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Indice degli argomenti Toggle Ristrutturazione e riqualificazione energetica: confermati i bonus al 50%Bonus Casa per la ristrutturazione esteso al 2026Ecobonus per la riqualificazione energetica confermatoMobili e barriere architettoniche: cosa si arresta nel 2026Misure a supporto della ricostruzione post sismaFinanziamenti e lavori pubblici: caro materiali e prezzariFAQ Legge di Bilancio 2026Cosa prevede la legge di bilancio 2026?Quando viene pubblicata la legge di bilancio 2026?Che bonus ci saranno nel 2026?Ci sono novità per le fonti rinnovabili?Cos’è il prezzario nazionale citato nella manovra 2026? La Legge di Bilancio 2026 è stata approvata e pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 301/2025. È in vigore dal primo giorno dell’anno e racchiude tutti gli aggiornamenti e le novità in merito alle spese per l’anno, con misure economiche e finanziarie di diversa natura, che includono anche i bonus per l’edilizia. Le detrazioni fiscali per la casa, infatti, sono da anni una spinta per nuovi investimenti utili a migliorare ed efficientare il patrimonio edilizio italiano, che troppo spesso si caratterizza per vetustità e inefficienza. I bonus per la casa, nel tempo, sono stati modificati, rivisti e aggiornati e vengono ogni anno definiti e approvati con la Legge di Bilancio. Lo scorso anno si era più volte parlato di un eventuale loro ridimensionamento, dopo anni di maxi bonus e sconti in fattura che, anche a causa di cattive e distorte applicazioni, hanno messo in difficoltà il sistema. Le detrazioni fiscali, però, assolvono ancora un ruolo decisamente importante per supportare i privati cittadini e le Pubbliche Amministrazioni impegnati in interventi di adeguamento degli edifici, soprattutto se si pensa alla direzione stringente definita dall’Unione Europea con le più recenti normative. Alla luce di ciò, il Governo ha valutato un’estensione della maggior parte delle misure già in essere, confermando anche il 2026 un ventaglio di bonus per la casa abbastanza ampio. Ristrutturazione e riqualificazione energetica: confermati i bonus al 50% Come anticipato, anche per il 2026 le principali – e più note – agevolazioni trovano estensione fino al 31 dicembre. Sia Ecobonus, che Bonus Casa vengono confermati senza particolari variazioni per favorire l’efficienza energetica e la riqualificazione del patrimonio edilizio. Nessuna modifica per le aliquote o i meccanismi di funzionamento, che proseguono esattamente come nel 2025. Si rimanda al 2027 la prevista riduzione al 36%. Bonus Casa per la ristrutturazione esteso al 2026 Non ci sono novità per il Bonus Casa, dedicato alle ristrutturazioni edilizie, che viene confermato anche per l’anno in corso. I contribuenti soggetti a Irpef potranno, anche per l’anno 2026, detrarre dalle imposte parte delle spese sostenute per la ristrutturazione degli edifici residenziali o delle loro parti comuni. La detrazione spetta a coloro che sostengono la spesa e che siano proprietari o titolari di un diritto sull’immobile ed è ripartita in 10 rate annuali di uguale importo. Le aliquote previste sono pari al 50% per le spese sostenute per la prima casa e al 36% per le seconde case, con un limite massimo di 96.000 euro. Era prevista una riduzione anche per le prime case già dal 2026, ma la decisione è stata rimandata al 2027, quando la detrazione dovrebbe scendere al 36% per le prime case e al 30% per le seconde. Le detrazioni possono essere richieste purché gli interventi siano iniziati non oltre l’anno precedente (quindi nel 2025). Ecobonus per la riqualificazione energetica confermato È stato confermato anche l’Ecobonus, finalizzato a incentivare gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici esistenti, già dotati di un impianto di riscaldamento. Anche in questo caso nessuna novità, la detrazione è pari al 50% per le prime case e al 36% per le altre. Il funzionamento è il medesimo visto per il Bonus Casa, con 10 quote annuali di pari importo. Come già previsto lo scorso anno, non sono ammessi gli interventi che prevedono la sola sostituzione dell’impianto di climatizzazione con una caldaia completamente a combustibili fossili. In questo caso, a differenza del Bonus Casa, il limite massimo delle spese ammissibili dipende dalla tipologia di intervento previsto. Inoltre, può essere richiesto per qualsiasi edificio, al di là della funzione e della classe catastale. Mobili e barriere architettoniche: cosa si arresta nel 2026 Buone notizie per il Bonus Mobili, confermato anche per il 2026 con una detrazione fiscale pari al 50% delle spese sostenute per l’acquisto di mobili, arredi e grandi elettrodomestici per abitazioni soggette a ristrutturazione. La spesa massima ammissibile rimane 5.000 euro. La conferma va di pari passo con l’estensione del Bonus Casa, a cui è strettamente connessa questa misura. Con il nuovo anno, invece, si arriva a una battuta d’arresto con il Bonus barriere architettoniche, che fino al 31 dicembre 2025 prevedeva una detrazione pari al 75% per le spese necessarie al loro abbattimento. Ci sono state alcune richieste di proroga, data la delicatezza del tema e le criticità ancora ampiamente diffuse nel patrimonio italiano, ma il Governo ha in ogni caso scelto di non prorogare la misura. Misure a supporto della ricostruzione post sisma Non si tratta di veri e propri bonus, ma la Legge di Bilancio 2026 conferma il supporto alla ricostruzione nelle zone colpite da forti sismi, come in Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria. La misura era stata introdotta dal DL 95/2025 che estendeva il Superbonus per i lavori nei Comuni colpiti. Si estende per l’anno l’intera misura, in quanto un taglio o una modifica sostanziale esponevano al forte rischio di vedere incompiuti più cantieri, ormai avviati. Chiaramente per poter accedere il Comune di appartenenza deve essere tra quelli per cui è stato dichiarato lo stato di emergenza ed è prevista una speciale proroga per cessione del credito e sconto in fattura, ormai sospesi in qualsiasi altra circostanza. Si combina, poi, l’esenzione Imu per i fabbricati residenziali che si trovano nelle zone di Marche e Umbria colpite dai terremoti del 2022 e 2023, finché non è completamente ripristinata l’agibilità. Finanziamenti e lavori pubblici: caro materiali e prezzari La Legge di Bilancio 2026 prende in considerazione alcuni dei principali temi caldi quando si parla di edilizia: caro materiali, prezzari e lavori pubblici. Tra le principali misure c’è senza dubbio lo stanziamento di oltre 1 miliardo di euro per compensare il caro materiali nei cantieri pubblici, favorendo la chiusura delle opere in corso e coprendo le pendenze in essere. Dal 2026, i SAL dei cantieri aperti si calcolano con prezzari regionali aggiornati, anche superando anche eventuali i vincoli di contratto in essere. Si introduce, inoltre, il prezzario nazionale, da aggiornare annualmente e in uscita entro il mese di giugno 2026. Non rappresenta un vincolo, ma un riferimento tecnico. FAQ Legge di Bilancio 2026 Cosa prevede la legge di bilancio 2026? La legge di Bilancio 2026 include tutte le misure economiche e finanziare per l’anno in corso. Tra i contenuti, non mancano novità e conferme per il settore dell’edilizia, a partire dalla conferma della maggior parte delle detrazioni fiscali. Bonus Casa, Ecobonus, Sismabonus e Bonus Mobili prorogati per il 2026, si ferma il Bonus Barriere Architettoniche. Quando viene pubblicata la legge di bilancio 2026? La Legge di Bilancio (LEGGE 29 dicembre 2025, n. 198) è stata approvata ed è pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 301/2025 di martedì 30 dicembre 2025. È possibile scaricare il PDF dal sito ufficiale gratuitamente e leggere in autonomia il testo della legge. Che bonus ci saranno nel 2026? Per il 2026 sono confermati i principali Bonus per gli interventi edilizi. Rimangono al 50% le aliquote per le detrazioni previste per gli interventi di ristrutturazione, riqualificazione energetica e sicurezza sismica. Per chi ristruttura casa, è possibile beneficiare anche del Bonus Mobili. Ci sono novità per le fonti rinnovabili? La Legge di Bilancio 2026 introduce anche alcune novità per le rinnovabili. La principale riguarda la deduzione degli investimenti, con ammortamento calcolato su un prezzo maggiorato. La misura riguarda differenti beni, tra cui gli impianti di autoproduzione, autoconsumo di rinnovabili e sistemi di accumulo energetico. È stato inserito, però, un vincolo sul paese di produzione degli impianti fotovoltaici, che devono essere ad alta efficienza e prodotti nell’Unione Europea. Una scelta che in parte preoccupa ANIE, Federazione Nazionale Imprese Elettriche ed Elettroniche, in quanto potrebbe essere complessa da applicare, per quanto sia positiva l’intenzione di rafforzare la filiera europea. Cos’è il prezzario nazionale citato nella manovra 2026? Il prezzario nazionale relativo ai lavori pubblici verrà introdotto entro il 29 giugno 2026, per poi essere aggiornato regolarmente ogni anno. Non sostituisce gli attuali prezzari regionali, né diviene un vincolo, ma è un riferimento tecnico generale, che aiuta anche a valutare gli scarti territoriali. Consiglia questo approfondimento ai tuoi amici Commenta questo approfondimento