Hotel Santa Chiara: tra storia e contemporaneità

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Nuova ala dell’hotel Santa Chiara di Venezia.

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La nuova ala dell’Hotel Santa Chiara ospita 19 stanze e un parcheggio interrato con 16 posti auto, il Santa Chiara è infatti uno dei pochi hotel di Venezia raggiungibili in macchina. Progettata dagli architetti Maurizio Varratta, Antonio Gatto, Dario Lugato, l’Hotel Santa Chiara si trova vicino al Ponte della Costituzione, realizzato a partire da un progetto dell’architetto spagnolo Santiago Calatrava che collega Piazzale Roma alla stazione ferroviaria di Venezia. L’hotel si colloca quindi all’estremità ovest di Venezia, a circa due chilometri da piazza San Marco e vicino ad altre strutture dall’architettura contemporanea.

L’area oggetto d’intervento è in effetti una zona interessata da forti trasformazioni urbanistiche che si sono succedute nel tempo: potremmo dire che siamo nel punto di incontro tra “storico” e “nuovo” volto di Venezia.

Il progetto ha dunque visto l’ampliamento dell’Hotel esistente, un edificio che risale presumibilmente alla fine del sec. XVII-inizio XVIII. La nuova struttura si contraddistingue esplicitamente dalla preesistente, ma ricalca il sedime della edificazione passata e si integra nel quadro paesaggistico nel rispetto dei vincoli dati dal lotto e dal contesto.
Si tratta di una composizione fatta di 3 differenti volumi che compongono un edificio d’angolo che per tanto offre molteplici scorci.

Poiché l’edificio può essere raggiunto da plurime direzioni (da Piazzale Roma, dal Canal Grande come dal nuovo ponte pedonale), non esiste una gerarchia dei fronti, ma ciascuno si caratterizza per una propria identità, pur appartenendo ad un sistema indivisibile. Così sono proprio le facciate a fungere da “accoglienza” per l’ospite che raggiunge la nuova ala dell’hotel. Le facciate, di cui si occupata Stahlbau Pichler, sono proposte con una finitura omogenea in pietra naturale lavorata. Lo stabile è eco-sostenibile e tutta l’impiantistica è celata nel sottotetto.

Gli architetti Antonio Gatto, Maurizio Varratta e Dario Lugato hanno studiato forme e proporzioni, quote e volumi prima di elaborare la propria proposta che, seppure esplicitamente contemporanea, non si dissocia dal contesto e rispetta i vincoli imposti da Comune, Soprintendenza e Commissione Regionale per la Salvaguardia di Venezia.

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Vista notturna del complesso Santa Chiara di Venezia

Le facciate

Stahlbau Pichler ha collaborato a questo progetto per la parte di involucro, garantendone efficienza nel pieno rispetto dell’originario progetto architettonico.
Andando nel dettaglio dell’intervento, troviamo, a comporre le facciate di tamponamento, circa 600 mq di pareti di tamponamento a secco con pannelli isolanti prefabbricati i legno. Il rivestimento è in marmo: la scelta dei materiali si è rivelata fondamentale sia dal punto di vista formale che da quello estetico, da un lato essa evidenzia gli esiti stereometrici delle forme, dall’altro mantiene quella neutralità che funge da rispetto al contesto storico.
Nel complesso sono circa 1000 i metri quadrati di rivestimento ventilato in marmo per uno spessore di 30 mm, con imbotti perimetrali delle finestre in marmo massiccio, i portali hanno misure 160×160 mm. Il sistema ventilato utilizza il calore proveniente dall’esterno e per effetto camino crea una ventilazione naturale che allontana per evaporazione l’umidità di condensa o di imbibizione e aumenta il valore dell’isolamento termico dell’edificio con buoni risultati sia in estate che in inverno, a tutto vantaggio dell’economia e dell’ecologia del complesso. I requisiti tecnici di questo sistema sono principalmente la resistenza alla flessione, la resistenza agli urti, all’esposizione agli agenti atmosferici e alle sostanze inquinanti, in generale la durevolezza. Queste pareti ventilate, grazie ai moderni sistemi di posa delle lastre che permettono rapidità tanto nell’applicazione che nella rimozione degli elementi del rivestimento, permetteranno una facile e rapida manutenzione degli elementi costituenti la facciata dell’hotel. I sistemi di connessione, costituiti da elementi metallici in acciaio inox, garantiscono resistenza sia meccanica che dal punto di vista della corrosione.

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I serramenti in acciaio inox sono composti di circa 70 elementi tra serramenti veri e propri e porte in acciaio inox a taglio termico, tutto nel rispetto della volontà dei progettisti di proporre un edificio rispettoso del contesto ma tecnologicamente avanzato.
120 metri lineari di parapetti vetrati e 70 tende motorizzate sono i dettagli funzionali che completano le facciate.
L’opera s’inserisce dunque in un tessuto urbano che evolve in risposta alle esigenze di chi lo vive; portando avanti il costante dialogo con la dimensione storico-culturale della città, senza dimenticare di guardare al tempo odierno, se non al futuro, nel rispetto di una identità sociale ed artistica che deve rimanere viva.