Il decreto-legge 6 maggio 2021, n. 59, “Misure urgenti relative al Fondo complementare al Piano nazionale di ripresa e resilienza e altre misure urgenti per gli investimenti”, ha introdotto una piccola proroga del Superbonus 110% ma solo per alcune tipologie di edifici. Il Piano nazionale per gli investimenti complementari, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 7 maggio, integra, con complessivi 30.622,46 milioni di euro, per gli anni dal 2021 al 2026, le risorse per gli interventi del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Il decreto contiene alcune modifiche relative all’articolo 119 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 (Decreto Rilancio) e stabilisce un posticipo di 6 mesi della scadenza del Superbonus per condomini, IACP e persone fisiche. All’articolo 3 si legge infatti: “Per gli interventi effettuati dalle persone fisiche di cui al comma 9, lettera a), per i quali alla data del 30 giugno 2022 siano stati effettuati lavori per almeno il 60% dell’intervento complessivo, la detrazione del 110% spetta anche per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2022. Per gli interventi effettuati dai condomini di cui al comma 9, lettera a), la detrazione del 110% spetta anche per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2022. Per gli interventi effettuati dai soggetti di cui al comma 9, lettera c) (ovvero IACP o enti con le medesime finalità sociali), per i quali alla data del 30 giugno 2023 siano stati effettuati lavori per almeno il 60% dell’intervento complessivo, la detrazione del 110% spetta anche per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2023“. In poche parole per i condomini la scadenza passa dal 30 giugno 2022 al 31 dicembre 2022, mentre per gli IACP si va al 30 giugno 2023 (dal precedente 31 dicembre 2022) oppure al 31 dicembre 2023 (dal 30 giugno 2023) in caso al 30/6 sia stato raggiunto almeno il 60% di avanzamento dello stato dei lavori. Ci si deve accontentare al momento, la speranza è che, davvero, con la Legge di Bilancio sia prevista una proroga con un lasso temporale maggiore. Virginio Trivella – Coordinatore del Comitato Scientifico di Rete IRENE a questo proposito in un post su linkedin parla di “proroghina”: “Una proroga annuale sembrava troppo breve? Eccone una di sei mesi appena, più apparente che reale, ma che almeno elimina l’ansia da prestazione del 60% a metà 2022. Ma la cosa interessante è un’altra. Il comma 5 dell’art.1 destina le eventuali somme, già stanziate ma non spese entro la scadenza, alla copertura di un’ulteriore proroga, dando una prima sembianza alla promessa di Draghi: visto il ritardo con cui è partito, il provvedimento sarà quasi sicuramente prolungato. Resta poi la spada di Damocle dell’art.121: senza una decisa presa di posizione del Governo in merito alla futura cedebilità dei crediti d’imposta (che implica una negoziazione comunitaria), non si va molto lontani”. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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