L’involucro edilizio come sistema integrato: isolamento, tenuta all’aria, luce naturale e durabilità 08/04/2026
Degrado degli edifici: infiltrazioni d’acqua, cause, danni e soluzioni per la sicurezza strutturale 03/04/2026
L’intervento edilizio di recupero di Villa Morelli, a Monopoli, condotto dall’architetto Francesco Longano, ha cambiato radicalmente l’originale destinazione d’uso dell’edificio trasformandolo nella sede per gli uffici privati dell’Immobiliare Longano. La struttura è stata completamente spogliata per arrivare al tufo delle murature originarie trattate poi con materiali specifici dell’azienda Fassa Bortolo. a cura di Silvia Giacometti Villa Morelli è da considerarsi una delle ville storiche più belle presenti sul nostro territorio italiano, e precisamente in Via Arezzana, a Monopoli (Puglia). Dato però lo stato di abbandono e di degrado in cui versava da tempo l’intero edificio, si è deciso di intervenire con un progetto di recupero storico trasformando non solo la parte strutturale, ma anche la destinazione d’uso. Costruita sul finire dell’800, era originariamente composta da un piano rialzato destinato ad uso residenziale e da un piano sottostante che invece veniva sfruttato per le attività legate all’agricoltura. Il progetto di restauro e ristrutturazione, condotto dall’architetto Francesco Longano di Monopoli, ha permesso di dare nuova vita a questo edificio di pregio, intervenendo nel complesso della struttura, dagli intonaci ai pavimenti, dai serramenti all’illuminotecnica, dalla domotica fino alla completa sistemazione dell’area esterna in cui sono state introdotte ampie zone verdi e parcheggi. Ma non solo. L’intervento edilizio di recupero è stato portato avanti nel rispetto dell’impianto architettonico originario che ha previsto anche il recupero delle finiture dell’epoca, cambiando la destinazione d’uso e quindi trasformando la villa nella sede per gli uffici privati dell’Immobiliare Longano. Il progetto ha portato alla realizzazione di due ambienti di lavoro separati, uno al piano terra e uno al primo piano. La struttura originaria è stata spogliata completamente per arrivare al tufo, materiale costruttivo utilizzato all’epoca. Proprio le murature in tufo preesistenti presentavano problemi di umidità di risalita, per i quali si è reso necessario adottare accorti cicli applicativi con prodotti risolutivi. Grazie alla attenzione data alla cura dei particolari e delle finiture messe in opera dopo un’attenta scelta dei materiali di impiego, il risultato finale è un elegante connubio tra antico e moderno che ridanno vita all’antica villa, con il contributo anche degli arredi, che uniscono in modo sapiente gusto classico e raffinato di un tempo con arredi più attuali e contemporanei. Il progetto ha reso oggi la villa corredata da tutti i più moderni impianti tecnologici che vanno dalla climatizzazione con sistema a irraggiamento messo in opera sulle originarie volte a padiglione, con ricambio automatico dell’aria e deumidificazione controllata, a un sofisticato impianto elettrico gestito completamente da un sistema di domotica. L’intervento di Fassa Bortolo La prima azione intrapresa è stata quella di lavare il tufo con acqua a pressione e in seguito lasciarlo asciugare all’aria. I sali cristallizzati sono stati successivamente rimossi. Si è poi passati all’accurata rimozione meccanica delle parti sfarinanti in modo da garantire la perfetta aderenza dei prodotti da applicare in seguito. Sia per gli esterni che per gli interni sono stati utilizzati i prodotti Fassa Bortolo appartenenti alla Linea Ex Novo Bio-Restauro Storico: una gamma completa di prodotti a base di calce idraulica naturale NHL, pensata per interventi di restauro e di recupero di pareti intaccate e compromesse dall’umidità, e particolarmente idonei per un edificio di carattere storico in quanto compatibili con i materiali e le tecniche costruttive del patrimonio edilizio esistente. Esternamente il recupero è iniziato con l’utilizzo di Rinzaffo 720, bio-rinzaffo a base di calce idraulica naturale NHL 3,5 per il risanamento di murature umide, applicato in un unico strato a spessori di almeno 5 mm. Il Rinzaffo 720 coadiuva l’azione antisale dell’Intonaco Macroporoso 717, bio-intonaco di fondo anch’esso a base di calce idraulica naturale NHL 3,5, applicato successivamente con uno spessore di almeno 30 mm, fino alla quota di 2 m di altezza. Oltre questa altezza è stato utilizzato Intonaco 700, bio-intonaco di fondo sempre a base di calce idraulica NHL 3,5. A completa maturazione dell’intonaco, per la finitura è stato usato Finitura 750, bio-intonaco a base di calce idraulica naturale NHL 3,5 ad effetto marmorino e a elevata traspirabilità. Quest’ultimo è stato applicato in due strati, tra i quali è stata interposta Fassanet 160, rete di armatura da 160 g/m2 in fibra di vetro alcali-resistente. Infine, il ciclo è stato concluso con l’applicazione di PS 403, pittura altamente traspirante dall’aspetto minerale, previa applicazione del fondo silossanico fissativo FS 412, che conferisce alle superfici esterne un’elevata traspirabilità e una buona idrorepellenza. Anche per le pareti interne sono stati utilizzati prodotti appartenenti alla Linea Ex Novo Bio-Restauro Storico. La prima applicazione è stata quella di uno strato di Rinzaffo 720 con spessore di almeno 5 mm, a cui è seguita l’applicazione dell’Intonaco 700, bio-intonaco di fondo a base di calce idraulica naturale NHL 3,5. Come avvenuto per gli esterni, per la finitura è stata applicata Finitura 750, bio-intonaco con valori di traspirabilità molto elevati. Il prodotto è stato applicato in due mani, fresco su fresco, interponendo tra il primo e il secondo strato la rete di armatura in fibra di vetro alcali-resistente Fassanet 160, con lo scopo di ridurre le possibili cavillature. A completamento del ciclo è stata utilizzata l’idropittura LV 207 Velvet, superlavabile e vellutata, previa applicazione del fondo fissativo per sistemi acrilici FA 249. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
07/04/2026 Dissesto idrogeologico in Italia, il caso del ponte sul Trigno e i numeri di ISPRA Il caso del ponte sul Trigno riaccende il tema del dissesto idrogeologico in Italia e della ...
03/04/2026 Città metropolitana Spugna, il modello milanese che punta su suolo permeabile e soluzioni nature-based A cura di: Stefania Manfrin Città metropolitana Spugna accelera l’adattamento climatico: 70 cantieri conclusi, 88 interventi e NBS in 32 Comuni.
20/03/2026 Global Shading Day 2026: schermature solari strategiche anche per la direttiva Case Green A cura di: Stefania Manfrin Il 21 marzo ricorre il Global Shading Day, la giornata mondiale dell’ombra dedicata alle schermature solari ...
18/03/2026 Rapporto annuale sul mercato immobiliare: cresce l'impatto dell'efficienza energetica sul prezzo di vendita A cura di: Stefania Manfrin Rapporto annuale ENEA, FIAIP I-Com e sul mercato immobiliare: compravendite, affitti, case green, efficienza energetica e ...
12/03/2026 Infrazione UE su EPBD 4: l'Italia non presenta il Piano Nazionale di Ristrutturazione Edilizia EPBD 4: l'Italia non ha presentato il Piano di Ristrutturazione Edilizia, scatta l'infrazione UE per il ...
10/03/2026 Case green e valore immobiliare: il "green gap" nei condomìni A cura di: Stefania Manfrin EPBD e green gap: case efficienti valgono di più. In Italia la partita si gioca soprattutto ...
11/02/2026 Emergenza casa in Italia: quando il costo dell’abitare mette in difficoltà famiglie e territori A cura di: Stefania Manfrin Affitti in aumento, famiglie in difficoltà e territori meno attrattivi: l’analisi Nomisma sull’abitare e l'emergenza casa ...
09/02/2026 Alluvioni e mercato immobiliare: cosa emerge dall’analisi dei prezzi delle case in Lombardia A cura di: Stefania Manfrin Uno studio del Politecnico di Milano analizza oltre un milione di annunci e misura l’impatto delle ...
05/02/2026 Rete Irene: Direttiva Case Green (EPBD), scadenze, obiettivi e cosa cambia davvero per famiglie e filiera A cura di: Stefania Manfrin Scadenze 2026, stop incentivi alle caldaie fossili dal 2025, piani nazionali e “false credenze”: guida chiara ...
19/01/2026 Data Center: le iniziative di regione Lombardia A cura di: Pietro Mezzi A fine 2024 in Lombardia erano attivi 67 data center sui 168 funzionanti in Italia, quasi ...