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Il nome di questo metallo è stato assegnato quando non se ne conoscevano bene le prerogative, in realtà l’acciaio inox può ossidarsi, e le cause che possono innescare i fenomeni corrosivi possono essere molteplici:– Alterazioni termiche come saldatura o taglio laser– Contaminazioni da tracce di ferro (derivate da utilizzo di utensili non dedicati o da lavorazioni promiscue di acciaio inox e ferro)– Superfici non regolari ove è possibile il ristagno di elementi inquinanti– Finiture superficiali che comportano un aumento della rugosità, come ad esempio la satinatura, la fiorettatura o la sabbiatura, che possono causare l’inclusione di elementi inquinanti – Ambienti aggressivi, come per esempio ambienti marini -Sabbiatura eseguita con sabbia non perfettamente pulita o contaminata con materiali ferrosi e molte altre ancora Per garantire nuovamente l’inossidabilità dell’acciaio inox, si rende INDISPENSABILE un CICLO DI LAVORO composto dai seguenti trattamenti anticorrosione: DECONTAMINAZIONE, DISOSSIDAZIONE: consistente nell’eliminazione di tracce di olio, grassi e altri contaminanti dovuti alla lavorazione. La decontaminazione del manufatto è da effettuare:· prima della saldatura in quanto la presenza di molecole organiche (grasso o olio), costituite essenzialmente da carbonio, possono infragilire la saldatura e compromettere la resistenza alla corrosione. · prima di ogni altro intervento chimico, in quanto la presenza di questi agenti contaminanti può inibire l’effetto delle fasi successive e produrre macchie sulla superficie trattata. Con la decontaminazione si eliminano tracce e residui di elementi inquinanti, nonché, la presenza di contaminazioni ferrose. Si può effettuare a spruzzo, a pennello o ad immersione con formulati di nuova generazione esenti da Acido Nitrico o altro prodotto studiato ad hoc per il processo specifico. Approfondimenti al link http://www.ricercachimica.it/sgrassaggio.html RIMOZIONE area Decromizzata: è il trattamento base per eliminare le tracce di ossido dovute ad alterazioni termiche. La RIMOZIONE dell’area DECROMIZZATA ha la funzione di asportare non solo il “nero della saldatura” ma altresì lo strato impoverito di cromo, zona critica per l’attacco corrosivo, dovuto all’alterazione termica stessa. Esso si ottiene generalmente in 30-120 minuti (dipendentemente dalla tipologia della saldatura) e deve essere eseguita su superficie pulita, poiché se trovasse oli di lavorazione o grasso, il suo potere attivo verrebbe inibito. L’operazione deve essere eseguita a spruzzo, ad immersione o a pennello con formulati che non generano corrosione intergranulare che, a livello microscopico diventerebbe infatti causa di futura corrosione. L’intervento di Rimozione dell’area Decromizzata deve essere eseguito a seconda della tipologia della saldatura con soluzioni di Nuova Generazione Esenti da ACIDO NITRICOApprofondimenti al link http://www.ricercachimica.it/decapaggio.html Ripristino Film di Ossido di Cromo: dopo aver decontaminato e disossidato il manufatto da possibili agenti inquinanti, l’acciaio inox può rimanere senza alcuna protezione, e quindi esposto agli eventuali attacchi aggressivi esterni. E’ fondamentale ripristinare lo strato di ossido di cromo superficiale che era stato impoverito o inquinato dalle lavorazioni. E’ un processo indispensabile per poter garantire l’inossidabilità dell’acciaio inox. Per tale processo sono necessarie dalle 2 alle 8 ore. Si può effettuare a spruzzo, a pennello o ad immersione con formulati di nuova generazione Esenti da ACIDO NITRICOApprofondimenti al link http://www.ricercachimica.it/passivazione.html Un ulteriore trattamento è rappresentato dalla Elettrolucidatura, ovvero, un processo controllato finalizzato ad incrementare la resistenza alla corrosione cosi’ come il livello di asetticità della superficie dell’INOX (nonché, del Titanio, Ottone, Rame). Approfondimenti al link http://www.ricercachimica.it/elettrolucidatura.html Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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