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Paris Builders Show 2026: scenari e sfide del futuro dell’edilizia

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In occasione del Builders Roadshow 2026, evento di presentazione del Paris Builders Show 2026 tenutosi a Milano, la redazione di Infobuild ha incontrato Jean-Philippe Guillon, Direttore del Paris Builders Show, per approfondire contenuti, obiettivi e prospettive della prossima edizione della manifestazione.

Fra i principali appuntamenti europei per il mondo delle costruzioni, il Paris Builders Show 2026 riunisce in un unico ecosistema l’intera filiera attraverso quattro eventi complementari – BATIMAT, INTERCLIMA, IDÉOBAIN e RENODAYS – proponendosi come piattaforma di confronto internazionale sui grandi driver del settore, dalla decarbonizzazione alla digitalizzazione, fino alla trasformazione dei modelli abitativi e produttivi.

Paris Builders Show 2026: scenari e sfide del futuro dell’edilizia
©RX France

Indice degli argomenti

Jean-Philippe Guillon, Direttore del Paris Builders Show 

Intervista a Jean-Philippe Guillon, Direttore del Paris Builders Show 

Paris Builders Show 2026 si presenta come un evento capace di riunire l’intera filiera delle costruzioni in un unico ecosistema. Qual è oggi la vostra «promessa» al mercato europeo e in che modo questo posizionamento differenzia PBS rispetto ad altre manifestazioni del settore?

La promessa del Paris Builders Show è quella di essere l’unico appuntamento internazionale che ha luogo in Francia in grado di riunire l’insieme della catena di valore della costruzione attorno ad una visione prospettica, collettiva e operativa. Ciò che distingue in modo chiaro questa edizione è proprio il fatto di riunire in uno stesso luogo e allo stesso tempo quattro saloni maggiori e complementari (BATIMAT, IDÉOBAIN, INTERCLIMA ed il Forum RENODAYS) per accompagnare la trasformazione dei modelli del settore.

Il tema guida dell’edizione 2026 è «Construction in Motion» articolato nei tre assi “ripensare”, “restaurare” e “reinventare”. Come si traduce concretamente questo concept nei contenuti espositivi e congressuali del salone?

Questo concept si traduce in un programma eccezionale di oltre 500 interventi con delle specificità per ognuno di questi pilastri: «Ripensare» sarà trattato attraverso delle conferenze sulla digitalizzazione, il controllo numerico e l’evoluzione delle professioni.

Restaurare» metterà il focus sulla riqualificazione come leva della performance, l’economia circolare ed il riutilizzo, specialmente grazie al Forum RENODAYS.

Infine, «Reinventare» proporrà un’esplorazione dell’architettura impegnata, dal design responsabile ai nuovi modi di abitare.

Durante la presentazione dell’evento è emerso il tema della riqualificazione degli edifici, letta sempre più in chiave globale e non solo energetica e difatti Renodays 2026 amplia il proprio posizionamento verso una riqualificazione che include comfort, salubrità, adattabilità, valore immobiliare, digitale e circolarità. Ritiene che questo approccio già integrato rispecchi una trasformazione profonda della domanda europea?

Certo, chiaramente questo approccio si traduce in una trasformazione profonda della domanda su scala europea.

Grazie a Renodays 2026, noi proponiamo una visione del «rinnovamento globale» a 360°, che va ampiamente al di là della sola performance energetica per integrare il comfort di vita, la salute, l’adattamento degli spazi, la valorizzazione del patrimonio immobiliare e anche il ruolo del digitale e dei data. L’obiettivo è quello di progettare edifici più sostenibili, ma anche flessibili, in grado di adattarsi ai vari utilizzi e alle diverse tappe della vita.

Quest’evoluzione si iscrive inoltre in una dinamica europea: Renodays si apre maggiormente agli attori del continente – in particolar modo a Italia, Belgio, Germania, Spagna e Portogallo – per confrontare i vari approcci, le innovazioni, le regolamentazioni con la finalità di costruire una visione condivisa della ristrutturazione su scala europea.

BATIMAT
©RX France

Interclima appare come uno dei poli più dinamici dell’edizione 2026, con focus su decarbonizzazione, comfort abitativo e innovazione tecnologica. Quali sono, a suo avviso, i driver più rilevanti oggi per il settore HVAC e dell’ingegneria climatica?

Le evoluzioni del mercato sono infatti molto importanti per un salone come INTERCLIMA. Abbiamo identificato diversi driver che ci sembra opportuno mettere sotto i riflettori nel 2026, tra cui la decarbonizzazione per cui affronteremo il tema dell’applicazione delle nuove soluzioni HVAC meno energivore. Il benessere degli abitanti sarà valorizzato attraverso soluzioni per il comfort estivo, l’ottimizzazione della qualità dell’aria interna e la domotica. L’innovazione tecnologica, nella sua specificità, sarà presente ovunque con un focus sulle sfide legate ai data center e sull’implementazione delle energie rinnovabili (solare, geotermica).

All’interno di Idéobain emerge un’idea di bagno sempre più legata a design, sostenibilità, risparmio idrico, riparabilità, benessere. Quanto sta cambiando il ruolo di questo ambiente nei progetti residenziali, hospitality e terziario?

Il bagno evolve e non è più solo un luogo funzionale; diventa uno spazio che coniuga design, sostenibilità e benessere. Questo cambiamento di ruolo si manifesta in un’attenzione accresciuta nei confronti dell’eco-progettazione, della riparabilità del risparmio idrico e dell’adattabilità delle attrezzature, per rispondere alle necessità del settore alberghiero, terziario o anche residenziale. All’interno di IDEOBAIN affronteremo senz’altro tutte queste evoluzioni.

Batimat propone un’offerta che spazia dai sistemi costruttivi alla digitalizzazione, fino all’economia circolare e alla Construction Tech. Quali innovazioni stanno ridefinendo più rapidamente il cantiere e il costruire contemporaneo?

Avete ragione, il cantiere dei nostri giorni si è trasformato e si appoggia sulle innovazioni che saranno al centro di BATIMAT grazie a diversi spazi dedicati ed in particolar modo alla Construction Tech® per promuovere le soluzioni digitali, il BIM, la domotica e l’elettricità, i prefabbricati e per valorizzare le risposte alle sfide tecniche e di regolamentazione; il Low Carbon Construction metterà sotto i riflettori i nuovi materiali e le soluzioni per la decarbonizzazione.

Batimat viene presentato come il salone multispecialistico dell’edilizia all’interno del Paris Builders Show. Quali sono oggi le sue priorità strategiche e in che modo riflettono la trasformazione del settore delle costruzioni in Europa?

Batimat mantiene un approccio decisamente multispecialista, che copre l’insieme delle professioni e dei segmenti dell’edilizia – dalle opere strutturali alle attrezzature, dalla carpentiera agli utensili, fino ai servizi e alle tecnologie.

I suoi progetti strategici consistono quindi non a gerarchizzare i vari segmenti ma ad accompagnare la trasformazione globale del settore. Tutto ciò si traduce in un focus rafforzato sulle sfide trasversali che riguardano tutte le professioni: decarbonizzazione, economia circolare e riutilizzo, industrializzazione grazie ai prefabbricati, digitalizzazione e progressione delle competenze.

Altrimenti detto, Batimat riflette i mutamenti del mercato europeo non certo mettendo alcuni settori in secondo piano ma riunendo l’insieme della filiera attorno alle grandi transizioni che la caratterizzano.

RENODAYS
©RX France

Batimat dedica ampio spazio anche alla Construction Tech, con sessioni, pitch e masterclass dedicate alle startup e alle soluzioni emergenti.  In che misura l’innovazione digitale sta cambiando il modo di progettare, costruire e gestire gli edifici?

L’innovazione digitale cambia radicalmente la gestione dei progetti grazie alla gestione basata sui dati, le soluzioni BIM e le nuove tecnologie fornite dalle start-up. Il salone dedica infatti uno spazio specifico a queste soluzioni emergenti con delle sessioni di pitch di 60 minuti e delle masterclass per illustrare queste trasformazioni.

I numeri dell’edizione 2024 e gli obiettivi dichiarati per il 2026 mostrano una forte ambizione internazionale, sia sul fronte dei visitatori sia su quello degli espositori. Quali mercati state osservando con maggiore attenzione e quale spazio attribuite all’Italia in questa strategia di crescita?

Le cifre dell’edizione 2024 presentano già una forte dinamica internazionale, grazie a circa un 20% di visitatori stranieri e l’Italia è stata tra i primi paesi rappresentati.

Per il 2026, il nostro obiettivo è quello di accelerare questa presenza, grazie alla previsione di  circa 40.000 visitatori internazionali presenti in fiera.

Concentriamo la nostra attenzione sia sui mercati di prossimità – in particolare modo il Sud Europa ed il Bacino del Mediterraneo – e su alcune zone con un forte potenziale come il Canada, il Medio Oriente o anche l’India, con cui sviluppiamo delle partnership.

L’Italia ricopre un ruolo chiave in questa strategia: è un mercato prioritario, sia per i visitatori che per gli espositori. Ci aspettiamo inoltre un importante contributo in materia di innovazione, design e know-how, grazie anche al Road Show di Milano e all’apertura europea di Renodays.

Guardando al pubblico italiano di INFOBUILD — progettisti, imprese, installatori, rivenditori e operatori tecnici – perché vale la pena seguire Paris Builders Show 2026 e quali contenuti o opportunità ritiene possano risultare più interessanti per questa community?

Per gli operatori italiani, il Paris Builders Show 2026 è prima di tutto un’opportunità unica per avere, in un solo luogo, una visione completa e operativa di tutta la catena di valore della costruzione, grazie alla complementarità di Batimat, Interclima, Idéobain e Renodays

Per quanto riguarda i contenuti, il salone propone più di 500 conferenze che verteranno sulle grandi sfide del settore – decarbonizzazione, ristrutturazione globale, nuovi utilizzi, data – con formati molto concreti (masterclass, case history, dimostrazioni) direttamente utilizzabili da consulenti, imprese ed installatori.

Gli «Innovation Awards» e gli spazi start-up permettono inoltre d’identificare le soluzioni più avanzate del mercato.

Per quanto riguarda le opportunità business, il salone è un luogo d’incontro privilegiato grazie ad un ecosistema internazionale : circa 150.000 visitatori attesi, proposta di strumenti per mettersi in relazione prima del salone, percorsi di visita dedicati ed un Club Internazionale dedicato per facilitare gli scambi.

E, per gli attori italiani, il salone è un’occasione per valorizzare il loro know-how in un contesto europeo, in particolar modo su argomenti chiave come il design, la ristrutturazione e la costruzione sostenibile.

Desiderate visitare Paris Builders Show?

  • Saloni Internazionali Francesi S.r.l.
  • Tel. 02 43435326
  • Email: mtajroldi@salonifrancesi.it
  • www.salonifrancesi.com

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