Il messaggio lanciato dall’OICE è chiaro. Il ruolo che l’ingegneria deve avere nella rigenerazione urbana deve essere centrale per dare attuazione agli input contenuti nel disegno di legge sul consumo del suolo approvato alla Camera. Così il presidente Patrizia Lotti: “La legge definisce a rigenerazione urbana come un insieme coordinato di interventi urbanistici, edilizi e socio-economici nelle aree urbanizzate finalizzate alla sostituzione e al riuso in un’ottica di sostenibilità ambientale, di contenimento del consumo di suolo, di localizzazione dei nuovi interventi di trasformazione nelle aree già edificate, di innalzamento del potenziale ecologico. Per realizzare questi interventi occorre quindi il possesso di competenze multidisciplinari e organizzate che presuppongono una organizzazione progettuale accurata e dettagliata. In altre parole si tratta di operazioni complesse che necessitano di una programmazione e progettazione accurata, per le quali il ruolo del progettista e delle società di ingegneria non può che essere centrale.” Per il presidente dell’OICE ciò vale ancora di più per il piano periferie: “La necessità di una progettazione integrata che metta insieme tutti i fattori emerge ancora di più nell’ottica di attuazione del piano delle periferie previsto dalla legge, attraverso il quale si dovranno applicare standard di elevata qualità ambientale e precisi obiettivi prestazionali degli edifici. Lo strumento che la legge prevede è stato individuato correttamente nei concorsi di progettazione, ma è importante assicurare che il vincitore del concorso sia un soggetto in grado di sviluppare adeguatamente il progetto, anche attraverso sinergie con altre professionalità e strutture. Per quanto ci riguarda garantiamo che le nostre società saranno pronte a raccogliere le sfide progettuali che saranno lanciate sul territorio”. Centrale il ruolo dell'ingegneria nella rigenerazione urbana 2 Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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