Mart – il Museo di Rovereto

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Il Mart – Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto è nato nel 1987 come ente autonomo della Provincia Autonoma di Trento e oggi riunisce in sé tre sedi espositive: la sede principale del Museo, a Rovereto, il rinascimentale Palazzo delle Albere a Trento, il Museo Fortunato Depero, sempre Rovereto, temporaneamente chiuso per restauro.Mart - il Museo di RoveretoIndice:

Certamente la situazione non consentiva di attuare grandi programmi. Infatti, il Museo Depero era già interamente occupato dalle opere di Depero. Quanto a Palazzo delle Albere, bastava appena alle mostre temporanee.

Venne quindi indetto il concorso internazionale per l’assegnazione dei lavori, vinto da Mario Botta con Giulio Andreolli.

Il progetto del Mart di Rovereto

L’edificio di Botta si presenta monumentale, ma sobrio al tempo stesso. La struttura del Mart di Rovereto si articola su quattro piani:

  • all’ingresso si trovano la reception, l’area informativa, il book-shop, la caffetteria, la sala conferenze ed il guardaroba,
  • dal piano terra il visitatore può accedere al piano interrato, dove sono collocati l’Archivio del ‘900 e la Biblioteca
  • al primo piano si trovano le aree dedicate all’attività espositiva temporanea, la sezione didattica, gli uffici.
  • al secondo piano, una passerella di vetro e acciaio conduce ad un’area di circa 3800 mq: è la sede della collezione permanente del museo, organizzata in due ampi settori.

Il prezioso patrimonio del Mart è costituito da oltre 10.000 opere tra dipinti, disegni e sculture e si è formato negli anni attraverso acquisizioni, donazioni e lasciti da importanti raccolte private.La pizza circolare del MartÈ costituito da un grande corpo squadrato, basso e svuotato al centro. Elemento caratteristico è la suggestiva piazza circolare, aperta su un lato e sormontata da una cupola in vetro e acciaio. L’apertura della “piazza” serve a collegare senza traumi il nuovo edificio ai palazzi circostanti, prevalentemente settecenteschi.

È un dettaglio basilare, perché molti di questi palazzi sono sede di altre istituzioni culturali: la Biblioteca Civica, il nuovo Auditorium, l’Università, il Teatro, Palazzo Alberti, che ospiterà la Quadreria Civica.

L’integrazione di queste diverse entità determina così una vera e propria cittadella della cultura.

L’ossatura della costruzione è in cemento armato e acciaio e il rivestimento esterno in pietra gialla (giallo Vicenza). In questo modo la mole riesce ad inserirsi armonicamente nel contesto settecentesco di Corso Bettini.

Gli ambienti interni del Mart sono ampi, con alte pareti tinteggiate di bianco.

L’edificio che ospita il museo è stato progettato ispirandosi a modelli classici per le forme e “futuristici” per i materiali, è stato definito un’opera d’arte di per sé stesso.

La piazza d’ingresso, omaggio al Pantheon

Il punto di forza del progetto, come si è detto, è la piazza d’ingresso. Qui la dedizione di Botta alla forma architettonica pura e alla sua storia rende un esplicito omaggio al Pantheon romano.

È un Pantheon decisamente ribassato, dato che al rapporto uno a uno tra il diametro e l’altezza del modello (m 43,30) il Mart contrappone un diametro di 40 metri contro i 23 di altezza.La cupola omaggio al Pantheon romanoMa l’analogia è senz’altro garantita dalla bellissima cupola in vetro e struttura metallica bianca, dalla volta ribassata, con un occhio centrale di nove metri di diametro che si rispecchia nell’impluvio di una fontana circolare centrale, priva di giochi d’acqua, con un gradonato perimetrale e un fondo nero che cattura luci e colori che penetrano dall'”occhio”.

La circolarità della cupola si interrompe arditamente sopra il corridoio d’accesso alla piazza per sottolinearne l’apertura creando una tesa asimmetria, garantendo comunque all’interno della piazza un microclima caldo, nel cui equilibrio interviene anche il foro centrale.

Il rivestimento della piazza, come quello esterno, è formato da lastre in pietra gialla di Vicenza, tutte sostituibili individualmente grazie a un sistema di slittamento sulle corsie in acciaio inox retrostanti e tutte tagliate secondo un’ellisse che segue la circolarità della piazza. La pavimentazione è in travertino.

Gli accessi a tutte le funzioni dislocate al piano terra sono indipendenti, disponendosi circolarmente lungo l’arco della piazza: si tratta delle funzioni di primo approccio al pubblico, compresi auditorium e ristorante.

Fasi della realizzazione del museo

Per la costruzione del Museo l’intervento si è articolato in tre tempi diversi:

  • 1a fase: colonnato a sostegno dell’impalcato dell’auditorium;
  • 2a fase: colonnato a sostegno dei vari solai in cemento;
  • 3a fase: copertura della piazza interna.

Il montaggio della cupola è stato realizzato utilizzando una pila provvisoria centrale dotata di piazzola di lavoro attrezzata in sommità con una serie di martinetti necessari per accompagnare in discesa tutta la struttura, a montaggio completato, fino alla sua naturale posizione di equilibrio.

Acciaio impiegato: 600 tonnellate.