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courtesy Studio Zuccarini Pappalardo – Siracusa Le operazioni di demolizione hanno reso ancora più evidente la complessità del quadro esistente, mettendo in luce discontinuità nelle fondazioni e una maglia strutturale difficilmente regolarizzabile. Di fronte a queste condizioni, la risposta non si è limitata a una semplice sostituzione dell’organismo edilizio, ma ha richiesto una strategia progettuale capace di integrare architettura, ingegneria strutturale e organizzazione del cantiere. L’obiettivo era costruire un edificio in grado di migliorare il comportamento sismico, contenere le masse, adattarsi alle irregolarità del sito e rendere più lineari le fasi esecutive. courtesy Studio Zuccarini Pappalardo – Siracusa Le caratteristiche dell’edificio L’edificio è composto da due corpi di fabbrica separati da un giunto tecnico, impostati secondo un andamento scalettato che consente di assorbire le variazioni altimetriche del lotto. La configurazione distributiva si sviluppa attorno a logge e aperture profonde, evitando fronti continui e rendendo l’organismo più flessibile sotto il profilo compositivo e funzionale. Questa articolazione non nasce da una scelta soltanto formale, ma deriva anche dalla necessità di adattarsi a un’area urbana complessa, nella quale la morfologia del terreno e le preesistenze imponevano una particolare attenzione al rapporto tra impianto edilizio e sito. Dal punto di vista strutturale, il fabbricato adotta telai in calcestruzzo armato con sistema SCF integrato, con classe d’uso 2, vita nominale di 50 anni e classe di duttilità bassa. I sovraccarichi principali dei solai sono indicati in 2,5 kN/m² per il permanente e 2,0 kN/m² per l’accidentale, mentre gli sbalzi massimi arrivano fino a 3 metri. L’impostazione dell’intervento è stata definita a partire da quattro obiettivi principali: ridurre le masse strutturali, migliorare la risposta sismica globale, governare le irregolarità geometriche e semplificare le fasi di realizzazione. courtesy Studio Zuccarini Pappalardo – Siracusa Sistema SCF, solai bidirezionali e travi a spessore La soluzione costruttiva individuata si basa sull’impiego del sistema SCF, con utilizzo del Plafond S.E.R. e di solai alleggeriti in polistirene tipo Plastbau-Metal e CUBE. Questa scelta ha prodotto diversi effetti sul piano strutturale e costruttivo. In primo luogo, il peso proprio delle strutture orizzontali è stato ridotto di circa il 30-35%, con una conseguente diminuzione del volume di calcestruzzo impiegato e un miglioramento del rapporto tra massa e rigidezza dell’edificio. Un contributo importante arriva dal solaio CUBE, che grazie al comportamento bidirezionale permette una distribuzione più uniforme delle azioni e una maggiore rigidezza dell’impalcato anche in presenza di configurazioni irregolari. Accanto ai solai, il progetto utilizza anche le travi S.E.R. a spessore di solaio, soluzione che elimina le travi ribassate e consente la realizzazione di un intradosso continuo. Sul piano esecutivo, questa tecnologia offre diversi vantaggi: il piatto inferiore in acciaio funziona contemporaneamente da armatura e cassero, si riducono le fasi di carpenteria e si ottiene un maggiore controllo dell’esecuzione in cantiere. L’assenza di ribassi semplifica inoltre l’integrazione degli impianti MEP, limitando interferenze e lavorazioni secondarie. La combinazione tra solai CUBE e travi S.E.R. consente anche di realizzare sbalzi fino a circa 3 metri senza elementi strutturali a vista. Questo permette di mantenere sotto controllo le deformazioni entro i limiti di esercizio, evitare strutture aggiuntive per balconi e logge e preservare una maggiore continuità geometrica dell’involucro. courtesy Studio Zuccarini Pappalardo – Siracusa Isolamento sismico e vantaggi nella gestione del cantiere Un altro elemento qualificante del progetto è l’adozione di isolatori sismici di tipo friction pendulum, collocati in testa ai pilastri del piano terra. Il sistema è stato pensato per ridurre le accelerazioni trasmesse alla sovrastruttura, aumentare il periodo proprio dell’edificio e alleggerire le sollecitazioni sugli elementi verticali. Perché il sistema potesse lavorare correttamente, era fondamentale garantire la presenza di un impalcato rigido sopra gli isolatori, condizione resa possibile proprio dall’impiego dei solai bidirezionali. L’isolamento sismico non è stato quindi un’aggiunta puntuale, ma una scelta integrata con l’intera concezione strutturale dell’edificio. Le ricadute positive si sono estese anche alla fase esecutiva. Le tecnologie adottate hanno consentito una diminuzione dei tempi complessivi di realizzazione stimata tra il 20 e il 25%, una semplificazione delle lavorazioni in elevazione e una minore presenza di opere provvisionali complesse. Inoltre, l’utilizzo di elementi alleggeriti ha migliorato la logistica interna del cantiere, aspetto particolarmente importante in un’area urbana con accessi limitati. In presenza di vincoli archeologici, fondazioni discontinue e una morfologia articolata del lotto, questa maggiore efficienza operativa ha rappresentato un vantaggio concreto, non secondario rispetto alle sole prestazioni strutturali. Il progetto di Villa Abela evidenzia il valore di soluzioni strutturali avanzate, capaci di rispondere insieme a problemi geometrici, vincolistici e sismici, e di un approccio integrato, dove ingegneria e architettura concorrono alla definizione di una risposta coerente, tecnicamente efficace e costruibile. Il controllo delle masse, la continuità degli impalcati, la modularità del sistema costruttivo e l’adozione dell’isolamento sismico hanno consentito di ottenere un edificio ad alte prestazioni, ottimizzando al tempo stesso le fasi di cantiere. Consiglia questo comunicato ai tuoi amici
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