Degrado degli edifici: infiltrazioni d’acqua, cause, danni e soluzioni per la sicurezza strutturale 03/04/2026
Il 27 maggio prossimo si terrà a Termoli un seminario sull’opera di uno dei più grandi ingegneri del secolo scorso: l’uruguaiano Eladio Dieste. L’evento è stato organizzato dalla cattedra di Architettura Tecnica della Facoltà di Ingegneria dell’Università del Molise in collaborazione con ANDIL. Eladio Dieste (Uruguay, 1917-2000) è stato uno dei più importanti ingegneri del XX° secolo. Sebbene la sua notorietà sia prevalentemente limitata al Sudamerica, egli si pone, quanto a forza creativa, alla pari con ingegneri del calibro di Freyssinet, Maillart, Nervi, Candela, Torroja: Dieste, attraverso lo studio della “struttura ottima”, è stato un formidabile creatore di forme. Ciò che, tuttavia, lo mette in una categoria a parte rispetto agli altri innovatori citati è che Dieste, invece di cercare la configurazione più appropriata per un materiale “nuovo”, il cemento armato, ha cercato ostinatamente di rendere eccellenti le strutture realizzate in laterizio, il materiale da costruzione più antico. Le sue opere sono ritenute ardite solo da chi non ne conosca i fondamenti strutturali e tecnologici: coloro i quali vogliano addentrarsi nello studio delle forme che Dieste ha creato troveranno invece che esse sono la conseguenza logica, quasi inevitabile, delle condizioni in cui i suoi edifici sono stati costruiti. In un Paese, l’Uruguay, povero di materie prime, l’argilla era l’unico materiale da costruzione, disponibile ovunque; esso non richiede grandi impianti per la sua lavorazione, né richiede manodopera particolarmente qualificata, o attrezzature dispendiose, per la messa in opera dei prodotti. Attraverso uno studio attento e competente delle caratteristiche strutturali e tecnologiche del laterizio, Dieste è arrivato ad elaborare un ampio campionario di forme, l’innegabile eleganza delle quali è data dalla loro stretta aderenza alle leggi della fisica: Dieste ha sempre perseguito, nelle sue realizzazioni, la via del minimo sforzo e del minimo dispendio di mezzi. Che questo sia così è provato dal fatto che la maggior parte delle sue costruzioni (più di un milione di metri quadrati) sono il frutto dell’aggiudicazione di commesse all’impresa di cui Dieste era titolare in regolari gare d’appalto. In vita, Dieste ha avuto pochi seguaci ed ha costruito pochissimo al di fuori del continente sudamericano; egli era noto ad una ristretta cerchia di appassionati che seguivano l’evoluzione del suo pensiero e che tuttora cercano di aumentarne la diffusione. Negli ultimi anni, poi, si sono avuti alcuni interessanti sviluppi sui temi impostati da Dieste; in particolare per quanto riguarda la loro industrializzazione. A più di dieci anni dalla morte, con la fondamentale collaborazione dell’ANDIL (Associazione Nazionale Degli Industriali dei Laterizi), un seminario, organizzato dalla cattedra di Architettura Tecnica del Prof. Agostino Catalano della Facoltà di Ingegneria dell’Università del Molise, che vedrà al suo termine l’inaugurazione di una mostra di realizzazioni del Maestro, si propone, il prossimo 27 maggio, di fare il punto sulla sua opera e sulla sua eredità. Al seminario parteciperanno alcune delle persone che più da vicino hanno avuto modo di essere coinvolte nel lavoro di Dieste: Ariel Valmaggia, che ha diretto la costruzione di molte delle sue opere brasiliane e che ha realizzato moltissime strutture in laterizio armato in collaborazione con i più importanti architetti brasiliani; Gonzalo Larrambebere, che attualmente è a capo dello Studio di Progettazione fondato da Dieste; Carlos Clemente, che ha collaborato con Dieste nelle sue ultime opere in Spagna; Vicente Sarrablo che, a partire dalle strutture laminari di Dieste, ha sviluppato un interessantissimo sistema di semi-prefabbricazione; Juan Martín Piaggio, che in Italia ha contribuito con i suoi studi e le sue opere a diffondere il messaggio del grande ingegnere uruguaiano; Remo Pedreschi, che da anni studia le strutture laminari in laterizio ad Edimburgo. Gli interventi saranno introdotti da una relazione di Graciela Valletta, docente della Universidad de la Repubblica dell’Uruguay, sulla figura di Eladio Dieste. Chairmen delle sessioni saranno Gianfranco di Cesare, Direttore Tecnico di ANDIL, e il Prof. Adolfo Baratta della Facoltà di Architettura dell’Università di Firenze, mentre le conclusioni sono affidate al Prof. Stefano Panunzi della Facoltà di Ingegneria dell’Università del Molise. La mostra e l’organizzazione dell’evento sono a cura di Camilla Sansone e Mario Cristiano, della cattedra di Architettura Tecnica, e di Antonio Sollazzo del laboratorio LACOSTA dell’ateneo molisano. Eladio Dieste: l’arte della tecnologia Mostra e convegno 27 Maggio 2011 Termoli – Facoltà di Ingegneria Aula Adriatico Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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