Degrado degli edifici: infiltrazioni d’acqua, cause, danni e soluzioni per la sicurezza strutturale 03/04/2026
Le buone prassi in Sardegna con la “Filiera RI-inerte” (rete produttiva e di servizi eco-sostenibile) Eco-compatibilità, eco-sostenibilità, bioarchitettura, uso sostenibile delle risorse naturali, recupero e riutilizzo. Sono gli argomenti su cui puntare per dare nuovi impulsi e stimolare la ripresa del settore edile concentrando l’attenzione sull’economia circolare: sul rifiuto, lo scarto e l’inutilizzato come vantaggio economico, sociale e ambientale. In Italia sono state introdotte nuove normative in materia di appalti, green economy e CAM in edilizia per la esecuzione di opere pubbliche e l’Unione Europea ha da poco presentato un pacchetto di misure sull’economia circolare: normative che dovrebbero rottamare discariche e ridurre il ricorso al recupero energetico, mettere fine allo spreco e tutelare maggiormente l’ambiente con il contenimento del suolo e delle risorse naturali puntando sulle produzioni sostenibili. “La commissione europea ha centrato l’obiettivo accendendo un faro su un tema che è strettamente collegato al mercato dell’edilizia se si considera che il 60% dei rifiuti che produciamo arriva direttamente dal mondo delle costruzioni”. L’economia circolare promuove un cambiamento drastico del modo di produrre, usare e smaltire i prodotti e le recenti disposizioni normative sembrano essere le più importanti in materia ambientale. Per il settore produttivo vale risparmio economico e circa il 2-4% di taglio annuale di emissioni mettendo in discussione il processo, si riusa e si ricicla (da quando si preleva la materia in natura, a quando si restituisce all’ambiente naturale). Il recupero dei rifiuti inerti da C.& D., ma anche (e soprattutto) la produzione di aggregati riciclati certificati attraverso una diversificazione in chiave eco-frendly, per le imprese del settore edile rientrano a pieno titolo nell’applicazione del concetto di “economia circolare”. Sono questi gli obiettivi su cui puntano le imprese e a cui guardano con favore gli Enti Locali. Diverse regioni in Italia hanno dimostrato sensibilità al problema e tra queste, particolare attenzione è stata dimostrata dalla regione Sardegna che si è dotata di un piano per gli acquisti pubblici ecologici, rafforzando il proprio impegno di sostenibilità ambientale e lo dimostra il fatto che sul territorio regionale siano state avviate diverse iniziative che hanno aderito alla “Filiera RI-inerte” e che alcuni Enti hanno già previsto ed utilizzato gli aggregati riciclati certificati a marchio “RI-inerte” nella realizzazione di lavori. La prima fase si è conclusa con l’adesione di realtà localizzate nei bacini di Bassacutena e Budoni (OT), Sassari, Porto Torres e Bultei (SS), Gavoi (NU) e Tortolì (OG). La Filiera “RI-inerte Sardegna”, rete produttiva e di servizi eco-sostenibile è il progetto, avviato dall’Ass. “Studi Ambientali” in collaborazione con RECinert, per l’introduzione all’uso di aggregati riciclati certificati rinvenienti dal recupero di rifiuti inerti da C. & D. per la realizzazione di opere pubbliche e private. Le imprese aderenti all’iniziativa realizzano un impianto per il conferimento di rifiuti inerti e macerie edilizie da destinare alla produzione di aggregati riciclati certificati a marchio “RI- inerte” utilizzando il know-how già definito e l’assistenza necessaria per la progettazione e la realizzazione oltre ai servizi continuativi relativi alla produzione e certificazione. Tale attività rientra a pieno titolo tra le iniziative conformi alla normativa di settore per la gestione dei rifiuti e la produzione di aggregati riciclati certificati per l’utilizzo in opere di ingegneria civile del settore edile- stradale ed ambientale. In particolare la nuova versione del Testo Unico Ambientale impone a carico della P.A. l'obbligo di promuovere iniziative dirette a favorire il riutilizzo dei prodotti e la preparazione per il riutilizzo dei rifiuti mediante la realizzazione di centri di raccolta per il riutilizzo degli stessi. L'art. 181 del TUA, attribuisce ai Comuni il compito di predisporre ed adottare le misure necessarie per conseguire l'obiettivo di riutilizzo entro il 2020, di almeno il 70% dei quantitativi di rifiuti inerti da C. & D. prodotti e prevedere l’utilizzo diretto per almeno il 30% del fabbisogno di materiali certificati ed iscritti al Repertorio del Riciclaggio, rinvenienti dalle operazioni di recupero dei rifiuti, oltre a predisporre progetti che prevedono l’utilizzzo di prodotti in possesso dei Criteri Ambientali Minimi (CAM). Per facilitare il raggiungimento di questi obiettivi, le imprese aderenti, attraverso la partecipazione alla Filiera “RI-inerte”, realizzano un Centro di Raccolta e Recupero di rifiuti inerti da C.& D. ed utilizzano una serie di iniziative tali da permettere il rispetto degli obblighi e degli obiettivi che la normativa impone. Le strutture saranno a disposizione di comuni ed imprese del territorio. La società capofila del progetto ha avviato le attività in tutta la regione per la formazione ai tecnici dei vari ordini professionali e l’acquisizione di nuovi partner da aggregare alla filiera al fine di garantire la maggiore copertura territoriale. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
03/04/2026 Città metropolitana Spugna, il modello milanese che punta su suolo permeabile e soluzioni nature-based A cura di: Stefania Manfrin Città metropolitana Spugna accelera l’adattamento climatico: 70 cantieri conclusi, 88 interventi e NBS in 32 Comuni.
20/03/2026 Global Shading Day 2026: schermature solari strategiche anche per la direttiva Case Green A cura di: Stefania Manfrin Il 21 marzo ricorre il Global Shading Day, la giornata mondiale dell’ombra dedicata alle schermature solari ...
18/03/2026 Rapporto annuale sul mercato immobiliare: cresce l'impatto dell'efficienza energetica sul prezzo di vendita A cura di: Stefania Manfrin Rapporto annuale ENEA, FIAIP I-Com e sul mercato immobiliare: compravendite, affitti, case green, efficienza energetica e ...
12/03/2026 Infrazione UE su EPBD 4: l'Italia non presenta il Piano Nazionale di Ristrutturazione Edilizia EPBD 4: l'Italia non ha presentato il Piano di Ristrutturazione Edilizia, scatta l'infrazione UE per il ...
10/03/2026 Case green e valore immobiliare: il "green gap" nei condomìni A cura di: Stefania Manfrin EPBD e green gap: case efficienti valgono di più. In Italia la partita si gioca soprattutto ...
11/02/2026 Emergenza casa in Italia: quando il costo dell’abitare mette in difficoltà famiglie e territori A cura di: Stefania Manfrin Affitti in aumento, famiglie in difficoltà e territori meno attrattivi: l’analisi Nomisma sull’abitare e l'emergenza casa ...
09/02/2026 Alluvioni e mercato immobiliare: cosa emerge dall’analisi dei prezzi delle case in Lombardia A cura di: Stefania Manfrin Uno studio del Politecnico di Milano analizza oltre un milione di annunci e misura l’impatto delle ...
05/02/2026 Rete Irene: Direttiva Case Green (EPBD), scadenze, obiettivi e cosa cambia davvero per famiglie e filiera A cura di: Stefania Manfrin Scadenze 2026, stop incentivi alle caldaie fossili dal 2025, piani nazionali e “false credenze”: guida chiara ...
19/01/2026 Data Center: le iniziative di regione Lombardia A cura di: Pietro Mezzi A fine 2024 in Lombardia erano attivi 67 data center sui 168 funzionanti in Italia, quasi ...
02/01/2026 Certificazioni nelle gare pubbliche, quali sono le più importanti nel settore delle costruzioni A cura di: Adele di Carlo Il quadro completo delle Certificazioni, obbligatorie e volontarie, per ottenere più punti negli appalti pubblici in ...