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Indice degli argomenti Toggle Un progetto per ridare vita agli scartiSviluppare una filiera locale grazie al Digital Materials Passport platformL’interesse verso i materiali edili circolari e bio-basedLe opportunità del passaporto digitaleFAQ Materiali edili circolariCos’è l’edilizia circolare?Cosa si intende per Digital Product Passport?La prossima direttiva EPBD cosa richiede in tema di edilizia circolare? L’edilizia è un comparto altamente impattante, uno dei maggiori consumatori di energia e materie prime al mondo. Nell’UE, è responsabile di quasi il 40% delle emissioni e di quasi un terzo di tutti i rifiuti. Scegliere n approccio sostenibile, a partire dall’adozione progressiva di materiali edili circolari può fornire notevoli vantaggi, ambientali ed economici. Da dove partire? Dallo sfruttare un potenziale ancora inesplorato nel settore delle costruzioni: gli scarti agricoli, da trasformare in risorse ad alto valore aggiunto, offrendo loro una “seconda vita” per realizzare materiali bio-based. Inoltre, questo processo può contribuire a creare una filiera territoriale in grado di operare in modo snello e trasparente grazie alla digitalizzazione. Nasce da questi presupposti un progetto italiano, al cui cuore c’è un elemento chiave nel processo di conoscenza e di trasparenza su prodotti e processi: il passaporto digitale. Un progetto per ridare vita agli scarti AGROBUILDER è un progetto finanziato nell’ambito della Open Call RURBANIVE. Lo coordina CETMA – Centro di ricerca e trasferimento tecnologico, che si occuperà di sviluppare nuovi materiali e componenti bio-based per l’edilizia. Attore essenziale del progetto, oltre al Cluster Agrifood della Regione Emilia-Romagna, è la società benefit Levery, che si occupa della parte digitale, che costituisce il cuore e il valore aggiunto del progetto. Si parte dalla riconsiderazione dello scarto agricolo per trasformarlo in materia prima seconda per realizzare materiali edili circolari. È un’alternativa che riduce l’impatto ambientale, ma ha anche una valenza economica importante per chi gli scarti li produce e deve pagare per il conferimento in discarica. È anche un’opportunità che si basa su una attenta mappatura del territorio, identificando tipologie e quantità di scarti agricoli di origine vegetale realmente disponibili. «L’obiettivo del progetto è di identificare fornitori di materia prima seconda, da scarti agricoli o dall’agri-food nella Regione Emilia-Romagna per realizzare prodotti da costruzione», spiega Alessandro Pracucci, fondatore e direttore di Levery, nonché professore dell’Università di Bologna, specializzato in architettura sostenibile e innovazione edilizia. Sviluppare una filiera locale grazie al Digital Materials Passport platform Si punta così a sviluppare una filiera locale. A supporto è previsto lo sviluppo di un Digital Materials Passport platform, uno strumento che garantirà tracciabilità, collaborazione e continuità tra fornitori di agro-waste e produttori di materiali da costruzione. Sarà un’infrastruttura digitale che permetterà di trasformare flussi dispersi in un “ecosistema strutturato”, fanno sapere gli attori del progetto. Da tempo l’Unione Europa punta all’adozione di pratiche di economia circolare. In quest’ottica viene considerato un elemento centrale il tema della trasparenza della filiera delle informazioni fornite da tutti gli attori in ogni fase del processo. Per riuscire a conciliare tutti gli elementi in gioco viene in aiuto la digitalizzazione, attraverso il Digital Product Passport. Promosso dall’Unione Europea nell’ambito dell’Ecodesign for Sustainable Products Regulation (ESPR) e dalla revisione del Construction Product Regulation (CPR), il passaporto digitale dei prodotti è un elemento chiave per promuovere e guidare un’economia circolare e sostenibile. «Questa carta d’identità digitale permetterà, una volta che un edificio arriva al termine del suo ciclo, di poter essere demolito e i suoi materiali riutilizzati, con la piena conoscenza della loro origine per l’avvio a pratiche circolari dal riuso o al riciclo», spiega Pracucci. L’interesse verso i materiali edili circolari e bio-based L’interesse del settore delle costruzioni verso materiali edili circolari e sostenibili già oggi è forte e aumenterà, anche per l’adempimento di normative sempre più attente alla trasparenza. È bene ricordare che dal 2 febbraio 2026 i nuovi Criteri Ambientali Minimi (Cam) in edilizia diventeranno obbligatori nei contratti pubblici di progettazione e lavori, sostituendo definitivamente quelli del 2022. Il provvedimento da poco pubblicato in Gazzetta Ufficiale, introduce un quadro più dettagliato, aggiornato al Codice dei contratti 2023, con novità che riguardano progettazione, prodotti da costruzione, gestione dei rifiuti, criteri ESG. La stessa EPBD richiede una certa attenzione ai principi di economia circolare. «Il Digital Product Passport dovrebbe essere uno degli strumenti a supporto della verifica dei requisiti minimi. Quindi, una volta implementato, dovrebbe dimostrare la soddisfazione dei CAM e dei requisiti richiesti del progetto, che siano obbligatori per la gara d’appalto oppure richiesti dalla specifica del progetto», rileva il fondatore e direttore di Levery. Le opportunità del passaporto digitale Uno strumento come il Digital Product Passport offre diversi benefici. In esso è possibile inserire tutti i dati utili – in maniera semplice – contando anche sull’impiego dell’intelligenza artificiale. «Ciò permette ai fornitori di materie prime di contare su uno strumento di semplice fruizione, ma anche gli utilizzatori (ingegneri, architetti, progettisti ecc.) potranno reperire informazioni dettagliate, in modo rapido ed efficace, e contare su una libreria da cui attingere per la scelta di materiali edili circolari». La leva ulteriore è rappresentata dalla possibilità di creare una filiera locale certificata, contando sulla possibilità di dare risposte mirate a chi le ricerca. «Così concepito, il passaporto digitale non verrà più considerato l’ennesimo adempimento di natura normativa, ma crea opportunità se implementato in una visione sistemica in cui mettere insieme tanti attori verso un beneficio comune, contando di inserire non solo materiali e fornitori, ma di quantificare anche gli impatti ambientali e sociali e di essere conformi ai requisiti nazionali ed europei, aggiungendo un ulteriore fattore di competitività», conclude Pracucci. Lo stesso docente e fondatore di Levery sarà tra i relatori del convegno “Klimahouse [R]evolution il ruolo dell’AI per un’edilizia sostenibile ed efficiente“, che si terrà a Klimahouse 2026 (Venerdì 30 gennaio 2026 15:00-17:30, Klimahouse Stage Corsa C18). FAQ Materiali edili circolari Cos’è l’edilizia circolare? L’edilizia circolare implica la creazione, l’utilizzo e la riqualificazione di edifici, elementi costruttivi, prodotti, materiali, spazi e infrastrutture, riducendo al minimo l’esaurimento delle risorse naturali, l’inquinamento ambientale e gli impatti negativi sugli ecosistemi. Nello specifico, per quanto riguarda gli edifici, una struttura circolare massimizza l’utilizzo delle risorse e riduce al minimo gli sprechi durante l’intero ciclo di vita. Cosa si intende per Digital Product Passport? Il DPP è uno strumento digitale che mira a raccogliere, aggiornare e rendere accessibili informazioni sul ciclo di vita di un prodotto. Il DPP contiene dati sulla sua origine, i materiali utilizzati, i processi di produzione, la sua durabilità, riparabilità, riciclabilità e l’impatto ambientale. Queste informazioni, rese accessibili tramite un identificatore unico presente fisicamente sul prodotto o sulla sua confezione, permetteranno a consumatori, aziende e autorità di accedere ai dati online di essere informati e guidati in azioni circolari. La prossima direttiva EPBD cosa richiede in tema di edilizia circolare? La Direttiva Case Green, oltre alla riduzione al minimo delle emissioni di gas a effetto serra degli edifici lungo l’intera vita utile, richiede un uso efficiente delle risorse e la circolarità. Consiglia questo approfondimento ai tuoi amici Commenta questo approfondimento