START-Ivry, un nuovo concetto di housing sociale dove il progetto è dettato dal sistema di vita 24/12/2025
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I materiali compositi: innovazione strutturale e libertà progettuale nell’architettura contemporanea 12/01/2026
A cura di: Raffaella Capritti La sede di Alba di Barberis – Img by Valerio Demaria Indice degli argomenti Toggle Il cantiere al Castello di Roddi tra tutela e nuove funzioniSocietà benefit e valori ESG, cosa cambia davveroUn modello d’impresa orientato al beneficio comuneIdentità, rebranding e cultura organizzativa Visitare un’impresa di costruzioni “da dentro” è spesso il modo più diretto per capire quanto la qualità sia un metodo, prima ancora che un risultato. Nel mio incontro ad Alba con Barberis ho trovato un approccio che combina rigore esecutivo, attenzione al contesto e una cura concreta delle relazioni: dalla precisione con cui vengono raccontati i dettagli di cantiere alla dimensione umana dell’organizzazione, che emerge anche in gesti semplici e regolari, come il momento conviviale del venerdì pomeriggio condiviso tra titolari e collaboratori. La fotografia scattata è quella di un’impresa capace di tenere insieme affidabilità, creatività e responsabilità sociale, in un territorio – quello delle Langhe – dove paesaggio, cultura e turismo di qualità chiedono agli operatori del costruire un livello di sensibilità superiore alla media. In questa cornice si inserisce la riqualificazione del Castello di Roddi, intervento che permette di leggere con chiarezza il “come” e il “perché” di una certa cultura costruttiva: conservare e trasformare, senza sovrapporre il nuovo all’antico. Il cantiere al Castello di Roddi tra tutela e nuove funzioni Nel cuore delle Langhe, patrimonio UNESCO, il Castello di Roddi è un manufatto stratificato le cui origini risalgono all’XI secolo; dopo una lunga vicenda proprietaria, nel 2001 è diventato proprietà del Comune di Roddi, passaggio che ha aperto la strada a un percorso di valorizzazione pubblica e culturale. Il Castello di Roddi – Img by Alice Centolanza Oggi il complesso è pensato come luogo vivo, con percorsi di visita e spazi dedicati ad attività culturali e didattiche, incluso uno spazio espositivo legato alla figura di Giacomo Morra, a cui si deve la notorietà internazionale del tartufo bianco d’Alba. In questo contesto Barberis è stata incaricata del restauro e del recupero di alcune porzioni del castello, operando per lotti e per fasi, secondo una logica da “work in progress” tipica degli edifici storici: si lavora per compatibilità, si verifica, si calibra, si procede. Una delle sale restaurate del Castello di Roddi – Img by Alice Centolanza Nel cantiere del Castello di Roddi, l’intervento ha richiesto innanzitutto operazioni di consolidamento strutturale e di adeguamento antisismico, affrontate con l’obiettivo di innalzare i livelli di sicurezza dell’edificio senza alterarne l’identità architettonica e materica. A queste lavorazioni si è affiancato un restauro di tipo conservativo su murature, intonaci e pavimentazioni, condotto con un’attenzione costante alla qualità della materia storica e alla salvaguardia delle finiture originarie. L’intervento di riqualificazione è realizzato nel rispetto delle finiture originarie – Img by Alice Centolanza Parallelamente, il progetto ha previsto l’integrazione misurata di funzioni contemporanee e di impianti tecnologici, necessaria per rendere gli ambienti pienamente fruibili e idonei ad accogliere mostre, eventi e attività didattiche, senza introdurre elementi invasivi o in contrasto con il carattere del complesso. Un ulteriore ambito di intervento ha riguardato il miglioramento dell’accessibilità, perseguito attraverso soluzioni progettuali capaci di collegare i diversi livelli del castello in modo discreto e coerente, ampliando la possibilità di fruizione del bene nel rispetto della sua storia. Una delle sale restaurate del Castello di Roddi utilizzata per mostre ed eventi – Img by Alice Centolanza Sul piano narrativo, ciò che mi ha colpito è l’equilibrio tra tutela e uso: un castello non è un oggetto immobile, ma un organismo architettonico che può continuare a “parlare” solo se torna ad accogliere persone e attività, senza perdere leggibilità storica. In questa direzione vanno anche le modalità di visita guidata e contingentata, che in molti beni storici rispondono a esigenze di tutela e sicurezza. Come sottolinea la famiglia Barberis: “Restaurare un edificio storico significa avvicinarsi con rispetto, leggerne le tracce, le ferite, i silenzi“. Società benefit e valori ESG, cosa cambia davvero Un modello d’impresa orientato al beneficio comune Il tema della responsabilità d’impresa, nel caso Barberis, non è una dichiarazione generica: dal 30 settembre 2024 l’azienda ha modificato lo statuto diventando Barberis Spa Società Benefit, tra le realtà del comparto costruzioni – e in Piemonte – che hanno intrapreso questa trasformazione in modo strutturato. I 3 fratelli Barberis alla guida dell’azienda: Elena, Luca e Paolo In termini pratici, essere Società Benefit significa affiancare agli obiettivi economici tipici di una società di capitali l’impegno, formalizzato e monitorabile, a generare beneficio comune operando in modo responsabile, sostenibile e trasparente verso persone, comunità, territori e ambiente. Questo impegno si traduce in obiettivi e azioni, con rendicontazione tramite Relazione d’Impatto e con una logica coerente ai criteri ESG (Environmental, Social, Governance). Tanti i progetti su cui si impegna l’azienda: certificazioni legate a etica e parità di genere, oltre ad azioni di welfare aziendale; interventi di efficientamento energetico della sede e del magazzino di Alba, incluso il revamping degli impianti fotovoltaici esistenti per una potenza complessiva indicata di circa 90 kW e un obiettivo di autosufficienza su base annuale; iniziative a favore del territorio, con sostegni a realtà sportive giovanili e associazioni locali; progetti ambientali legati alla biodiversità, anche con azioni che coinvolgono il tema delle api, richiamato simbolicamente dal rebranding; impegno a privilegiare filiere e imprese responsabili e a monitorare gli impatti ambientali di cantiere, soprattutto negli interventi di riqualificazione orientati alla riduzione delle emissioni di CO₂. Elena Barberis, Presidente del Consiglio di Amministrazione e Responsabile d’impatto della Barberis SPA Società benefit sottolinea “Siamo pienamente consapevoli che le nostre azioni e il nostro comportamento non solo definiscono chi siamo come individui e come azienda, ma anche la nostra responsabilità nel contribuire a creare un mondo migliore“. Identità, rebranding e cultura organizzativa La trasformazione in Società Benefit si innesta in un’evoluzione più ampia: un’impresa nata ad Alba 130 anni fa e oggi alla quarta generazione, con una presenza che si rafforza anche fuori regione. Nel rebranding il segno dell’alveare a esagono – e la scelta cromatica – sono raccontati come metafore di ordine, comunità e capacità di costruire con metodo. Un approccio che trova coerenza con quanto ho osservato in azienda: attenzione al territorio, cura dei dettagli e, soprattutto, una dimensione relazionale che contribuisce alla sostenibilità “sociale” dell’organizzazione. In qualche modo la riqualificazione del Castello di Roddi e la trasformazione in Società Benefit sono due facce dello stesso racconto: da un lato la competenza tecnica necessaria a intervenire sul patrimonio storico con misura; dall’altro la scelta di esplicitare, anche a livello statutario, un modello d’impresa in cui performance e impatto vengono letti insieme. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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