Degrado degli edifici: infiltrazioni d’acqua, cause, danni e soluzioni per la sicurezza strutturale 03/04/2026
A cura di: Raffaella Capritti Indice degli argomenti Toggle La crisi abitativa europea come infrastruttura sociale: i numeri di un’emergenza strutturaleREbuild e il futuro dell’abitareDall’Europa all’Italia: il Piano Casa come punto di svoltaIl programma di REbuild 2026: cinque filoni per ripensare l’abitare La dodicesima edizione di REbuild, evento organizzato da Riva del Garda Fierecongressi affronta in modo sistematico la questione abitativa, tema ormai centrale nelle agende europee, urbane e sociali, tra nuovi strumenti finanziari, innovazione costruttiva e modelli sociali in trasformazione. Il 12 e 13 maggio Riva del Garda ospita istituzioni, filiera, professionisti e finanza che si confronteranno lungo cinque direttrici tematiche, da cui, come ci hanno abituato le precedenti edizioni, emergeranno le innovazioni più all’avanguardia e i trend più importanti del mondo dell’edilizia. La crisi abitativa europea come infrastruttura sociale: i numeri di un’emergenza strutturale Secondo i dati di Housing Europe pubblicati nel recente rapporto State of Housing in Europe 2025, in Unione Europea mancano 9,6 milioni di abitazioni, un numero impressionante che restituisce con precisione la dimensione del problema. In Italia, si parla di 1,3 milioni di unità, con un fabbisogno stimato di 126.000 nuovi alloggi all’anno per dieci anni consecutivi. Sono dati che confermano che la questione abitativa è una delle variabili principali del mercato immobiliare e rappresenta anche una infrastruttura economica e sociale capace di condizionare la competitività dei territori, la mobilità del lavoro, l’accesso all’istruzione e la coesione delle comunità. A complicare ulteriormente il quadro ci sono le dinamiche di prezzo degli ultimi dieci anni. Tra il 2015 e il 2025, i prezzi delle abitazioni nell’Unione Europea sono cresciuti in media di oltre il 50% (fonte: House Price Index, Commissione Europea ed Eurostat), con punte estreme come +209,5% in Ungheria, +135% in Lituania e +124,4% in Portogallo. Anche il mercato delle locazioni ha registrato rincari compresi tra il 20% e il 30%, con circa il 10% della popolazione che oggi destina alla casa una quota superiore al 40% del proprio reddito. Solo nel terzo trimestre del 2025, i prezzi degli immobili sono cresciuti di oltre il 5% su base annua e gli affitti di oltre il 3%. A fronte di questo, l’edilizia sociale rappresenta appena il 6-7% dello stock abitativo, in calo rispetto all’11% del 2010. Il caso italiano amplifica queste dinamiche con specificità proprie: emerge una carenza di abitazioni, la necessità di riqualificare un patrimonio edilizio obsoleto e di preservare il valore patrimoniale degli italiani che sono in gran parte proprietari di casa. Secondo Istat, nel 2025 i prezzi delle abitazioni sono cresciuti del 4,1% su base annua, con un +4,9% per gli immobili esistenti e un più contenuto +1,5% per le nuove costruzioni. I prezzi medi superano i 3.500 euro al metro quadrato a Milano, con un incremento del 6,3% nel 2025, e i 3.000 euro a Roma, dove la crescita si attesta al 5%. Nelle altre grandi città i valori oscillano tra 2.200 e 2.600 euro. Circa 1,5 milioni di famiglie vive in condizioni di disagio abitativo, con un’incidenza del costo della casa superiore al 30% del reddito, secondo i dati Nomisma. E i canoni d’affitto sono aumentati del 2,3% già nel primo trimestre del 2025 (Idealista). REbuild e il futuro dell’abitare Sono questi numeri a fare da cornice alla dodicesima edizione di REbuild, in programma il 12 e 13 maggio 2026 al Centro Congressi di Riva del Garda (TN). Organizzato da Riva del Garda Fierecongressi, l’evento rappresenta uno spazio di riflessione profonda sul futuro dell’abitare, grazie anche al contributo di istituzioni, filiera delle costruzioni, mondo della finanza e dell’innovazione. Il tema guida è Housing Remix: non un semplice restyling delle politiche esistenti, ma un ripensamento sistemico dei modelli abitativi, degli strumenti finanziari e delle politiche urbane. Ezio Micelli, docente IUAV e Presidente del Comitato Scientifico di REbuild, ha evidenziato che la casa deve essere “riconcettualizzata” come infrastruttura, perché da essa dipendono crescita, inclusione, attrattività urbana e tenuta del ceto medio. «Se i numeri descrivono una tensione crescente», sottolinea Alessandra Albarelli, Direttrice Generale di Riva del Garda Fierecongressi, «la sfida dei prossimi anni sarà trasformare questa pressione in un’occasione di ripensamento strutturale dell’abitare, capace di coniugare accessibilità, sostenibilità, vivibilità, coesione e sviluppo urbano. A REbuild offriremo una visione sistemica sul tema». Dall’Europa all’Italia: il Piano Casa come punto di svolta Nel dicembre 2025, la Commissione Europea ha presentato il primo European Affordable Housing Plan, che per la prima volta tratta la casa come politica europea integrata. Il piano punta ad aumentare l’offerta di alloggi accessibili, mobilitare capitali privati e pubblici, promuovere l’innovazione nella filiera delle costruzioni e intervenire su fenomeni che amplificano le tensioni come gli affitti brevi nelle aree ad alta pressione abitativa e lo svuotamento dei centri storici. Il legame tra REbuild e questo processo è diretto. Ezio Micelli è l’unico esperto italiano selezionato tra i 15 membri dell’Advisory Board della Commissione Europea per la redazione del Piano europeo per l’abitazione accessibile. «Per delineare una visione complessiva del tema», spiega Micelli, «abbiamo individuato cinque parole chiave — Politiche, Capitali, Regole, Costruire, Abitare — come elementi fondamentali per strutturare il programma e facilitarne la comprensione. Questo approccio richiama la centralità delle politiche abitative a livello europeo e nazionale e sottolinea l’esigenza di integrare politiche, capitali e regole nel settore della casa». In Italia, il Piano Casa governativo prevede la realizzazione di 100.000 nuove unità in dieci anni, obiettivo che richiede investimenti significativi e un rafforzamento della capacità produttiva del settore. Un mercato immobiliare che, secondo Scenari Immobiliari, è atteso crescere da 160 a 170 miliardi di euro nel 2026, con un incremento dell’8,4%. Indicatore Dato Ambito Fonte richiamata Abitazioni mancanti 9,6 milioni Unione europea Housing Europe / materiali REbuild Abitazioni mancanti Oltre 1,3 milioni Italia REbuild Nuove unità necessarie 126.000 all’anno per 10 anni Italia REbuild Aumento medio dei prezzi delle abitazioni 2015-2025 Oltre +50% Unione europea Commissione europea / Eurostat Picco aumento prezzi abitazioni +209,5% Ungheria Commissione europea / Eurostat Picco aumento prezzi abitazioni +135% Lituania Commissione europea / Eurostat Picco aumento prezzi abitazioni +124,4% Portogallo Commissione europea / Eurostat Aumento dei canoni di locazione Tra +20% e +30% Unione europea REbuild Quota di popolazione che spende oltre il 40% del reddito per l’affitto Circa 10% Unione europea REbuild Incidenza dell’edilizia sociale sul patrimonio abitativo 6-7% Unione europea REbuild Incidenza dell’edilizia sociale sul patrimonio abitativo nel 2010 11% Unione europea REbuild Immobili vuoti o sottoutilizzati Fino al 20% Diversi Paesi UE REbuild Prezzi abitazioni nel 2025 +4,1% su base annua Italia Istat Prezzi immobili esistenti nel 2025 +4,9% Italia Istat Prezzi nuove costruzioni nel 2025 +1,5% Italia Istat Famiglie in disagio abitativo Circa 1,5 milioni Italia Nomisma Prezzo medio residenziale Oltre 3.500 €/mq Milano Istat Variazione prezzi residenziali nel 2025 +6,3% Milano Istat Prezzo medio residenziale Oltre 3.000 €/mq Roma Istat Variazione prezzi residenziali nel 2025 +5% Roma Istat Canoni di locazione +2,3% nel primo trimestre 2025 Italia Idealista Popolazione over 65 Circa 25% Italia Istat Copertura posti letto per studenti 4% Italia JLL Media europea posti letto per studenti 16% Europa JLL Case popolari vuote da riqualificare Tra 60.000 e 80.000 unità Italia REbuild Il programma di REbuild 2026: cinque filoni per ripensare l’abitare Abbiamo scelto il titolo “Housing Remix”, spiega Laura Risatti Project Manager di REbuild, come invito alle persone a provare a reinventare alcuni degli elementi che già fanno parte del tema casa, a partire da ciò che è già presente nel nostro mercato. Anche in questa edizione l’evento si svolge in due giornate, con tutta una serie di conferenze e workshop partecipativi in cui la community può confrontarsi e proporre spunti, che entreranno a far parte del manifesto finale. Quest’anno saranno proposti anche side events organizzati dalle aziende. Al momento sono stati coinvolti 80 speaker. Il programma dell’edizione 2026 ruota attorno a cinque filoni tematici che coprono l’intero ecosistema della questione abitativa: Politiche, Capitali, Regole, Costruire, Abitare. Un approccio che riconosce che la crisi è il risultato dell’interazione tra più variabili — economiche, normative, tecnologiche e sociali — e che solo interventi su più fronti simultanei possono produrre cambiamenti strutturali. “L’idea è di vedere la casa non solo come un prodotto, ma un’infrastruttura sociale, cercando di mettere al centro le persone” – Laura Risatti. Rispetto al capitolo Politiche l’obiettivo degli organizzatori è avere un filo conduttore che parta dall’imminente piano casa europeo – tra gli invitati ci sarà per esempio Matthew Baldwin che fa parte della della Housing Task Force che sta scrivendo il piano casa – ma tocchi anche ambiti locali, cercando di capire come si muovono le politiche comunali, provinciali e regionali. Costruire è forse il filone dove emergono le novità più concrete. Il nodo della disponibilità abitativa si intreccia con quello della capacità produttiva della filiera, che negli ultimi anni ha subito un calo della produttività e una riduzione dei permessi di costruire. Secondo le proiezioni della Banca Europea per gli Investimenti, serviranno oltre 2 milioni di nuove case all’anno fino al 2035 in Europa, circa 650.000 unità in più rispetto ai livelli attuali. Industrializzazione, digitalizzazione, prefabbricazione e costruzione modulare off-site rappresentano le leve su cui l’Europa punta per abbattere costi e tempi. In questa direzione, una ricerca promossa dall’Università Iuav di Venezia sulle principali esperienze francesi in corso ha documentato riduzioni dei costi unitari di riqualificazione del patrimonio edilizio che partono da oltre il 50% per arrivare a sfiorare il 70% per alcune tipologie di edifici plurifamiliari, grazie alla maggiore replicabilità dei componenti prefabbricati, alla riduzione degli sprechi e all’ottimizzazione dei tempi di costruzione. Capitali affronta invece la dimensione finanziaria della crisi: non mancano solo case, ma mancano strumenti capaci di sostenere interventi di housing accessibile e rigenerazione urbana con un orizzonte di medio-lungo periodo. La cosiddetta finanza sociale consente di strutturare operazioni che integrano sostenibilità economica, impatto sociale e trasformazione urbana. REbuild presenterà i risultati di una ricerca realizzata per l’Osservatorio REbuild dal Dipartimento di Culture del Progetto dell’Università Iuav di Venezia, guidato proprio dal professor Micelli. La ricerca mette in luce come il price premium — ovvero l’incremento di valore immobiliare associato all’efficienza energetica — rappresenti una leva strategica per orientare investimenti e politiche pubbliche nel settore dell’housing, con il clima come variabile determinante nel modularne l’entità. Micelli ha sottolineato che serviranno meccanismi di cofinanziamento e compartecipazione tra capitali pubblici, privati e sociali, richiamando esplicitamente il ruolo di Cassa Depositi e Prestiti e dei modelli di finanza a basso rischio e basso rendimento già sperimentati in Italia. Regole affronta uno dei nodi strutturali più complessi del contesto italiano: la complessità dei processi autorizzativi, che rallenta lo sviluppo di nuove iniziative nel settore dell’abitare. A questo si affianca un patrimonio di case popolari tra le 60.000 e le 80.000 unità che sono vuote e necessitano di interventi di riqualificazione. L’obiettivo non è una deregolazione indiscriminata, bensì una maggiore integrazione tra strumenti urbanistici, politiche abitative e governance multilivello, salvaguardando gli standard qualitativi e ambientali. Il filone Abitare è quello che più direttamente tocca la dimensione umana della crisi, intercettando le trasformazioni profonde che stanno ridisegnando il modo in cui le persone scelgono, possono e vogliono abitare. Una popolazione che invecchia — circa il 25% degli italiani ha più di 65 anni secondo Istat — convive con nuclei familiari sempre più piccoli: a Milano, circa la metà delle famiglie è composta da una sola persona. I giovani faticano a raggiungere l’autonomia abitativa, con quasi il 70% dei 18-34enni in diversi Paesi europei che vive ancora con la propria famiglia. E lo student housing evidenzia squilibri profondi: a fronte di circa 2 milioni di studenti universitari, l’offerta italiana è di circa 80.000 posti letto, pari a una copertura del 4% contro una media europea del 16% (fonte JLL). “Forse dobbiamo anche sforzarci di immaginare nuovi modi di abitare dell’abitare collettivo che incrocia, per esempio, il tema della demografia, in particolare l’arrivo nella fase matura della vita di persone che o non hanno figli oppure hanno figli che vivono in chissà quale luogo e quindi nuovi percorsi di formazione sociale, nuovi luoghi dell’abitare collettivo. Un’area di riflessione sulla quale veramente vogliamo fare un ragionamento aperto, sia per il riuso di patrimoni esistenti che si prestano a questo tipo di attività sia per progettare nuovi luoghi che oggi appaiono ancora confusi e indeterminati ma che io credo potranno riservarci grandi sorprese” – Ezio Micelli “La scelta di questa architettura nasce dalla volontà di superare la lettura a compartimenti stagni che aveva caratterizzato alcune edizioni precedenti. L’innovazione tecnologica e industriale resta centrale, ma viene inserita in una cornice più ampia, in cui entrano pienamente le politiche abitative, la pianificazione, la finanza e i cambiamenti sociali”. – Laura Risatti In questo contesto emergono nuovi modelli abitativi che REbuild esplora: dal cohousing al senior living, dal riuso di immobili dismessi — conventi, caserme, uffici vuoti — alla sperimentazione di convivenze intergenerazionali. Abitare non significa soltanto produrre nuove unità immobiliari, ma ripensare i meccanismi di aggregazione sociale. La tecnologia entra a pieno titolo in questa trasformazione: le intelligenze artificiali conversazionali, la robotica domestica e i sistemi di assistenza integrata possono sostenere l’autonomia e la qualità della vita, soprattutto per le fasce più anziane della popolazione. Come sempre sono state coinvolte una serie di start up, spiega Alessandra Albarelli, perché siamo “convinti che la tecnologia sia elemento abilitante di tutta una serie di funzioni che stanno all’interno dell’abitare e di come le persone vivono e utilizzano tutti i diversi spazi”. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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