Approvata dalla giunta meneghina la quarta Variante al Programma Integrato di Intervento relativo al “Quartiere Storico Fiera Milano ed aree adiacenti”. Portico è il complesso di 53.500 m2 con spazi di lavoro e servizi pubblici, progettato dallo Studio BIG sugli ultimi due lotti rimanenti del masterplan CityLife di Milano: due edifici di altezze diverse uniti da un ponte che fungerà da accesso all’area. La redazione Il Masterplan di Citylife di Milano, costituito da tre torri iconiche, firmate da Zaha Hadid, Daniel Libeskind e Arata Isozaki, circondate da una area pubblica residenziale caratterizzata da molto verde, si completa con Portico, complesso firmato dallo studio danese BIG – Bjarke Ingels Group, in acciaio, legno, vetro e pannelli fotovoltaici in copertura, che si sviluppa su 53.500 m2, per una lunghezza di più di 200 metri, con spazi di lavoro e servizi pubblici e prevede la realizzazione di due edifici di altezze diverse collegati da un ponte che fungerà da accesso all’area. In uno dei due edifici potrebbe essere realizzato un hotel. Il progetto presentato nel 2019 ha avuto nei giorni scorsi l’approvazione da parte della Giunta di Milano della quarta Variante al Programma Integrato di Intervento relativo al “Quartiere Storico Fiera Milano ed aree adiacenti”, che ne permetterà il completamento, ridistribuendo le volumetrie per assicurare maggior armonia e continuità con il verde. La quarta torre di CityLife I progettisti di BIG spiegano che anche se il briefing chiedeva di progettare una quarta torre sul sito, la presenza di tre torri iconiche nelle immediate vicinanze, ha offerto l’opportunità unica di esplorare altre tipologie e di affrontare alcune delle principali criticità del sito. Le due parti del sito sono oggi scollegate da una grande rampa per auto che in qualche modo dominano l’ingresso dei pedoni nel sito. La proposta dello Studio BIG è stata quella di rimuovere la rampa per le auto e di realizzare due singoli edifici collegati da una struttura sospesa lunga 140 metri, che diventi un generoso portico a scala urbana come ingresso a CityLife lungo l’asse di via Domodossola. Piuttosto che competere con il contesto esistente, la proposta di BIG cerca di completarlo, formando una porta d’accesso al quartiere. Tradizionalmente, un portico viene utilizzato per risolvere molteplici sfide contestuali: si tratta di un’estensione di uno spazio interno, da vivere tutto l’anno. Con un tetto leggero e colonne sottili tenute in tensione, la tettoria dell’edificio funge da portico e collega le due strutture, sfuma il confine tra pubblico e privato, interno ed esterno e crea un nuovo spazio pubblico ombreggiato e protetto per la vita della città. Gli edifici saranno accoglienti per il pubblico, con soffitti alti e ampie vetrate, c’è anche un ambiente tranquillo nei due cortili privati che permettono ai dipendenti di godere di un luogo di relax durante la giornata lavorativa, mentre il grande spazio pubblico centrale coperto diventa un regalo alla città di Milano. Sotto i tetti curvi, una serie di terrazze a cascata permetterà di organizzare servizi polifunzonali e di collegare gli spazi di lavoro e di relax grazie al bar sul tetto con vista sulle Alpi e sul Monte Rosa. Il portico sarà coperto da piastrelle di vetro fotovoltaico. Il sito del concorso è costituito da due lotti distinti, RE e RD. L’asse di Domodossola separa e restringe l’area edificabile per le piazzole a livello della strada, mentre il tunnel per la linea 5 della metropolitana delimita i 2 lotti. Il lavori dovrebbero iniziare nel 2021 per concludersi nel 2023. “Il sito ha offerto l’opportunità di esplorare una nuova tipologia che collega l’area City Life al tessuto urbano circostante. Proponiamo un progetto che è al tempo stesso basso e alto. Il portico che collega i due edifici crea una piazza pubblica ombreggiata a scala urbana, unendo il quartiere sotto una nuova porta”. Andreas Klok Pedersen, Partner e Design Director, BIG London. La variante approvata dalla Giunta, si legge in una nota del Comune, prevede la ridistribuzione delle volumetrie “previste nelle tre unità non ancora edificate (circa 51mila mq) su viale Duilio, viale Boezio, viale Cassiodoro e viale Berengario, senza incrementi sul conteggio complessivo. Si lascerà in questo modo più spazio alle aree verdi e pedonali diminuendo le altezze inizialmente ipotizzate dei volumi. L’assessore all’Urbanistica Pierfrancesco Maran ha spiegato che una zona già così iconica del capoluogo meneghino, è destinata a importanti cambiamenti entro il 2026, a beneficio del quartiere e dei cittadini. Infatti nell’ambito di questo progetto è prevista la riqualificazione di piazza VI Febbraio, del Palazzo delle Scintille e di due edifici scolastici, saranno inoltre realizzati nuovi orti e si metterà in campo il progetto di fattibilità per la copertura del velodromo Vigorelli. La durata per la conclusione del piano e delle opere è posticipata al 17 ottobre 2026 come previsto dalla Legge Rilancio varata dal Governo lo scorso luglio. img by BIG e Comune di Milano Articolo aggiornato – Prima pubblicazione 2019 Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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