Degrado degli edifici: infiltrazioni d’acqua, cause, danni e soluzioni per la sicurezza strutturale 03/04/2026
L’appena trascorso mese di maggio ha evidenziato una nuova forte crescita del numero di domande di mutuo presentate dalle famiglie italiane agli istituti di credito, con un +84,5% rispetto allo stesso mese del 2014 (valore ponderato, a parità di giorni lavorativi) che per altro già si caratterizzava per un segno positivo. Nello specifico, l’ultima rilevazione di CRIF relativamente alla variazione mensile rappresenta il nuovo record assoluto dopo il picco raggiunto nel mese di aprile 2015, quando l’incremento era stato del +71,9%, consolidando così il progressivo riavvicinamento dei volumi di richieste ai livelli pre-crisi. In termini assoluti, i volumi stanno tornando ai livelli del 2011, prima della grande depressione che colpì in modo pesantissimo il comparto. L’andamento in forma grafica a partire dall’inizio del 2009, quando la crisi non aveva ancora iniziato a incidere sui progetti di investimento delle famiglie, consente di meglio comprendere la dinamica in atto. Di seguito sono riportate nel dettaglio le variazioni percentuali mensili relative alle domande di mutui (vere e proprie istruttorie formali, non semplici richieste di informazioni o preventivi online) raccolte dagli istituti di credito e contribuite in EURISC, il Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF che raccoglie i dati relativi ad oltre 77 milioni di posizioni creditizie. Le variazioni rispetto allo stesso mese dell’anno precedente sono indicate in valori ponderati, cioè al netto dell’effetto prodotto dal differente numero di giorni lavorativi. DOMANDA DI MUTUI Var. % su anno precedente ponderata (a parità di gg. lavorativi) Totale 2010 0,5% Totale 2011 -19,4% Totale 2012 -41,8% Totale 2013 -3,6% Gennaio 2014 +10,5% Febbraio 2014 +8,4% Marzo 2014 +10,0% Aprile 2014 +12,6% Maggio 2014 +6,6% Giugno 2014 +12,9% Luglio 2014 +18,1% Agosto 2014 +14,7% Settembre 2014 +14,7% Ottobre 2014 +22,1% Novembre 2014 +21,1% Dicembre 2014 +30,6% Totale 2014 +15,0% Gennaio 2015 +22,6% Febbraio 2015 +38,7% Marzo 2015 +49,4% Aprile 2015 +71,9% Maggio 2015 +84,5% Fonte: EURISC – Il Sistema CRIF di Informazioni Creditizie Con l’ulteriore forte incremento registrato nel mese di maggio si irrobustisce, dunque, il recupero verso i livelli pre-crisi tanto che il dato aggregato relativo ai primi cinque mesi del 2015 si è attestato a un significativo +54,2% rispetto al corrispondente periodo 2014. Tuttavia non è ancora stato colmato del tutto il consistente gap accumulato durante la fase più dura della crisi, tanto che la seguente tabella mostra come, se rapportato agli anni compresi tra il 2011 e il 2009, il ritardo appaia ancora pesante, seppur in progressiva attenuazione. DOMANDA DI MUTUI (numero di richieste) a parità di giorni lavorativi Var. % gennaio- maggio 2015 su gennaio- maggio 2014 Var. % gennaio- maggio 2015 su gennaio- maggio 2013 Var. % gennaio- maggio 2015 su gennaio- maggio 2012 Var. % gennaio- maggio 2015 su gennaio- maggio 2011 Var. % gennaio- maggio 2015 su gennaio- maggio 2010 Var. % gennaio- maggio 2015 su gennaio- maggio 2009 Gennaio-maggio +54,2% +69,0% +51,0% -15,6% -21,6% -22,8% Fonte: EURISC – Il Sistema CRIF di Informazioni Creditizie “L’andamento della domanda di mutui è riconducibile sia a condizioni di offerta più distese, anche in virtù di tassi applicati decisamente appetibili, sia alla contemporanea ripresa del mercato immobiliare, con un trend positivo delle compravendite incoraggiato da condizioni di vendita favorevoli – commenta Simone Capecchi, Direttore Sales & Marketing di CRIF -. Va tuttavia sottolineato come l’importo medio richiesto rimanga contenuto, sia in virtù di valori di acquisto più bassi rispetto al recente passato ma, soprattutto, in quanto ancora riflette elementi di prudenza da parte delle famiglie, che tendono a privilegiare soluzioni che pesino il meno possibile sul reddito disponibile”. A questo riguardo, nel mese di maggio appena concluso l’importo medio richiesto si è attestato a 122.298 Euro, mantenendosi su un valore più basso rispetto al corrispondente mese dell’anno precedente (quando era risultato pari a 125.120 Euro) e ben distante dai 139.367 euro di maggio 2010, quando venne toccato il picco più alto degli ultimi 5 anni, relativamente al mese di maggio. Per quanto riguarda le fasce di importo richiesto, nei primi cinque mesi del 2015 le preferenze degli italiani si sono concentrate in prevalenza nella classe compresa tra 100.000 e 150.000 Euro, con una quota pari al 30,5% sul totale, in crescita rispetto al 2014 di 2,0 punti percentuali. Va però sottolineato come quasi 4 domande su 5, il 77,7% del totale per la precisione, abbiano importo inferiore ai 150.000 Euro. Importo medio richiesto mutui gennaio–maggio 2015 0-75.000 € 26,1% 75.000-100.000 € 21,1% 100.000-150.000 € 30,5% 150.000-300.000 € 19,4% Oltre 300.000 € 2,6% 100% Fonte: EURISC – Il Sistema CRIF di Informazioni Creditizie Infine, per quanto riguarda la distribuzione della domanda di mutui per durata, ancora una volta è la classe compresa tra i 15 e i 20 anni ad essere risultata la preferita dalle famiglie italiane, con una quota pari al 24,0% del totale, seguita a ruota dalla fascia tra i 25 e i 30 anni, con il 22,1%. Anche in questo caso, il fatto che le famiglie si orientino prevalentemente su piani di rimborso lunghi va letto come la necessità di adottare soluzioni in cui la rata mensile incida nel modo più lieve possibile sul bilancio familiare. Classi di durata domande di mutui gennaio–maggio 2015 Fino a 5 anni 1,2% Da 5 a 10 anni 10,9% Da 10 a 15 anni 19,6% Da 15 a 20 anni 24,0% Da 20 a 25 anni 20,2% Da 25 a 30 anni 22,1% Oltre 30 anni 2,0% 100% Fonte: EURISC – Il Sistema CRIF di Informazioni Creditizi “L’andamento delle richieste di mutuo rappresenta un indicatore fondamentale per tastare il polso in modo tempestivo alle famiglie e alla loro propensione ad impegnarsi in un investimento importante come quello sulla casa – conclude Capecchi -. Nel mese appena concluso il numero di domande ha fatto segnare un incremento record ma la progressiva contrazione degli importi richiesti, accompagnata da piani di rimborso più lunghi, conferma un atteggiamento ancora improntato alla cautela”. 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