Cities of the future: nuovi paradigmi di sviluppo urbano

Il keynote di Francesco Caio (Caio Digital Partners) ha introdotto la riflessione sulle città del futuro, seguita da un panel con contributi di Andrea Colantonio (EIB), Edoardo Croci (Università Bocconi) ed Ezio Micelli FRICS (IUAV). Al centro, il tema dei modelli di sviluppo urbano e delle traiettorie che condizionano la domanda immobiliare: accessibilità, qualità dello spazio costruito, resilienza e capacità di misurare impatti su scala di quartiere e di città.

AI & real estate: dall’algoritmo al valore

L’attenzione si è poi spostata sull’intelligenza artificiale applicata ai processi real estate. Daniela di Perna MRICS (RINA Prime Valuation) ha approfondito come l’AI possa intervenire lungo la catena “dato–decisione”, incidendo su analisi, valutazioni e scelte operative.

Il punto non è solo automatizzare, ma impostare un uso dell’AI che sia auditabile, coerente con requisiti di qualità del dato e in grado di sostenere decisioni replicabili nel tempo, soprattutto quando si parla di asset class complesse e mercati volatili.

Non a caso, tra le priorità 2026 indicate da RICS in Italia viene citato il lavoro globale sugli AI Standards per il settore dell’ambiente naturale e costruito, con un obiettivo dichiarato: spingere su adozione e diffusione anche nel contesto italiano. 
RICS ha pubblicato il professional standard globale “Responsible use of artificial intelligence in surveying practice”, pensato per guidare membri e organizzazioni RICS-regulated nell’adozione dell’AI lungo attività come valutazioni, costruzione, infrastrutture e servizi sul territorio. Lo standard, efficace dal 9 marzo 2026, introduce requisiti e aspettative operative per assicurare che l’uso dell’AI resti sotto controllo professionale e non si trasformi in una delega opaca all’algoritmo. Il messaggio centrale è che, anche usando strumenti di AI, responsabilità e giudizio restano del professionista. Lo standard RICS chiede quindi presidi di governance (dati e sistemi), gestione del rischio, verifiche su affidabilità degli output e trasparenza verso il cliente su quando e come l’AI viene impiegata. Inoltre richiama il rispetto delle norme locali: in UE cita l’AI Act (Reg. 2024/1689) e, se c’è conflitto con la legge, prevale la legge, ma il conflitto va documentato e segnalato a RICS.

Professioni, standard e valutazioni: la roadmap 2026 secondo RICS

La seconda parte della giornata ha messo in fila una parola che nel real estate oggi pesa quanto la tecnologia: capacità professionale. I panel “Innovation & Tech / Innovation & Sustainability” hanno affrontato il contributo di digitalizzazione, smart city, ricerca e sostenibilità, con interventi di player e realtà tra cui Patrizia SE, R2M Solution, Jakala Civitas, Planet Smart City, Longevity Partners, Lombardini22 e Ryze Group.

Il messaggio che emerge è chiaro: strumenti e approcci (data platform, modelli predittivi, criteri ESG, metriche di impatto) diventano realmente “di mercato” solo se si innestano su framework condivisi e su competenze capaci di tradurre l’innovazione in scelte misurabili per investitori, property e facility manager, valutatori, finanziatori.

Skills shortage e next gen: la domanda di profili evolve

Nel pomeriggio, il panel “Future Jobs, Skills Shortage & NextGen” ha evidenziato la necessità di nuovi profili e formazione avanzata, con testimonianze dal Politecnico di Milano, Generali Real Estate, CBRE e RICS Matrics.

RICS Italia Conference 2026: innovazione nel real estate, dalle città alle professioni
Il panel NextGen – ph: Edoardo Brioni

Per il settore significa lavorare su competenze ibride: lettura dei dati, basi di AI governance, alfabetizzazione ESG e capacità di gestire processi in cui compliance, reporting e qualità informativa incidono direttamente su rischio e valore.

Focus tecnico su banking e hospitality

A chiudere, due workshop di taglio tecnico dedicati alle valutazioni per il settore bancario e per l’hospitality, con il coinvolgimento di operatori e società tra cui PRAXI, KROLL Advisory, Banco BPM, CBRE, Abaco Team, Forvis Mazars, Savills, K2 Real e JLL.

Un segnale utile per il mercato: la trasformazione non riguarda solo “come si costruisce” o “come si rigenera”, ma anche come si valuta, come si istruiscono le decisioni creditizie e come si comparano performance e rischio tra asset class diverse.

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