Progetto illuminotecnico per il Duomo di San Ciriaco ad Ancona

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Il duomo di Ancona domina la città da una posizione scenografica unica, sulla sommità del colle Guasco, rivolta verso il mare. Imponente costruzione romanica a croce greca, presenta ascendenze bizantine e spunti gotici che riflettono il lungo periodo di costruzione. Alla armoniosa facciata romanica, nel XIII secolo venne aggiunto il ricco portale romanico-gotico a rilievi, preceduto da un magnifico protiro.
Il progetto di illuminazione ha dovuto tenere conto della straordinaria valenza del sito e della necessità di consentire la lettura dei volumi sia a livello architettonico che a livello paesaggistico.
Si voleva che la luce intervenisse come elemento molto discreto, limitandosi a sottolineare ciò che è già presente nell’architettura.
Questa andava restituita al suo carattere originario, anche tramite una riduzione considerevole del livello di illuminamento precedentemente installato, che la snaturava drammaticamente.
Il progetto voleva infine restituire la piena visibilità alla facciata, eliminando i pali frontali su cui erano installati i proiettori del vecchio impianto.
La nuova illuminazione è basata su livelli differenziati, con contrasti sobri e discreti, chiaramente percepibili ma non forzatamente drammatici.
Gli effetti luminosi adottati rispecchiano la gerarchia delle architetture e consentono la corretta lettura dei volumi.
La luce viene guidata con precisione verso le aree desiderate, grazie all’uso di ottiche molto controllate, senza inquinare quelle adiacenti e senza disperdersi verso la volta celeste.
L’uso di ottiche di precisione ha consentito anche di raggiungere l’obiettivo di limitare il livello di illuminamento, riducendolo drasticamente rispetto a quello precedente. Le superfici della facciata rientrano nel campo visivo accanto a superfici volutamente lasciate in penombra, dando luogo a contrasti che restituiscono un giusto risalto, pure in presenza di livelli di illuminamento moderati.
I livelli di illuminamento della la facciata sono pari circa alla metà di quelli precedenti (30 lux contro i 60 lux precedenti), e sono sufficienti a consentire l’osservazione dell’architettura anche da distanza elevata, ma non tali da snaturare il carattere del luogo.
La facciata è illuminata da due batterie di proiettori, collocati in due punti molto laterali e simmetrici rispetto ad essa.
Ciascuna batteria comprende un proiettore a fascio medio (30°), per fornire una illuminazione di base, e tre proiettori a fascio stretto (10°) per ritagliare con precisione le parti di facciata laterali al protiro e il frontone.
Per ottenere i migliori risultati in termini di controllo dei fasci luminosi, sono stati adottati apparecchi equipaggiati con le nuove lampade a ioduri metallici a bruciatore ceramico con riflettore incorporato tipo CDMR-111. Questo ha consentito di unire ai vantaggi delle sorgenti a bruciatore ceramico, quelli tipici delle lampade con riflettore incorporato: ottiche particolarmente precise, fasci luminosi puliti e costanti nel tempo, dimensioni molto compatte degli apparecchi.
I proiettori per il lato sinistro sono collocati su un palo, parzialmente mimetizzato nella vegetazione adiacente al sentiero che scende dal piazzale.
Quelli per il lato destro sono invece collocati all’interno della torre campanaria e risultano invisibili all’esterno, da tutte le direzioni laterali.
Le collocazioni hanno consentito di rimuovere i due pali già esistenti liberando completamente la vista della facciata.
La parte frontale del protiro è stata lasciata in ombra, in modo da creare un contrasto rispetto alla facciata: i fasci estremamente controllati dei proiettori e le direzioni di incidenza molto laterali hanno consentito di ottenere questo risultato.
La parte interna del protiro, e in particolare gli archetti che costituiscono uno dei principali motivi di interesse della Cattedrale, sono stati invece illuminati con apparecchi per lampada fluorescente miniaturizzata tipo T2, fissati sulla catena e nascosti alla vista dall’esterno.
Per l’alimentazione di tali apparecchi è stato adoperato cavo in rame ad isolamento minerale, mimetizzato nelle commettiture delle pietre.
 
Scheda Tecnica
Progettisti: ing. Alessandro Sauli, arch. Massimo Iarussi
Direzione dei Lavori: ing. Lucchetti
Apparecchi Utilizzati:
– RUUD LIGHTING mod. Directional Flood proiettori per lampada a ioduri metallici con riflettore incorporato tipo CDM-R
– ILTI mod. Fluxus, apparecchi lineari per lampada fluorescente miniaturizzata T2
– EXTERIEUR VERT mod. ICARO proiettori da incasso a terra per lampada a ioduri metallici

Per ulteriori informazioni  www.ruudlighting.net

Fonte: www.infobuild.it