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Digitalizzazione in edilizia: sviluppi e considerazioni, dal progetto al cantiere

Diffondere la penetrazione della digitalizzazione in edilizia può portare vantaggi su più aspetti, progettuali e realizzativi. Dall’adozione del BIM all’AI, le modalità e le soluzioni ci sono. Occorre rendere possibile lo sviluppo, colmando le lacune. Norme e progetti vengono in aiuto

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Digitalizzazione in edilizia: sviluppi e considerazioni, dal progetto al cantiere

La digitalizzazione è un importante presupposto nel settore delle costruzioni, che è uno dei pilastri dell’economia dell’UE, contribuendo al 9% del PIL dell’UE e contando 18 milioni di posti di lavoro.

Per questo, lo sviluppo della digitalizzazione in edilizia, dal progetto al cantiere, deve procedere, anche per cogliere i vantaggi sottesi alla sua applicazione. Secondo quanto riporta Interoperable Europe, portale della Commissione UE, si stima che, entro dieci anni, la digitalizzazione completa delle costruzioni non residenziali porterà a un risparmio annuo globale sui costi compreso tra 600 miliardi e mille miliardi di euro (dal 13% al 21%) nelle fasi di ingegneria e costruzione e tra 300 e 400 miliardi di euro (dal 10% al 17%) nella fase operativa.

La digitalizzazione consente di prendere decisioni informate in materia di progettazione e pianificazione, aumentando la sicurezza e la precisione, migliorando l’integrazione e la comunicazione, riducendo i costi, incrementando la trasparenza, la prevedibilità e il controllo dell’intero ciclo di vita dell’edificio.

Le sfide e le difficoltà non mancano, come pure gli sviluppi e le tecnologie applicative.

Digitalizzazione in edilizia: il ruolo del BIM

Lo stato di avanzamento della digitalizzazione in edilizia lo si nota a partire dalla progettazione e dallo strumento più rappresentativo: il Building Information Modelling.

Digitalizzazione in edilizia: il ruolo del BIM

Il BIM è una delle principali tecnologie applicabili in tutte le fasi del ciclo di vita della costruzione e dell’esistenza degli immobili. L’adozione del processo BIM negli edifici permette di simulare l’impatto di ogni decisione presa sull’ambiente costruito, producendo vantaggi significativi. Lo European Construction Technology Platform (ECTP) ha stimato che il BIM può conseguire risparmi sui costi fino al 13-21% dalla progettazione e costruzione e al 10-17% dalla gestione

Altre tecnologie emergenti, che sfruttano appieno il potenziale del BIM e promettono di rivoluzionare diverse parti della catena del valore, come la robotica, i droni, la stampa 3D, i robot automatizzati, i sensori e l’IoT.

Il progresso applicativo del BIM procede, anche se in maniera difforme. Lo rileva uno studio condotto da ricercatori dell’Università di Oxford, secondo cui circa due terzi degli studi di architettura europei utilizzano la progettazione assistita da computer 3D (CAD), ma il tasso di adozione complessivo del BIM è stimato al 31%, con variazioni significative tra studi di diverse dimensioni.

Il progresso in Italia

In Italia, l’adozione del BIM è d’obbligo nelle gare d’appalto superiori ai 2 milioni di euro. Questo ha rappresentato uno stimolo che si riflette nello sviluppo. Nell’ultimo Report OICE BIM sulla digitalizzazione si evidenzia che nel 2025 le “gare BIM” sono cresciute sia in numero che in valore. Le procedure rilevate sono aumentate dell’80,7% rispetto all’anno precedente, mentre il valore complessivo ha sfiorato il miliardo e mezzo di euro, con un incremento del 151,1% sul 2024.

Digitalizzazione in edilizia: i progressi in Italia

Cresce anche il peso del BIM sul totale delle gare per servizi di ingegneria e architettura: la quota dei bandi che ne prevedono l’utilizzo sale al 27%, dal 13,2% del 2024, rappresentando il 56,5% del valore complessivo delle procedure, rispetto al 35,3% dell’anno precedente.

Il fattore AI

La digitalizzazione in edilizia procede anche in cantiere. Strumenti come progetti digitali condivisi, sensori IoT installati nei cantieri e app per coordinare i lavori, stanno lentamente prendendo piede.

C’è poi il fattore AI: a questo riguardo ANCE nel 2025 ha stimato un impatto dell’adozione dell’intelligenza artificiale nel settore delle costruzioni tra i 90 e i 150 miliardi di dollari. La crescita del mercato è conseguente ai vantaggi potenzialmente offerti che si traducono in una riduzione stimata dell’80% dei tempi di preparazione delle offerte nelle gare d’appalto, di un taglio dal 20 al 30% dei costi di manutenzione. Ma anche una diminuzione delle tempistiche di sviluppo della progettazione (30-50%), dei tempi di consegna (50-70%) e una precisione nel controllo della qualità e del design maggiore dell’80%.

L’interesse sull’AI da parte delle imprese lo si rileva anche da un’indagine condotta su circa 500 imprese associate ANCE, secondo cui emerge che il 51% delle imprese intervistate ritiene che l’uso di strumenti digitali e AI sia indispensabile per restare competitivi nel settore edile. Il 67% del campione, inoltre, dichiara di essere abbastanza o molto disposto a investire in strumenti di IA per migliorare l’efficienza della propria azienda.

Dalle potenzialità ai limiti: il nodo dei dati

La digitalizzazione in edilizia e in molti ambiti produttivi e industriali sta subendo in questi anni una rapida evoluzione che ha portato con sé la diffusione in ogni ambito dell’intelligenza artificiale. Lato imprese, l’utilizzo dell’AI è infatti raddoppiato nel 2025 rispetto all’anno precedente, passando per le imprese con almeno 10 addetti dall’8,2% del 2024 e dal 5% del 2023 al 16,4% nel 2025, con una crescita superiore delle imprese di maggiori dimensioni (dal 32,5% del 2024 al 53,1%) rispetto alle PMI, comunque in netto aumento (dal 7,7% al 15,7%).

La diffusione dell’AI è avvenuta infatti con un ritmo incalzante, tale da superare la regolamentazione normativa. Per tale motivo l’Unione Europea è corsa ai ripari adottando il primo regolamento sull’intelligenza artificiale con il il Regolamento Ue 2024/1689 più conosciuto come “AI Act”, i cui impatti si sentiranno anche in edilizia.

Ma prima di giungere all’impiego dell’AI, serve mettere a fattor comune i dati. La stessa EPBD raccomanda gli Stati membri a incoraggiare l’utilizzo di tecnologie digitali per l’analisi, la simulazione e l’amministrazione degli edifici, anche per quanto riguarda le ristrutturazioni profonde. Mette in evidenza l’importanza della disponibilità di dati per il monitoraggio del parco immobiliare, reperibilità resa possibile grazie alle tecnologie digitali “che permettono di ridurre i costi amministrativi”. Per questo segnala l’opportunità di creare banche dati nazionali sulla prestazione energetica degli edifici, le cui informazioni contenute dovrebbero essere trasferite all’Osservatorio del parco immobiliare dell’UE.

Su questo aspetto risultano, però, ancora limiti evidenti. Lo segnala la stessa Commissione Europea con un articolo pubblicato sul portale dedicato all’efficienza energetica. In esso si rileva che l’attuazione della Direttiva “Case Green” è ostacolata in modo sensibile “da persistenti e sistemiche carenze di dati nel settore edile” . I data set esistenti negli Stati membri “sono spesso frammentati, obsoleti e metodologicamente incoerenti”, limitando l’utilizzabilità per una solida progettazione delle politiche, il monitoraggio della conformità e il benchmarking delle prestazioni.

Diffondere la digitalizzazione in edilizia: la nuova UNI e il progetto LiveBetter

A livello normativo, per agevolare la digitalizzazione in edilizia viene in aiuto la nuova norma UNI 11337‑8:2026 “Gestione digitale dei processi informativi delle costruzioni – Parte 8: Sistema di gestione dei processi digitalizzati in una organizzazione operante nel settore delle costruzioni e dell’immobiliare”. Essa aggiorna e trasforma in standard la precedente UNI/PdR 74:2019, volendo definire un approccio più maturo e strutturato alla digitalizzazione nel settore delle costruzioni e dell’immobiliare. Il documento, riporta UNI,

“segna il passaggio dal BIM (building information modeling) inteso principalmente come metodo di progettazione a un Sistema di Gestione e Governo dei Processi Digitalizzati (SGPD), orientato al governo dei dati, dei flussi informativi e dei processi decisionali delle organizzazioni”.

La UNI 11337‑8:2026 amplia il campo di applicazione, comprendendo anche soggetti istituzionali, finanziari, ispettivi e di controllo oltre agli attori tradizionali del processo edilizio.

La diffusione della digitalizzazione si rende particolarmente importante nel processo di riqualificazione degli immobili. Per questo motivo è stato varato di recente il progetto europeo LiveBetter, che vede coinvolti ANCE e l’Università Politecnica delle Marche quali partner italiani. Finalità del progetto è accelerare la riqualificazione profonda degli edifici attraverso l’uso di dati di qualità, intelligenza artificiale e strumenti digitali interoperabili, in coerenza con la Renovation Wave e con la stessa EPBD IV.

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