Sheraton Malpensa Hotel

A cura di:

Lo studio King Roselli era stato incaricato della progettazione degli esterni di questo grande albergo nell’Aeroporto Internazionale di Malpensa in seguito alla proposta vincitrice del concorso indetto dalla SEA.
A dispetto della sua dimensione (420m di lunghezza, 64 m profondità e 21 m di altezza) l’edificio è stato concepito fin dalle fasi iniziali come un grande oggetto di design. L’albergo offre 436 stanze, un centro conferenze e un centro spa accessibili direttamente dall’aeroporto attraverso un tunnel di collegamento con il Terminal 1. L’edificio insiste su un’area di m 415,82 x 59,52 pari a mq 24750 già edificata, occupata dall’autorimessa multipiano antistante l’aerostazione. Per questo motivo, rispetto alla quota stradale (-3,36 m), l’albergo ha il suo primo livello a quota +6,25. L’edificio si distacca dal parcheggio esistente di circa 3 m; tale distacco dà la possibilità di trattare il blocco dell’autorimessa, opportunamente schermato, come un grande stilobate sul quale, però, non grava il peso del nuovo volume. A tal fine l’autorimessa verrà rivestita sulla faccia verticale, da un grigliato a doghe inclinato (si evita così la vista delle macchine ma si garantisce comunque la profondità tipica del sistema a persiane, oltre al passaggio dell’aria)(in fase di realizzazione). L’edificio è generato da un’unica membrana (pelle – corteccia) che, pur garantendo una forte componente unitaria, permette di differenziare i prospetti, soprattutto quelli principali Est e Ovest.

Pelle
La ricerca è stata dedicata a sviluppare una superficie avvolgente senza soluzione di continuità da piegare intorno ai volumi funzionali dell’edificio. Dopo aver investigato e studiato un notevole numero di alternative come superfici in zinco-titanio, Corian e materiali simili, membrane a base di poliuretano a spruzzo a tenuta d’umidità, resine di finitura a base di calcestruzzo a prova d’acqua, la scelta è ricaduta sull’impiego di pannelli pultrusi di fibra di vetro.
La pultrusione è un processo industriale che combina l’estrusione e la trazione della fibra di vetro attraverso uno stampo e rende possibili pannelli di larghezza fino a 1400mm e di lunghezza quasi infinita.
Per questo progetto si aveva la necessità di lunghezze fino a 25 metri. Oltre alle notevole lunghezza dei pannelli, questo materiale ha una serie di proprietà idonee per la costruzione: la leggerezza, l’elasticità, la stabilità a temperature estreme (-20°C fino a +50°C), la resistenza al fuoco e all’acqua. La riduzione dei costi e la rapidità di montaggio, insieme alle qualità tecniche e di finitura del materiale, hanno permesso il raggiungimento dei risultati desiderati per questo progetto.
Trattandosi di un materiale impiegato frequentemente nell’industria del Product Design, è stato accumulato nel tempo un bagaglio notevole di esperienze nell’esecuzione di lavori di dettaglio con tolleranze molto ridotte, permettendoci di poter elaborare accuratamente il disegno della membrana. I pannelli in vetroresina che compongono la pelle esterna sono agganciati ad una sottostruttura in elementi pultrusi e carpenteria metallica, racchiudendo ciascuna ala dell’albergo all’interno di una superficie continua.
La stessa copertura ingloberà, avviluppandoli, anche gli impianti tecnici che segneranno la superficie della membrana. Il trattamento della superficie di copertura sarà dunque più simile a quello di una facciata, piuttosto che quello di un tetto destinato ad elementi tecnico-funzionali. La lunghezza dell’edificio comprende sette campate articolate da cortili con le camere organizzate attorno ad essi e la facciata che ripiega ad est verso il terminal dell’aeroporto.

Blocco Camere degli Ospiti
La disposizione delle camere degli ospiti è organizzata attorno ai cortili generando in pianta un diagramma a codice a barre (o pettine), impedendo l’introspezione diretta dal terminal. Il fronte ovest rimane aperto con due vasche a filo d’acqua posizionate alle estremità ad enfatizzare l’orizzontalità del volume dell’edificio. La superficie quasi piana della copertura presenta più tagli che generano terrazzi, lucernari oppure corti interne, mentre gli impianti “respirano” attraverso bocche d’aerazione curve intagliate sulla parte superiore della membrana.

Facciata
Lungo il prospetto orientato ad Ovest i blocchi delle camere degli ospiti generano un ritmo alternato di pieni e vuoti. Questi volumi pieni a loro volta sono articolati nelle superfici di facciata da spesse tende in PVC che donano profondità e dinamicità a tutta la lunghezza dell’alzato. Sebbene considerate elementi d’architettura d’interni, le tende sono state pensate sin dalle prime fasi progettuali come elementi integranti della facciata; osservate attraverso il vetro extra chiaro interrompono la regolarità del disegno dei profili verticali e correnti orizzontali del sistema di facciata. L’involucro piegato si alterna con la trasparenza dei volumi avvolti, con l’illuminazione esterna rispecchiata dalle tende riflettenti, generando un edificio dall’aspetto in continua evoluzione.

Strutture tensili
Posizionate fra i blocchi delle camere, le scale a servizio delle uscite d’emergenza verranno rivestite da una struttura tessile estesa sul corpo scala e fra i volumi delle camere. Questo aspetto essenziale del disegno del prospetto ad ovest, che verrà completato nei prossimi mesi, genererà una tensione complessiva estesa a tutta la composizione e che potrà essere apprezzata anche dal terminal dell’aeroporto, attraverso i corridoi trasparenti che collegano i blocchi delle camere.

Percezione dinamica
Il movimento delle persone mentre arrivano o lasciano l’aeroporto, la tensione generata dai pieni e dai vuoti, le linee curve e rette, la vibrazione del riflesso della luce proveniente dall’edificio producono una molteplicità di scorci prospettici e donano dinamismo all’oggetto architettonico, in un insieme organico di elementi elaborati durante la fase progettuale.

Edificio come oggetto di Design
In questa logica si è voluto dare un identità all’edificio; infatti l’osservatore nel percorrere la rampa Sud di accesso all’aerostazione avrà una visione del manufatto fortemente prospettica, sia per effetto dei piani paralleli (base e copertura dell’albergo), sia perché i volumi sono stati calibrati in una progressione di “pesi” tale da smaterializzarli verso Nord, senza ovviamente sbilanciare l’intero edificio.
Ad unire i blocchi tra loro, oltre alla base e al tetto, sono le scale di emergenza che qui assumono un ruolo di vero e proprio legante organico dalla forma plastica, simile maggiormente ad un oggetto di design che ad un componente edile, anche grazie alla retrostante doppia superficie vetrata che racchiude gli attraversamenti longitudinali e che garantisce la trasparenza dei percorsi.

Interni
Durante le fasi centrali dell’iter progettuale, Starwood (Sheraton) ha richiesto allo studio la progettazione delle aree di ingresso dell’albergo e le lobby dei vari livelli. Gli interni di tutte le altre aree (camere degli ospiti, centro conferenze e ristoranti) sono stati disegnati da Saporiti Design Hotel.

Lobby del piano terra (-3,36m)
La copertura intrecciata unifica lo spazio con una trama calibrata ed accompagna il visitatore attraverso l’area sofa e lo Sheraton Link fino a giungere al banco accettazione e quindi ai percorsi di collegamento con i livelli superiori dell’albergo. Una serie di superfici traslucide in PVC e i canneti retrostanti rappresentano gli sfondi luminosi di questo spazio articolato. La finitura veneziana nera delle pavimentazioni, lucidata a specchio, concorre a donare all’ambiente un’immagine di continuità; il dinamismo è accentuato dai riflessi in continuo movimento e dalla tensione con cui la superficie si innalza a racchiudere e definire il banco accettazione.

Club Lounge (+14,25m)
Al livello più elevato dell’hotel, una serie di anelli in legno racchiude e definisce lo spazio del Club Lounge, con una spettacolare vista del Monte Rosa attraverso la parete vetrata. I toni caldi del legno e delle superfici dorate, degli elementi d’arredo nei toni viola e violetto contrastano con le superfici bianche e riflettenti delle strutture esterne visibili oltre le vetrate.