Città metropolitana Spugna, il modello milanese che punta su suolo permeabile e soluzioni nature-based

Con 70 cantieri già conclusi o collaudati su 88 interventi complessivi, il progetto Città metropolitana Spugna entra nella fase finale e si propone come uno dei casi più rilevanti di adattamento climatico urbano nell’area milanese. Finanziato dal PNRR con circa 51 milioni di euro e realizzato con Gruppo CAP, il piano punta su drenaggio urbano sostenibile e nature-based solutions per ridurre il rischio di allagamenti, aumentare la permeabilità dei suoli e migliorare la resilienza del territorio metropolitano. I numeri parlano di 489 mila metri quadrati riqualificati in 32 Comuni, con una capacità stimata di drenaggio di 307.500 metri cubi d’acqua all’anno. 

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Città metropolitana Spugna, il modello milanese che punta su suolo permeabile e soluzioni nature-based

Nei contesti metropolitani sempre più spesso l’adattamento climatico urbano non passa più soltanto da grandi opere idrauliche, ma anche da infrastrutture diffuse, sistemi di drenaggio urbano sostenibile e NBS (Nature-based solutions)  capaci di riportare il ciclo dell’acqua all’interno della progettazione dello spazio pubblico.

Ne è una dimostrazione il progetto Città metropolitana Spugna, promosso dalla Città metropolitana di Milano in collaborazione con Gruppo CAP e finanziato nell’ambito del PNRR, i cui obiettivi e risultati sono stati presentati negli scorsi giorni.

Secondo i dati diffusi dalla Città metropolitana di Milano, il piano ha consentito di attivare 88 interventi in 32 Comuni, con un finanziamento di circa 51 milioni di euro e una superficie complessiva riqualificata pari a 489 mila metri quadrati. La stima degli impatti parla di una capacità di drenaggio di 307.500 metri cubi di acqua all’anno, insieme a un risparmio energetico di 114,89 MWh/anno e a 9,88 TEP risparmiate. Ad oggi sono 70 i cantieri conclusi o collaudati e 18 quelli ancora in corso.

La conferenza stampa di presentazione dei risultati del progetto Città metropolitana Spugna
La conferenza stampa di presentazione dei risultati del progetto Città metropolitana Spugna

Un progetto virtuoso e replicabile, che garantisce meno superfici impermeabili, più suolo drenante, più spazio a dispositivi vegetati e sistemi in grado di trattenere, laminare e infiltrare l’acqua meteorica prima che sovraccarichi la rete fognaria. Il termine “spugna” diventa in questo caso un preciso indicatore di urbanistica resiliente. La Commissione europea definisce infatti le nature-based solutions come interventi ispirati e supportati dalla natura, capaci di generare benefici ambientali, sociali ed economici e di rafforzare la resilienza dei territori.

Come funziona Città metropolitana Spugna e quali risultati ha già prodotto

Il fulcro del progetto Città metropolitana Spugna è il drenaggio urbano sostenibile. L’obiettivo è consentire al terreno di assorbire l’acqua piovana, soprattutto durante gli eventi intensi, riducendo il carico sulle reti e contenendo i fenomeni di allagamento urbano. Per raggiungerlo, il progetto interviene su parcheggi, piazze, strade, aree verdi e spazi pubblici mediante de-impermeabilizzazione, superfici filtranti, soluzioni vegetate e altri dispositivi di gestione diffusa delle acque meteoriche.

E’ un approccio coerente con la traiettoria europea che vede nelle NBS uno strumento efficace per affrontare insieme adattamento climatico, biodiversità, riduzione del rischio e qualità urbana. Secondo la Commissione queste soluzioni possono essere integrate nelle città attraverso tetti verdi, pareti verdi, foreste urbane, sistemi alternativi di stormwater management* e altri interventi localmente adattati. Nel caso milanese, il progetto assume una doppia valenza: da un lato opera come misura di climate adaptation, dall’altro come leva di rigenerazione urbana.

Un elemento importante è quello della scala territoriale. Non si tratta del singolo quartiere-pilota o  di un intervento sperimentale isolato, ma di un programma metropolitano distribuito su decine di Comuni, il che sposta il tema della resilienza dalla dimensione comunale a quella vasta, più coerente con i reali comportamenti del ciclo idrologico e con la geografia delle reti. Il progetto, peraltro, nasce dentro la cornice dei Piani urbani integrati del PNRR.

Dalla gestione delle piogge alla qualità urbana

L’interesse del progetto va oltre la prevenzione degli allagamenti. La sostituzione di porzioni asfaltate con superfici permeabili e dispositivi verdi produce infatti effetti collaterali positivi sul microclima urbano, sul contrasto alle isole di calore e, più in generale, sulla vivibilità dello spazio pubblico. In altre parole, la gestione dell’acqua piovana diventa occasione per ripensare materiali, sezione urbana, performance ambientali e comfort degli spazi aperti. 

Città metropolitana Spugna, un caso da osservare anche oltre Milano

Il progetto assume rilievo non solo per i numeri, ma perché mette a sistema tre livelli che raramente riescono a dialogare con continuità: finanziamento pubblico, competenza tecnica e attuazione locale. Nel caso di Spugna, il ruolo della Città metropolitana di Milano come soggetto di coordinamento si intreccia con quello di Gruppo CAP come operatore tecnico-industriale del servizio idrico. Il risultato è un modello che prova a trasformare l’acqua meteorica da fattore di pressione a variabile progettuale. 

L’ipotesi è di un ampliamento di Spugna, considerando la necessità di consolidare strumenti finanziari e politiche territoriali dedicate all’adattamento, portando le le nature-based solutions all’interno di politiche di manutenzione ordinaria, pianificazione urbanistica e capitolati delle opere pubbliche.

FAQ Città Spugna

Che cos’è una città spugna?

Una città spugna è un modello urbano che punta ad assorbire, trattenere, rallentare e riutilizzare l’acqua piovana attraverso suoli permeabili, verde urbano, bacini diffusi e sistemi di drenaggio sostenibile, riducendo così il rischio di allagamenti e migliorando la resilienza climatica. Il concetto è coerente con l’approccio europeo alle nature-based solutions.

A cosa servono le nature-based solutions in ambito urbano?

Servono a integrare processi naturali nella città per affrontare problemi come piogge intense, isole di calore, perdita di biodiversità e degrado ambientale. Possono includere tetti verdi, pareti verdi, boschi urbani, rain gardens e sistemi alternativi di gestione delle acque meteoriche.

Quali benefici porta il progetto Città metropolitana Spugna?

Secondo i dati ufficiali, il progetto milanese consente di riqualificare 489 mila metri quadrati, drenare 307.500 metri cubi d’acqua all’anno e generare un risparmio energetico stimato in 114,89 MWh/anno, intervenendo su 88 siti distribuiti in 32 Comuni.

Qual è la differenza tra drenaggio urbano sostenibile e rete fognaria tradizionale?

La rete tradizionale tende a convogliare rapidamente l’acqua verso collettori e impianti, mentre il drenaggio urbano sostenibile prova a trattenerla e infiltrarla il più possibile vicino al punto in cui cade, riducendo picchi di portata, sovraccarichi della rete e impatti sul territorio.

Perché i progetti di città spugna stanno diventando rilevanti in Italia?

Perché l’aumento della frequenza degli eventi meteorici intensi e la forte impermeabilizzazione dei suoli urbani rendono sempre più necessario un approccio integrato all’adattamento climatico. Interventi di questo tipo aiutano a rendere le città più resilienti e, al tempo stesso, più vivibili. 

 


*Lo stormwater management è la gestione delle acque meteoriche, cioè l’insieme di strategie, tecnologie e interventi utilizzati per raccogliere, rallentare, infiltrare, trattenere, trattare o riutilizzare l’acqua piovana prima che provochi criticità nel contesto urbano. 

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