START-Ivry, un nuovo concetto di housing sociale dove il progetto è dettato dal sistema di vita 24/12/2025
I materiali compositi: innovazione strutturale e libertà progettuale nell’architettura contemporanea 12/01/2026
Nel corso dell’Audizione dell’Ance, lo scorso 4 maggio, presso le Commissioni riunite Ambiente e Industria del Senato sul Decreto Siccità, l’Associazione dei Costruttori, a partire dagli ultimi dati Istat, ha evidenziato che prima di tutto è necessario mettere mano alla rete idrica considerando che le perdite degli impianti di distribuzione arrivano al 42,2%, il che significa che quotidianamente si disperdono nella rete 157 litri di acqua per abitante. Si tratta di un dato molto allarmante, secondo le stime fatte partendo dal consumo medio pro capite, nel 2020 il volume di acqua disperso avrebbe potuto soddisfare il “fabbisogno idrico di più di 43 milioni di persone per un anno”. La situazione più grave è nel sud Italia, con le perdite maggiori della rete idrica in in Basilicata (62,1%), Abruzzo (59,8%) e Sicilia (52,5%). Va meglio al Nord dove i valori sono più bassi della media nazionale, con l’unica eccezione del Veneto (43,2%) e del Friuli-Venezia Giulia (42%). Male anche i dati relativi all’adeguamento dei sistemi di fognatura e depurazione per i quali l’Italia ha ricevuto procedure di infrazione europee, anche il questo caso per la maggior parte nel mezzogiorno. Nel 2021 a causa della siccità in diversi Comuni e città metropolitane sono state introdotte misure di razionamento dell’acqua . Servono investimenti nelle infrastrutture e nelle reti idriche L’Ance sottolinea l’inadeguatezza degli investimenti nelle reti infrastrutturali da parte dei gestori industriali che nel 2021, secondo quanto emerge dal Blue Book 2023, sono stati di 56 euro per abitante, decisamente inferiori rispetto alla media europea degli ultimi 5 anni, pari a 82 euro per abitante. Investimenti decisamente più bassi quando gestiti dai Comuni localizzati per lo più nel Mezzogiorno, che si attestano su circa 8 euro per abitante. Sono allarmanti anche i dati Eurostat che riguardano gli investimenti fissi lordi in costruzioni nel settore idrico, relativi a infrastrutture per la fornitura di acqua, trattamento delle acque reflue, gestione di tutti rifiuti solidi e non (raccolta, trattamento e smaltimento). Dopo un periodo di crisi, superato dalla crescita degli investimenti nel periodo 2015-2017, grazie anche all’intervento della Struttura di Missione #ItaliaSicura – istituita nel 2014 con l’obiettivo di fare un’analisi delle infrastrutture presenti nel nostro Paese, programmando gli interventi – dal 2018 c’è stato un nuovo rallentamento degli investimenti, cui si sono aggiunte le criticità legate agli impatti del cambiamento climatico sulla disponibilità e sulla distribuzione dell’acqua. Aumentano le zone a rischio siccità estrema A causa del cambiamento climatico, della diminuzione delle precipitazione e dell’aumento del caldo, negli ultimi 70 anni sono aumentate in Italia le zone colpite da siccità estrema, a rischio desertificazione. Si torna dunque all’obbligo per il nostro paese di fare investimenti sostanziosi nelle manutenzione delle infrastrutture idriche, nella realizzazione di sistemi di monitoraggio e nello sviluppo delle reti e degli impianti. Si parla di un fabbisogno di circa 13,3 miliardi a cui corrispondono risorse programmate di 5,1 miliardi, il gap attualmente è quindi pari a circa 8,2 miliardi di euro, ma si tratta di una cifra destinata ad aumentare, considerando per esempio i rincari delle materie prime e la riforma prevista nel PNRR volta a semplificare la normativa e a potenziare le infrastrutture idriche attraverso un un Piano nazionale di interventi infrastrutturali e per la sicurezza nel settore idrico. Ricordiamo che il PNRR ha previsto risorse pari a 4,4 miliardi di euro, suddivisi in 4 linee di intervento: nuove infrastrutture idriche; riparazione, digitalizzazione e monitoraggio integrato delle reti idriche; potenziamento e ammodernamento del sistema irriguo nel settore agricolo; depurazione delle acque reflue da riutilizzarsi in agricoltura e manifattura. A tali risorse vanno aggiunti i 482 milioni da spendere entro il 2023, legati alla programmazione “REACT-EU”. L’Ing. Petrucco dell’ANCE ha evidenziato l’apprezzamento dell’associazione su alcune parti del Decreto Siccità, tra cui la nascita di una Cabina di regia per la crisi idrica che individui gli interventi da attuare con priorità nelle infrastrutture idriche. Una critica è invece legata all’applicazione di ampie deroghe, nonostante sia comprensibile l’obiettivo di velocizzare gli interventi, ma il rischio è “di inficiare il principio di concorrenza e la garanzia di una corretta esecuzione”. Secondo l’Ance si dovrebbe seguire il modello dell’Appalto classico e “la fase di affidamento e di realizzazione delle opere dovrebbe avvenire nel pieno rispetto delle procedure previste dal Codice dei contratti e dalla legislazione ad esso connessa”. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
04/02/2026 Impermeabilizzazione lastrico ad uso esclusivo, come si suddividono i costi A cura di: Pierpaolo Molinengo Sono diverse le casistiche che si vengono a configurare quando si deve gestire la ripartizione delle ...
29/01/2026 Edificio andato in rovina: degli eventuali danni rispondono il nudo proprietario e l’usufruttuario A cura di: Pierpaolo Molinengo Il nudo proprietario non è esentato dal pagamento dei danni per un immobile in rovina solo ...
21/01/2026 Bonus barriere architettoniche, la detrazione si può trasferire agli eredi? A cura di: Adele di Carlo Le regole dell’Agenzia delle Entrate sul trasferimento del Bonus barriere architettoniche agli eredi. Cosa succede in ...
20/01/2026 Vizi costruttivi ed errori progettuali, l’acquirente ha sempre diritto al risarcimento A cura di: Pierpaolo Molinengo Con una recente ordinanza la Corte di Cassazione ha introdotto dei confini precisi tra i vizi ...
16/01/2026 Aree idonee e agrivoltaico: cosa cambia dopo la conversione in legge del DL 175/2025 A cura di: Adele di Carlo La legge di conversione DL 175/2025 modifica la disciplina sulle aree idonee per le rinnovabili, con ...
15/01/2026 UNI 11998:2025: nuova norma tecnica per i sistemi vetrati amovibili - VEPA La UNI 11998:2025 definisce requisiti e prestazioni dei sistemi vetrati amovibili (VEPA) tra tecnica, sicurezza e ...
14/01/2026 Con la riforma del condominio arriva la laurea obbligatoria ed il revisore contabile A cura di: Pierpaolo Molinengo Dopo 13 anni viene presentata una riforma del condominio che mira a migliorare la gestione contabile, ...
08/01/2026 Soppalco interno, quando è necessario chiedere il permesso di costruire A cura di: Pierpaolo Molinengo Una recente sentenza della Cassazione ha decretato che per realizzare un soppalco interno non è sufficiente ...
07/01/2026 Non solo successione, come lasciare casa ai figli: strategie, tasse da pagare e strumenti da conoscere A cura di: Adele di Carlo Come pianificare al meglio il passaggio generazionale degli immobili: le strategie più convenienti per evitare contenziosi ...
23/12/2025 Immobile acquistato all’asta, chi paga le spese condominiali arretrate A cura di: Pierpaolo Molinengo Chi acquista un immobile all’asta deve coprire eventuali debiti con il condominio per l’anno in cui ...