Riqualificazione come opportunità

Riqualificazione come opportunità

Riqualificazione degli edifici, riduzione della CO2, efficienza energetica, incentivi fiscali e vantaggi dell’isolamento degli immobili. Questi i temi discussi durante il convegno svoltosi il 30 settembre scorso a Roma, presso l’Hotel Nazionale di Piazza Montecitorio, e organizzato da F.I.V.R.A., l’associazione che rappresenta i principali produttori di lana di roccia e lana di vetro attivi sul territorio italiano, in collaborazione con il centro di ricerca CRESME.

Una riflessione fortemente voluta dal settore dell’edilizia in occasione del prossimo recepimento della Direttiva 2010/31/UE, che disciplinerà la legislazione dell’efficienza energetica degli edifici, e della proroga degli incentivi per le riqualificazioni energetiche e le ristrutturazioni edilizie. “Il settore ha necessità di un forte intervento legislativo per ripartire e per incidere positivamente sull’economia del Paese. La direzione da prendere è quella di incentivare le cosiddette riqualificazioni profonde: interventi a lunga vita utile per affrontare nel lungo periodo il nodo cruciale del contenimento dei consumi. L’isolamento ha di gran lunga la maggiore vita utile, superando oltre i 50 anni, mentre le tecnologie impiantistiche si fermano a 20.” – commenta Carlo Boschieri, Presidente di F.I.V.R.A.

I consumi energetici nazionali sono in crescita (+17% dal 1981) con un settore, quello civile, particolarmente energivoro, che solo nel 2013 ha consumato circa 47 milioni di tonnellate di petrolio equivalente (pari al 38% dei consumi totali). “Su ciò ha inciso l’ampliamento dello stock edilizio, ma soprattutto la scarsa efficienza dei singoli edifici – prosegue Boschieri – L’isolamento degli involucri non concorre solo al risparmio energetico, ma determina positivamente il comfort termico (invernale ed estivo) e acustico degli immobili”.

Gli interventi di isolamento sono stati anche oggetto della ricerca “Valutazione della convenienza e dell’impatto economico dell’isolamento termo-acustico degli edifici” commissionata da F.I.V.R.A. al CRESME e presentata durante il convegno. Un’indagine che ha permesso di censire lo stock edilizio italiano potenzialmente oggetto di riqualificazione (8,2 miliardi di m2) e mettere in luce i benefici che gli interventi di coibentazione porterebbero sia in termini ambientali sia economici e sociali:

  • Riduzione annua delle emissioni inquinanti pari a 892.000 tonnellate di CO2(pari all’inquinamento annuale di 282.000 auto, ovvero all’assorbimento di quasi 30 milioni di alberi);
  • Riduzione della dipendenza dall’estero per l’approvvigionamento di prodotti energetici: 44.600 GWh/anno, ovvero l’8,2% della bolletta energetica nazionale;
  • Attivazione di oltre 1,7 milioni di posti di lavoro (nuovi, trattenuti o rispristinati in 10 anni di interventi).
  • Costo per lo Stato pari 1,17 miliardi di €/anno

“Si stima che nei prossimi anni solo il 12% delle superfici esterne sarà effettivamente riqualificato, anche se l’investimento necessario per operare sulla totalità delle superfici si aggira attorno a 11,7 miliardi di € all’anno. – dichiara Paolo D’Alessandris del CRESME – Un costo che corrisponde solo al 15% degli interventi di manutenzione straordinaria effettuati annualmente in Italia. Risulta dunque evidente l’importanza della sensibilizzazione del panorama politico e dell’opinione pubblica sul tema”.

Da non dimenticare, inoltre, lo stato di vetustà degli edifici italiani: “L’1,6% degli immobili è in pessimo stato di conservazione e ben il 28% è in condizioni soltanto discrete. Nei principali centri abitati quasi il 70% degli edifici ha più di 40 anni, soglia oltrepassata la quale sono necessari interventi di manutenzione straordinaria per mantenere gli standard funzionali dell’abitazione e dell’edificio” – conclude D’Alessandris.

Analizzando le richieste di detrazioni fiscali per la riqualificazione (previste al 65% fino a fine 2014), si nota come gli interventi sull’involucro edilizio permettano un risparmio di energia superiore a tutte le altre operazioni

(17.276 KWh/anno per la coibentazione delle pareti verticali e 26.909 KHh/anno per quelle orizzontali, contro i 2.610 KHh/anno risparmiati dalla sostituzione degli infissi) ma rappresentino, però, solo il 2,6% degli interventi. “L’isolamento dell’involucro è l’intervento che garantisce il miglior mix tra efficienza (costo dell’energia risparmiata) ed efficacia (la quantità di energia risparmiata), – afferma Gaetano Fasano di ENEA – ma, probabilmente a causa del costo più elevato, sono ancora poco utilizzati. Per incentivarne l’utilizzo è evidente che gli attuali incentivi (ecobonus, conto termico, certificati bianchi) devono essere riformati”.

Per quanto riguarda le esigenze dei singoli cittadini, l’indagine del CRESME rielabora per priorità i fattori ambientali da migliorare all’interno del nucleo abitativo: per il 23,3% degli intervistati è necessario risolvere il degrado acustico, a seguire con il 19,8% il degrado atmosferico, la necessità di intervenire sul degrado estetico per il 15,5% degli intervistati e, al quarto posto, quello idro-geologico con il 9,9% di feedback.

Gli italiani percepiscono quindi la necessità di contenere l’inquinamento atmosferico, ma ancora di più quella di tutelare il comfort acustico della propria casa: il 69,5% degli intervistati dichiara di avvertire rumori fastidiosi durante il giorno (in primis i rumori di moto, auto, animali e vicini di casa), mentre il 44,5% percepisce gli stessi durante la notte. Il 42% delle abitazioni è esposto a fonti di rumore esterno e il 35% a fonti di rumore interno, dalle quali è possibile proteggersi solo attraverso l’isolamento acustico dell’abitazione.

“Un degrado acustico che impatta in modo rilevante sul benessere, sulla salute pubblica e sull’ambiente – dichiara la Prof.ssa Daniela D’Alessandro, Ordinario di Igiene Edilizia e Ambientale presso la Sapienza Università di Roma – che spesso viene sottovalutato. Nell’Unione Europea circa 70 milioni di individui sono esposti a un livello di rumore diurno superiore a 55 dB(A): secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità tale livello di rumore può comportare conseguenze sanitarie rilevanti, quali aumento della pressione sanguigna e rischio infarto. – continua D’Alessandro – In Europa il 30% dei cittadini è esposto a livelli di rumore notturno che superano i 55dB (A), quasi il doppio del limite raccomandato dall’OMS: è necessario che Istituzioni e cittadini adottino misure, come l’isolamento della propria casa, per contenere quest’inquinamento e assicurare una qualità di vita migliore”.

Informazioni su F.I.V.R.A.

F.I.V.R.A. (Fabbriche Isolanti Vetro Roccia Associate) è l’associazione italiana dei produttori di lane minerali che si propone di promuovere in Italia l’utilizzo delle lane minerali come materiali isolanti destinati all’edilizia, allo scopo di contribuire in maniera rilevante al risparmio energetico, alla riduzione delle emissioni di CO2, nonché al miglioramento del comfort abitativo termico ed acustico.

Per ulteriori informazioni visitare il sito www.fivra.it

 

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