Ante 1967 e stato legittimo degli immobili: il confine tra prova impossibile e abuso edilizio 06/03/2026
A cura di: Pierpaolo Molinengo Indice degli argomenti: Ape Edile, di cosa si tratta Ape Edile, gli obblighi da rispettare Le nuove aliquote L’Ape Edile è un contributo che viene versato direttamente dalle imprese edili ed è previsto da tutti i contratti nazionali di lavoro di settore. Ma come funziona questo particolare premio? E soprattutto chi ne ha diritto? Scopriamolo insieme. Ape Edile, di cosa si tratta Come abbiamo accennato in apertura l’APE Edile – ossia l’Anzianità Professionale Edile – è a tutti gli effetti un istituto contrattuale, che è previsto direttamente dai contratti nazionali di lavoro del settore edile. Grazie a questo strumento, viene riconosciuta all’operaio un’anzianità di servizio, che viene maturata proprio all’interno del settore edile. Gli anni di servizio vengono conteggiati e certificati attraverso l’iscrizione alle casse edili e il contributo viene versato direttamente dalle imprese. L’Ape Edile spetta di diritto agli operai che possano far valere, nel corso del biennio precedente, un servizio di almeno 2.100 ore. Per l’anno 2019, ad esempio, è stato preso in considerazione il periodo compreso tra il 1° ottobre 2016 ed il 30 settembre 2018. Ogni singolo biennio scade sempre e soltanto il 30 settembre dell’anno precedente a quello dell’erogazione. Quando si matura il requisito A determinare il momento in si può accedere all’Ape Edile è direttamente la Cassa Edile, la quale registra le ore di lavoro ordinario prestate da ciascun operaio. Sempre la cassa edile provvede a registra: le eventuali ore di assenza per malattia, che sono state indennizzate dall’Inps; le eventuali ore di assenza per infortunio o malattia professionale, che sono state indennizzate dall’Inail; le ore che sono state accreditate in via convenzionale per congedo matrimoniale, servizio militare, astensione obbligatoria per maternità e per congedo parentale previsti dall’articolo 32 del Decreto Legge n. 151/2001. È importante ricordare che l’Ape Edile viene stabilità secondo importi crescenti, i quali sono strettamente legati al numero degli anni per i quali l’operaio ha percepito questa prestazione. Ape Edile, gli obblighi da rispettare Ogni singola cassa è tenuta ad inviare alla Banca Dati Ape Nazionale, che è stata istituita presso la CNCE, le ore ordinarie lavorate e quelle figurative, che sono state registrate per ogni lavoratore dipendente. A loro volta le Casse Edili ed Edilcasse, ogni anno provvedono ad acquisire in maniera automatica le ore dichiarate dalle altre casse alle CNCE. Questi dati, ovviamente, servono per effettuare il pagamento dell’Ape Edile. Nel caso in cui un operaio abbia operato in più province, la banca nazionale provvede ad unificare tutte le posizioni lavorative. Ricordiamo, inoltre, che ogni singola cassa è obbligata ad effettuare i versamenti dei contributi del periodo prescritto ed effettivamente incassati. Nel momento in cui si avvicina il periodo dell’erogazione del premio, le casse devono effettuare i conteggi sulla base dei dati che sono presenti nella Banca Dati Ape Nazionale. Le nuove aliquote Lo scorso 22 settembre 2022 è stato sottoscritto il nuovo accordo relativo al Fondo Nazionale Anzianità Professionale Edile (FNAPE), attraverso il quale sono state concordate le nuove aliquote contributive su base regionale. Queste nuove aliquote decorrono dal 1° ottobre 2022. Il nuovo accordo è stato sottoscritto da: ANAEPA Confartigianato Edilizia; ANCE; CNA Costruzioni; FIAE Casartigiani; CLAAI; LEGACOOP; AGCI Produzione e Servizi; CONFCOOPERATIVE Lavoro e Servizi; Feneal-Uil; Fillea-CGIL. Con il nuovo accordo è stato stabilito che il numero minimo di ore sul quale è necessario versare la contributo Ape Edile è stato elevato a: 140 ore dal 1° ottobre 2022; 150 ore dal 1° ottobre 2023; 160 ore dal 1° ottobre 2024. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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