Firenze. Il nuovo volto della Manifattura Tabacchi

Al via il piano di rigenerazione dell’ex stabilimento fiorentino. Entro dicembre 2026 i 16 edifici del complesso cambieranno destinazione per ospitare residenze, negozi, uffici e servizi di carattere generale. Si parte con la ristrutturazione degli edifici 7 e 12: il primo progettato dall’architetta designer Patricia Urquiola, il secondo dallo studio fiorentino q-bic. La consegna è prevista per la fine del prossimo anno

a cura di Pietro Mezzi

Panoramica della Manifattura Tabacchi vista dall'alto
Img by manifatturatabacchi.com/press

Indice degli argomenti:

A oltre vent’anni dalla chiusura, il complesso dell’ex Manifattura Tabacchi di Firenze sta per iniziare un nuovo capitolo della sua lunga storia.

Entro la fine del 2026, infatti, l’ex area industriale e i suoi 16 edifici saranno oggetto di un piano di rigenerazione urbana, che li trasformerà in spazi commerciali, direzionali, culturali e di formazione e in aree destinate alla residenza, all’hospitality, al verde e a parcheggio.

I promotori e lo sviluppatore

A promuovere il piano è la joint venture costituita nel 2016 dalla società immobiliare del gruppo Cassa depositi e prestiti e da PW Real Estate Fund III LP, un fondo gestito da Aermont Capital.

Manifattura Tabacchi Development Management in sigla MTDM- è invece la società di sviluppo e project management che gestisce l’intero processo di trasformazione dell’ex fabbrica, con l’obiettivo di realizzare un nuovo quartiere di Firenze e un centro per la cultura contemporanea, l’arte e la moda, complementare al centro storico.

Il primo lotto residenziale

Il primo sviluppo residenziale di Manifattura Tabacchi coinvolge due edifici storici della ex fabbrica di sigari, sottoposta al vincolo della soprintendenza dei Beni culturali. Si tratta degli edifici 7 e 12, nei quali saranno ricavate complessivamente 45 unità abitative, grazie a un’opera di riqualificazione che punta a preservare l’architettura originaria, rielaborandola in chiave contemporanea e sostenibile.

Sviluppati su una superficie di 25.000 metri quadrati, che comprendono oltre alle residenze- anche spazi commerciali, amenities e spazi pubblici, i progetti sono firmati da Patricia Urquiola e q-bic.

La fine dei lavori è prevista per il dicembre del 2023.

La storia della Manifattura di Firenze

La Manifattura Tabacchi è un complesso edilizio di architettura razionalista, che si sviluppa su circa 100 mila metri quadrati e che si compone di 16 edifici, progettato da Giovanni Bartoli e Pier Luigi Nervi.

La facciata della Manifattura Tabacchi di Firenze
La facciata della Manifattura Tabacchi di Firenze progettata da Pierluigi Nervi e Giovanni Bartoli (foto, Alessandro Fibbi)

I lavori vennero avviati nel 1933: il primo edificio realizzato fu quello destinato alla lavorazione dei sigari Toscano, attestato su lato nord dell’area. L’intera opera, completata in ogni sua parte nel 1940, venne ufficialmente inaugurata il 4 novembre dello stesso anno.

Il complesso è caratterizzato da una serie di edifici a planimetria e volumetria compatte, connotati da uno stile razionalista. Tali volumi, di due e quattro piani fuori terra, sono distribuiti parallelamente od ortogonalmente all’asse est-ovest del torrente Mugnone (con l’eccezione del corpo della direzione) e risultano collegati a gruppi, a seconda dei differenti cicli della produzione, tramite corpi scala e montacarichi costituenti un volume autonomo.

Nel 1999 il complesso divenne proprietà dell’Ente Tabacchi Italiani, che ne decise la dismissione produttiva. La Manifattura chiuse definitivamente il 16 marzo 2001.

Nel 2016 la Cassa depositi e prestiti l’ha venduta a un fondo immobiliare internazionale per 200 milioni di euro. Nello stesso anno è stato avviato il processo di riqualificazione, con l’obiettivo di realizzare un progetto di rigenerazione.

Il concept residenziale di Manifattura Tabacchi

Le residenze propongono un concetto di abitare inedito a Firenze: loft d’ispirazione industriale e appartamenti ricercati, ampi e luminosi, che uniscono storia e avanguardia progettuale, vicini al centro storico e con facile accesso alle infrastrutture della città, al verde del parco e a una serie di servizi di alto livello. Nelle intenzioni dei promotori l’ex Manifattura dovrà diventare un nuovo centro per la cultura contemporanea, l’arte e la moda, complementare al centro cittadino.

Il progetto di Patricia Urquiola

L’edificio 7, originariamente destinato a magazzino e affacciato verso piazza dell’Orologio, si distingue per la caratteristica pianta curva, che ha ispirato il nome, Anilla, e l’identità del progetto.

La parola, infatti, richiama il lavoro dell’operaia (Anilladora) che all’interno della Manifattura aveva il compito di mettere l’anilla (la fascetta) ai sigari.

Manifattura Tabacchi a Firenze, Render dell’edificio Anilla
Render dell’edificio Anilla, l’ex fabbricato 7, che prospetta su piazza del Teatro (progetto di Patricia Urquiola; credits, MTDM)

Sulla facciata principale è inserito un grande bassorilievo, opera dello scultore Francesco Coccia, dedicato alle eroiche madri operaie, che ricorda anche visivamente il ruolo centrale delle donne lavoratrici.

Ispirandosi al genius loci, l’architetto ha voluto infondere al progetto d’interni una grazia femminile: gli spazi dialogano in modo leggero e delicato con la struttura esistente, rendendo il rapporto tra gli ambienti della casa estremamente fluido.ù

Nuove residenze nella manifattura Tabacchi, Il livingroom di Anilla
Il livingroom di Anilla (progetto di Patricia Urquiola; credits, MTDM))

La maglia regolare dei pilastri guida la suddivisione dei locali, caratterizzata da una chiara separazione delle zone giorno e notte; un sistema di soppalchi, pedane e locali posti su diversi livelli riproporziona le grandi altezze proprie dell’architettura industriale, senza snaturare il carattere dell’edificio.

I 21 appartamenti si sviluppano ai livelli superiori dell’edificio: al primo piano si trovano le unità con terrazza, mentre tra il secondo e terzo piano si sviluppano tre duplex dotati di verande vetrate che sfruttano l’illuminazione delle grandi finestre.

Due penthouse panoramiche, con ampia terrazza e giardino interno, sono ospitate nel nuovo volume ricavato sulla copertura dell’edificio esistente.

Realizzato in mattoni, questo elemento architettonico rappresenta il coronamento di Anilla e dà un nuovo volto allo skyline di Manifattura Tabacchi, creando continuità visiva e materica con il basamento dell’edificio e i tetti adiacenti.

Gli interni di Anilla

All’interno il mattone diventa occasione per creare nuovi pattern: le pareti in laterizio si smaterializzano attraverso la realizzazione di screen per mantenere le volumetrie, e illuminare allo stesso tempo le penthouse.

Riqualificazione Manifattura Tabacchi a Firenze, La lobby di Anilla
La lobby di Anilla. Renders by Tecma Solutions

La luce naturale diventa, ovunque, l’occasione per mettere in risalto l’aspetto industriale del fabbricato. Ampie vetrate, terrazze e giardini d’inverno consentono di raggiungere una vera e propria osmosi tra il dentro e il fuori, portando all’interno dell’edificio scorci della piazza dell’Orologio e della piazza del Teatro, in un’inedita configurazione degli spazi.

Al piano terra – a destinazione commerciale – si trovano le due lobby d’ingresso, di cui una dotata di servizio concierge. Questi spazi anticipano alcune delle finiture caratteristiche del progetto di interni ed esprimono la quintessenza dello stile di Urquiola, che dialoga con la pavimentazione esistente e la struttura a vista di travi e pilastri.

Arredi e finiture

La cucina ha un ruolo centrale negli appartamenti di Anilla: disegnata da Urquiola e realizzata artigianalmente su misura per ciascun appartamento, è un pezzo unico di design. In alcuni casi prende la forma di un vero e proprio volume curvilineo che caratterizza lo spazio del soggiorno, altrove si configura come angolo aperto e permeabile, che sfruttando l’illuminazione della zona giorno ne diventa parte integrante. È questo, per l’architetto, il cuore della casa, uno spazio di convivialità e condivisione che unisce funzionalità ed estetica impeccabile.

Riqualificazione Manifattura Tabacchi a Firenze, una delle cucine di Anilla
Ina delle cucine di Anilla – Credit image Valentina Sommariva

Anche la proposta di arredo è studiata da Patricia Urquiola e comprende pezzi iconici da lei disegnati per alcuni dei più importanti brand di design a livello internazionale. Tra questi Cassina (di cui l’architetto è art director), Moroso, Flos, Agape, Kettal, Listone Giordano, Glas Italia, Mutina, CC-Tapis.

Il contesto di Manifattura, in cui storia e innovazione si compenetrano, si riflette anche nella ricerca di finiture nuove e sostenibili, disponibili in tre diverse configurazioni – Silver, Gold e Platinum – e personalizzabili partendo da una gamma di materiali scelti dall’architetta.

Così come la natura, nel corso del tempo, si è appropriata degli spazi della fabbrica, modificandone l’aspetto, allo stesso modo sono stati scelti per gli interni materiali che ricordano la contaminazione tra naturale e artificiale.

Il Silipol ad esempio, un materiale altamente personalizzabile e interamente riciclabile, composto da sfere di polveri di graniti, marmi e cemento è utilizzato sia nelle aree comuni sia all’interno degli appartamenti. Il parquet in legno, le boiserie a parete e i colori tenui riprendono la palette di Manifattura, creando ambienti caldi e accoglienti in contrasto con l’edificio industriale. Attraverso i materiali si sperimentano texture diverse, con l’obiettivo di offrire ai residenti percezioni differenti a livello tattile e visivo.

Il progetto di q-bic

L’edificio 12, costruito negli anni Venti in stile industriale tardo ottocentesco, era originariamente adibito al confezionamento e inscatolamento dei prodotti finiti.

Si tratta del fabbricato più antico del complesso, unica preesistenza al momento dell’avvio del cantiere negli anni Trenta.

Ex manifattura Tabacchi - Render dell’edificio Puro
Render dell’edificio Puro, l’ex edificio 12, ristrutturato su progetto di q-bic (credits, MTDM)

Il nome Puro, che in spagnolo significa sigaro, è un gioco di parole che fa riferimento allo stile essenziale, senza concessioni al superfluo, e al tempo stesso alla forma lunga e stretta dell’edificio, così come alla sua antica funzione.

La riqualificazione a opera di q-bic mira a preservare e valorizzare ogni aspetto dell’architettura industriale, mantenendo gli interni il più possibile aperti e indivisi e utilizzando materiali, finiture e serramenti originali.

L’edificio accoglie al primo piano 24 loft open space di diverse metrature, che si sviluppano su uno o due livelli e sono caratterizzati da volumi ampi, travi di legno a vista e spazi esterni intimi e protetti.

Riqualificazione manifattura Tabacchi, Il livingroom di Puro
Il livingroom di Puro (progetto q-bic; credits, MTDM))

Gli appartamenti sono illuminati dalle grandi finestre orientate a sud e dominati dalle imponenti capriate metalliche che sorreggono il tetto a padiglione.

Gli spazi del soggiorno si articolano senza soluzione di continuità, mantenendo, in alcune parti, la doppia altezza esistente. Le ampie volumetrie interne permettono, inoltre, di realizzare un nuovo livello sottotetto che accoglie, oltre alle camere da letto, le terrazze a tasca ritagliate nella copertura.

Zona giorno e zona notte risultano così chiaramente distinte, ma allo stesso tempo permeabili: gli affacci dai soppalchi sul soggiorno, per esempio, creano un dialogo visivo tra gli ambienti della casa.

Il contributo di luce naturale dato dalle grandi finestre tripartite restaurate è amplificato dalle nuove aperture in copertura: terrazze a tasca e lucernari, infatti, permettono di illuminare generosamente anche gli spazi del sottotetto.

Tre dei loft sono ospitati all’interno della struttura a ponte che, in passato, collegava l’edificio 12 con quello adiacente, ed è oggi parte integrante del progetto di riqualificazione insieme alla torre dell’edificio.

Si tratta di appartamenti dagli spazi originali e unici, con un doppio affaccio che svela, su entrambi i lati, scorci inediti di Manifattura Tabacchi. Uno dei loft sarà dotato di un’ampia terrazza panoramica, ricavata sulla copertura del ponte.

Per esaltare la distinzione e il dialogo tra lo stile originario e il design contemporaneo, gli elementi di nuova realizzazione sono in acciaio, prendendo comunque spunto dal repertorio industriale della Manifattura: il ballatoio in metallo che dà accesso alle residenze al primo piano, per esempio, richiama le passerelle in ferro che collegavano in quota i macchinari della centrale termica; le partizioni delle pareti vetrate e dei rivestimenti in ferro crudo richiamano il disegno delle guardiole dislocate negli edifici.

La vegetazione è un altro degli elementi fondanti del progetto: ispirata al verde spontaneo che aveva avvolto gli edifici della Manifattura negli anni di disuso, la vegetazione pervade il ballatoio e le terrazze a tasca, fino a innestarsi all’interno degli appartamenti. Al piano terra dell’edificio 12 a destinazione commerciale – si trova la lobby d’ingresso a uso esclusivo di Puro.

La certificazione ambientale

I due edifici sono progettati per ottenere la certificazione ambientale Breeam Excellent. L’impiantistica delle abitazioni si basa su un sistema ad anello di condensazione consortile esteso all’intero complesso, che sfrutta l’energia geotermica per alimentare i sistemi di riscaldamento a pavimento e di raffreddamento.

Le residenze sono dotate di un sistema duale di recupero e riuso delle acque meteoriche e di pozzo e di un impianto domotico per la gestione di illuminazione, termoregolazione e videocitofoni.

L’attestato di prestazione energetica colloca la qualità termica degli edifici in classe A3 per Anilla e A2 per Puro.

Servizi e ameneties

A disposizione dei futuri residenti di Puro e Anilla sono previsti spazi amenities a uso esclusivo: un deposito biciclette e un bike lab attrezzato per la manutenzione e riparazione delle bici; una pet room per la toelettatura degli animali domestici; un’area fitness attrezzata; una delivery room; un roof-top arredato con vista sul centro storico di Firenze; un servizio di portineria centralizzata a disposizione dell’intera Manifattura.

Entrambi gli edifici ospiteranno al piano terra spazi commerciali: un riferimento alla tradizione fiorentina, che in chiave contemporanea si traduce in loft e atelier.

Progettazione del verde

Il progetto del verde che interessa ballatoio, logge e terrazze degli edifici è affidato all’architetto e paesaggista Antonio Perazzi, già autore del progetto di landscape di Manifattura Tabacchi.



Consiglia questo progetto ai tuoi amici

Commenta questo progetto