I concorsi come specchio dell’architettura che sarà: soluzioni creative per le sfide globali 05/01/2026
START-Ivry, un nuovo concetto di housing sociale dove il progetto è dettato dal sistema di vita 24/12/2025
START-Ivry, un nuovo concetto di housing sociale dove il progetto è dettato dal sistema di vita 24/12/2025
Tecnologia e innovazione in edilizia: occorre aprirsi alla digitalizzazione e all’inclusione 21/07/2025
I materiali compositi: innovazione strutturale e libertà progettuale nell’architettura contemporanea 12/01/2026
Architetture verticali: le nuove tecniche per costruire grattacieli sostenibili e all’avanguardia 16/12/2025
Indice degli argomenti Toggle Sostenibilità in VenetoIn Lombardia con Fassa BortoloIn Sicilia, Regione strategica per il riciclo dell’acciaioIl settore cartario in Toscana La rivoluzione verde in Italia è un percorso ormai avviato. A tracciare i confini della geografia green del Paese è Legambiente: l’associazione presieduta da Stefano Ciafani ha avviato da tempo un progetto per mappare i “Cantieri della transizione ecologica”. Un percorso fatto di eccellenze e opportunità di sviluppo che compone una mappa fatta di storie che toccano 10 aree tematiche tra cui troviamo: rivoluzione energetica, agroecologia, rigenerazione urbana, riconversione industriale, adattamento alla crisi climatica, economia circolare, lotta alle illegalità, aree protette e biodiversità, giovani e università. Tanti aspetti diversi che raccontano di un’Italia che sta crescendo la consapevolezza nel campo della sostenibilità. “La transizione ecologica è in atto ed è già diffusa nel nostro Paese. Sta crescendo sui territori con progetti, innovazioni, imprese, comunità e amministrazioni che hanno avviato un percorso virtuoso per contrastare la crisi climatica e costruire un futuro migliore. È un’Italia in cantiere quella che raccontiamo nel nostro viaggio: un censimento in continuo aggiornamento per raccontare come, nonostante tutto, l’Italia possa essere un faro per l’Europa” dichiara Legambiente. In questo articolo abbiamo scelto di raccontare l’aspetto legato ai progressi industriali nel campo della sostenibilità, portando alla luce storie di eccellenza connesse alle diverse regioni italiane. Attraverso esempi concreti come quelli del Veneto, Lombardia, Sicilia e Toscana, Legambiente ci racconta di un’Italia industriale che è all’attivo per ripensare i propri processi produttivi. Sostenibilità in Veneto Il percorso di Legambiente alla scoperta delle realtà più virtuose della penisola tocca anche il Veneto. In particolare riportiamo la storia di Bottari S.r.l di Verona concessionario CONOU (Consorzio Nazionale degli Oli Minerali Usati). L’azienda Bottari inserita tra i “Cantieri della transizione ecologica” L’azienda ha registrato un risultato d’eccellenza: nel corso del 2024, grazie alle attività di trattamento, 34.000 tonnellate di emulsioni sono state lavorate generando 9.000 tonnellate di materiale recuperato, mentre la raccolta degli oli usati ha raggiunto le 7.000 tonnellate. Bottari S.r.l. contribuisce ogni anno con circa 12.000 tonnellate di olio rigenerabile alla filiera CONOU, contribuendo al primato italiano nella raccolta e rigenerazione degli oli usati. L’azienda veronese si distingue per l’uso di tecnologie avanzate a basso impatto ambientale, per una gestione logistica efficiente e per una flotta alimentata a biocarburante HVO, che riduce le emissioni. Dotata di un impianto compatto ma altamente performante e di un laboratorio interno di controllo, Bottari guarda ora al futuro puntando anche al recupero delle acque reflue. Riccardo Piunti, Presidente del CONOU, commenta il lavoro dell’impresa veronese: “Il CONOU è noto come eccellenza in Europa perché raccoglie il 100% dell’olio usato e lo rigenera al 98%. Il lavoro svolto dalla Bottari è parte di rilievo in questi risultati: recuperare l’ultima goccia significa saper trattare le miscele acqua olio che provengono dalle fabbriche e gestire adeguatamente gli oli recuperati, di qualità inferiore, per portare anche loro a rigenerazione. Questo è quello che la nostra filiera ha imparato a fare e che ci consente di dire che raccogliamo tutto, a differenza da quanto accade nel resto d’Europa”. In Lombardia con Fassa Bortolo La 35° tappa dei cantieri della transizione energetica di Legambiente ha toccato la Lombardia. Qui, tra le colline lecchesi in zona Sala al Barro, si trova l’impianto di nuova generazione di Fassa Bortolo. Su 14.000 metri quadrati, lo stabilimento utilizza tecnologie all’avanguardia che garantiscono una resa produttiva superiore del 20% rispetto agli impianti tradizionali, riducendo al tempo stesso consumi ed emissioni. L’impianto di Sala al Barro tra i cantieri della transizione ecologica Le emissioni sono fino a cinque volte inferiori ai limiti di legge, il rumore è impercettibile all’esterno e fino al 35% dei materiali impiegati è riciclato. Anche gli scarti vengono recuperati e reinseriti nel ciclo produttivo o riutilizzati localmente. Fassa Bortolo ha prestato particolare attenzione al territorio che la ospita. La torre di miscelazione richiama i colori del Monte Barro, mentre le aree verdi e soluzioni architettoniche messe in campo dall’azienda testimoniano una progettazione coerente e integrata con l’ambiente circostante. In Sicilia, Regione strategica per il riciclo dell’acciaio L’Italia è un Paese virtuoso per quanto riguarda il riciclo degli imballaggi in acciaio: secondo i dati Legambiente si registra un tasso che supera l’80%, praticamente oltre gli obiettivi indicati dall’UE per il 2030. Un risultato che è stato possibile raggiungere grazie all’operato di RICREA, il Consorzio nazionale per il riciclo degli imballaggi in acciaio del sistema CONAI. Grazie ad un lavoro attento, nel 2022 sono state raccolte oltre 490 mila tonnellate di imballaggi, di cui più di 418 mila riciclate, con importanti benefici ambientali in termini di risparmio energetico, riduzione dell’uso di materie prime vergini e minori emissioni di CO₂. RICREA, Acciaierie di Sicilia, Catania (CT) La Sicilia è una Regione strategica per il riciclo degli imballaggi: per questo motivo RICREA punta molto sull’isola per incrementare i volumi di raccolta dell’acciaio. Ad oggi il servizio è svolto in convenzione in 221 Comuni, pari al 57% del totale regionale. Nonostante la copertura sia importante, i quantitativi raccolti si attestano a 8.207 tonnellate complessive, con una media pro capite di 1,7 kg all’anno, nettamente inferiore alla media nazionale di 4,4 kg. Per questo motivo la Sicilia può sicuramente migliorare e creare una filiera ancor più virtuosa, raggiungendo dei volumi di raccolta importanti. Il settore cartario in Toscana L’industria della carta è tra le realtà più idrovore ed energivore che esistano. In ottica di traghettare il Paese verso la transizione ecologica, è essenziale convogliare le energie verso la decarbonizzazione della produzione di carta. Il percorso di Legambiente si imbatte in una realtà d’eccellenza come Essity – azienda leader nel campo dell’igiene e della salute – che ha avviato nei suoi tre stabilimenti toscani di Altopascio, Porcari e Collodi un modello produttivo sostenibile. Essity segnalato tra i “Cantieri della transizione ecologica” di Legambiente Nello stabilimento di Altopascio è attivo dal 2022 ReEnergy, un impianto di cogenerazione ad alta efficienza alimentato a gas naturale e predisposto per l’uso futuro dell’idrogeno. Il sistema produce insieme energia elettrica e termica, riducendo del 60% le emissioni di NOx. Il progetto è affiancato da un impianto fotovoltaico che contribuisce alla riduzione delle emissioni di CO2. Essity è attenta anche alla gestione delle risorse idriche: il recupero delle acque piovane copre fino al 25% del fabbisogno dello stabilimento di Altopascio, mentre gli impianti di Collodi e Porcari hanno ridotto i consumi di acqua dolce. Obiettivo dell’impresa è di ridurre l’uso di acqua dolce del 25% entro il 2032. Consiglia questo approfondimento ai tuoi amici Commenta questo approfondimento