Da Vinci Center

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Ingenium Re, fondata dall’Architetto Marco Tamino, inaugura uno dei business center più innovativi nel panorama italiano: il Da Vinci Center, situato in prossimità dell’aeroporto della capitale.
“Investire nella qualità dei luoghi di lavoro e soprattutto nei servizi, negli spazi di incontro e di relax non è un lusso inutile, al contrario, incrementare il benessere e la soddisfazione di chi lavora stimola sinergie, lo scambio e la partecipazione attiva ai processi produttivi e porta a vivere meglio il lungo tempo che dedichiamo al lavoro ogni giorno” sostiene Marco Tamino.
Infatti, oltre agli aspetti architettonici di grande appeal, l’impronta innovativa dell’intervento si riscontra principalmente nei suoi contenuti. I driver di sviluppo che hanno ispirato l’Architetto Tamino nello progettazione di questa imponente struttura sono ascrivibili in un concetto più ampio di wellness, che si concretizza nella qualità estetica e funzionale degli spazi, in coerenza con lo stile di vita e di lavoro contemporaneo diffuso nelle realtà aziendali più avanzate.

Il sistema dei luoghi e dei servizi tra cui Fitness center, SPA, kinderheim, mini market, lounge bar, ristoranti (e non più mense aziendali di fantozziana memoria), ecc. che, una volta a regime, daranno vita ad un progetto che rappresenta un’eccellenza nel settore degli uffici nel nostro Paese.

Il DVC è un complesso edilizio di 40.000 m2 di uffici e 20.000 m2 di aree dedicate ai servizi, sorto nel nuovo distretto fieristico della capitale a breve distanza dalla Roma/Fiumicino, che aggiunge un tassello significativo all’architettura della Roma moderna. Un progetto all’avanguardia studiato per confrontarsi con i nuovi modelli di efficienza, flessibilità e comfort che si stanno affermando nel terziario a livello internazionale.
Due volumi edilizi di otto piani – uno a pianta ellittica e uno semicircolare con sezione variabile – sono composti seguendo un movimento circolare che racchiude, al suo interno una piazza attrezzata che contiene gli spazi ed i servizi comuni e che rappresenta il centro fisico e simbolico della composizione.
I due elementi edilizi, diversi per andamento e conformazione, hanno caratteristiche costruttive e finiture esterne simili. Le facciate di entrambi gli edifici sono in vetro serigrafato con texture che assumono densità e sfumature cromatiche diverse in funzione della posizione occupata, dell’esposizione e dell’altezza del suolo. L’architettura si smaterializza e trova una propria specificità non tanto e non solo nel design delle forme e dei materiali, quanto nel gioco dei riflessi, dei rimbalzi di luce e delle velate introspezioni che si aprono tra i diversi ambienti e tra interno ed esterno.

L’applicazione delle serigrafie permette di aumentare le prestazioni dei vetri, mantenendo un valore del fattore solare riducendolo fino al 33% e migliorando il comfort visivo degli ambienti interni. Questi accorgimenti, unitamente alla morfologia degli edifici, alla ventilazione naturale prodotta nei grandi atri, all’ottimizzazione degli impianti ad alto rendimento e all’impiego delle energie rinnovabili, garantiscono all’edificio la classe energetica A +, il primo e unico a Roma.
I materiali che dominano nel complesso architettonico, oltre al vetro, sono quelli della tradizione locale come il travertino, il basalto ed il legno. I corpi illuminati interni ed esterni sono di «iGuzzini», mentre i lampadari decorativi sospesi che impreziosiscono i grandi atri sono di «Artemide» e «Norlight».
Il verde e la luce naturale entrano nei fabbricati grazie ai grandi portali, alle coperture in vetro, alle composizioni di moduli in vetro e specchio sabbiato che moltiplicano lo spazio e gli effetti luminosi, fino a raggiungere i “roof garden” affacciati sul paesaggio dell’agro romano.
Le scale interne tornano a quell’importanza che hanno sempre avuto nell’architettura storica e la mobilità verticale è associata ad un esperienza spettacolare e dinamica dello spazio.

“La qualità dei luoghi e dei servizi che non sono strettamente operativi, come gli spazi di distribuzione, di sosta, per il relax, per l’incontro o per le esigenze personali e familiari dei lavoratori è stata spesso ignorata nel nostro paese, in particolare nel terziario pubblico. Inizia tuttavia a farsi strada, soprattutto a livello internazionale, una tendenza che invece trova in questi valori un fattore di successo anche per il raggiungimento di maggiori livelli di produttività e competitività aziendale. Il reclutamento stesso delle professionalità migliori appare oggi condizionato dalla natura degli spazi di lavoro e dei servizi alle persone e alle famiglie che l’azienda è in grado di offrire” dichiara Marco Tamino.

Infine, di grande effetto scenico è l’illuminazione delle facciate esterne sulle quali i fari led della «Martin» proiettano nelle ore notturne, luci policrome che sfumano dal blu al turchese, passando per il viola, conferendo al complesso un’ immagine evocativa e una particolare riconoscibilità.