Nuovo Orto Botanico di Padova

A cura di:

L’Orto Botanico di Padova è patrimonio dell’Unesco e vanta oltre quattro secoli di storia. Richiedeva un profondo intervento.
L’Università di Padova ha bandito un concorso internazionale con due obiettivi: la salvaguardia del sito esistente e la sua valorizzazione attraverso un intervento di ampliamento su di un’area ad esso adiacente.
Il progetto vincitore – dell’Arch. Giorgio Strappazzon dello studio VS Associati di Marostica – ha centrato perfettamente nel segno, coniugando continuità storica, finalità didattiche e di ricerca con scelte innovative in tema di architettura, tecnologia e ambiente.
Una soluzione progettuale affascinante e rispettosa, capace di integrare antico e moderno, di mettere in relazione le istanze di tutela del patrimonio con quelle di pianificazione e sviluppo del territorio.
Attraverso il progetto di ampliamento, l’Orto Botanico di Padova si trasformerà in un inno alla biodiversità, grazie a nuove grandi “serre” dove saranno ricreati – come veri e propri “ecosistemi” – gli ambienti naturali della superficie terrestre.
Per il nuovo Orto Botanico, le linee che guidano l’intervento sono improntate al recupero dell’immagine originaria del sito come paesaggio agrario urbano, un’opportunità poco frequente negli spazi delle città contemporanee.
Al contempo, la realizzazione degli ampliamenti avverrà nel rispetto del contesto storico e monumentale: l’abbattimento degli edifici esistenti si accompagnerà infatti a volumi che sorgeranno nella zona a più fitta alberatura, mentre verranno preservate le aree che guardano verso la Basilica di Santa Giustina, la cui visione verrà valorizzata da elementi prospettici.
I visitatori e i cittadini potranno quindi godere di vedute totalmente nuove dello spazio urbano e dei suoi principali monumenti. Verrà realizzato un “cannocchiale prospettico”: l’apertura di una “fuga” verso Santa Giustina, attraverso demolizioni e scavi limitati e mirati, consentirà una sorprendente vista in direzione della Basilica.
Anche dal punto di vista compositivo, nella suddivisione degli spazi è riaffiorata la memoria del luogo: dimensioni e proporzioni del nuovo intervento richiamano la struttura storica e il reticolo agrario urbano di impronta rinascimentale. Le scelte sono maturate considerando con attenzione il contesto paesaggistico in cui si collocherà la nuova ala dell’orto. In particolare verrà tutelata la prospettiva sulle Basiliche: la già citata Santa Giustina (a sud) e Sant’Antonio a nord.

Il tema dell’acqua, una presenza molto intensa, proviene dalla successione storica di usi del sito, dalle coltivazioni agrarie segnate da canali irrigui, alla peschiera, al lago del parco ottocentesco Cecchini-Pacchierotti. Le fasce climatiche a cui appartengono i diversi gruppi di piante sono separate tra loro dall’acqua, così come gli antichi campi erano solcati dai canali di irrigazione. La memoria dei canali è ricreata da una successione di vasche, disposte a cascata su livelli diversi, che convogliano l’acqua piovana raccolta dalla superficie dei tetti delle serre e utilizzata per l’irrigazione. E’ stato progettato inoltre un sistema che attraverso un pozzo estrae acqua calda di origine termale a 300 metri di profondità.
L’acqua è quindi elemento centrale nel recupero della memoria del paesaggio di un tempo.
L’intervento per il nuovo Orto padovano si presenta dunque come un ripristino di antichi equilibri architettonici e paesaggistici, da armonizzare con le nuove volumetrie: una sfida costruttiva, ma in primo luogo culturale. Carron conferma così l’attitudine a coniugare la vocazione edilizia con l’attenzione ai valori storico-artistici. E’ un impegno che vede da tempo l’azienda attiva non solo nel recupero degli edifici d’arte, ma anche nel sostegno a importanti iniziative culturali: festival, mostre, corsi di formazione, attività di promozione sociale e sportiva.

Il Nuovo Orto Botanico di Padova è un esempio concreto di progettazione architettonica capace di coniugare istanze culturali, sostenibilità ambientale e innovazione tecnologica.
Per queste caratteristiche è stato scelto da FISCHER Italia per guidare i progettisti alla scoperta di come la grande architettura sia in grado di sfruttare le più moderne tecnologie per l’involucro.
Un progetto ambizioso e avveniristico che individua nel vetro il materiale caratterizzante delle nuove strutture.
Grandi volumi e superfici che per dimensione e complessità, sia progettuali che realizzative, hanno richiesto competenze e conoscenze specifiche e specializzate, trovando in Fischer e nelle sue soluzioni per l’involucro il partner ideale, grazie al know-how tecnologico e alla capacità di innovare.
Un progetto così ambizioso, infatti, vive tanto del suo spettacolare impatto generale quanto nella cura degli elementi di dettaglio architettonico.
L’utilizzo dell’innovativo tassello Fischer FZP-G, un sistema di fissaggio dal design e dalla pulizia formale assoluta, ha permesso ai progettisti di raggiungere i necessari requisiti di sicurezza strutturale e al contempo di esaltare le forme pure degli involucri vetrati, grazie alla caratteristica del sistema di “scomparire” rispetto alla struttura vera e propria.
Così l’ing. Massimo Fioraso, responsabile Sistemi Costruttivi Involucro, Vetro e Isolamento di Fischer Italia: “Il progetto per l’ampliamento dell’Orto Botanico di Padova è un esempio di eccellenza per l’utilizzo di tecnica e tecnologia.
È soprattutto il risultato della fusione tra questi due elementi: la scelta progettuale e costruttiva e la qualità intrinseca di un prodotto, entrambi elementi connaturati alla filosofia della nostra azienda.
Perché la pratica sempre più utilizzata del “buon costruire” non può prescindere dall’attenzione ai piccoli dettagli che proprio piccoli, nel nostro caso, non sono”.
Il valore prestazionale dei sistemi Fischer per l’involucro applicati alla grande architettura arriva dalla testimonianza del progettista: “A partire dall’idea di base del progetto, quella di rappresentare la biodiversità vegetale presente sul pianeta e interpretare i fenomeni che la determinano, le nuove serre si denotano per una struttura metallica che mette a nudo, negandosi, la propria matericità per esaltare il percorso didattico del visitatore. La loro voluta “non possanza” è permessa dall’applicazione di pannelli modulari vetrati di superficie davvero ampia, resa possibile agganciando le grandi lastre direttamente alla struttura principale. Una soluzione progettuale che è stato possibile realizzare solo grazie a un sistema di fissaggio particolare, il tassello Fischer FZP-G, in grado di assorbire le dilatazioni e i cedimenti che la struttura induce nel parametro vetrario”.
Il cantiere di Padova , contiguo all’attuale Orto Botanico, ha come sfondo la Basilica di Santa Giustina.
A sua volta nelle immediate vicinanze della Basilica di Sant’Antonio, l’Orto Botanico Padovano è un oasi di bellezza e silenzio nel pieno centro di Padova.
L’impiego del tassello FZP-G – l’unico fissaggio meccanico a foro non passante per vetro monolitico e stratificato – estende ulteriormente l’utilizzo della tecnologia Fischer nel settore del vetro.
“We Save Energy”, è l’icona che caratterizza la gamma di prodotti, studiata e realizzata da Fischer per soddisfare sia esigenze di contenimento dei costi, che le necessità dell’edilizia eco- sostenibile, tra cui le soluzioni per facciate ventilate, vetro, serramenti e isolamento.