Indice degli argomenti Toggle Cappotto termico e rivestimento con intonacoIl fenomeno del distacco dell’intonacoLe cause principali dei distacchiManutenzione e diagnosi precoce: come capire se il cappotto termico è a rischioFAQ Cappotto termico e distacco dell’intonacoQuanto dura mediamente un cappotto termico?Le crepe sulla facciata sono sempre pericolose?Il cappotto richiede manutenzione?Si può riparare solo una parte danneggiata?Il colore dell’intonaco incide sulla sua conservazione? Il cappotto termico, oggi, è la soluzione più diffusa per l’isolamento termico degli edifici e, in un certo senso, è uno degli interventi simbolo della riqualificazione energetica. È incentivato anche dai bonus fiscali e prevede il rivestimento uniforme e continuo dell’involucro edilizio con del materiale coibentante, riducendo di conseguenza le dispersioni termiche attraverso le pareti e la copertura. Il risultato, quando il lavoro è eseguito correttamente, è evidente: bollette più basse, comfort interno elevato e facciate rinnovate. Conservare nel tempo questi benefici, però, richiede anche di mantenere in buone condizioni materiali e tecnologie utilizzate. Nel corso del tempo possono presentarsi criticità che ne compromettono l’efficacia, da non sottovalutare. Crepe diffuse, rigonfiamenti, porzioni di intonaco che si staccano o addirittura cadono sono fenomeni a cui prestare molta attenzione. Non si tratta soltanto di un difetto estetico, in quanto in molti casi il distacco dell’intonaco indica errori di progettazione, una posa inadeguata o la presenza di altre criticità nascoste. Cappotto termico e rivestimento con intonaco Il cappotto termico, da molti banalmente considerato come un semplice pannello isolante incollato alle pareti, in realtà è un sistema stratificato e integrato, dove ogni componente lavora insieme agli altri. L’installazione prevede la preparazione del supporto murario, che può essere calcestruzzo, laterizio o anche l’intonaco esistente se uniforme e in buone condizioni, e la successiva posa dei pannelli isolanti, mediante collanti o rasanti di adesione dedicati. Al di sopra di questo strato, fissato con dei tasselli meccanici, si esegue una rasatura con rete, generalmente in fibra di vetro. Successivamente, è possibile posare il rivestimento finale, che nella maggior parte dei casi è un nuovo intonaco. Non si tratta esclusivamente di una scelta estetica, in quanto è quest’ultimo rivestimento a proteggere gli elementi sottostanti dall’acqua meteorica, dai raggi UV e dagli sbalzi di temperatura. Quando questo strato perde adesione, infatti, il problema non riguarda solo l’estetica: significa che il sistema ha perso la propria barriera protettiva. Il fenomeno del distacco dell’intonaco Il distacco dell’intonaco non compare quasi mai improvvisamente, ma si tratta di un processo progressivo con segnali precisi. Il fenomeno è visibile ad occhio nudo e non servono particolari competenze o conoscenze per intercettare il problema, che inizialmente si presenta sottoforma di microfessurazioni, quindi con piccole crepe in differenti direzioni. Questa è la prima fase, ma è sufficiente per comprendere che vi sono delle tensioni interne. Successivamente, l’intonaco perde di adesione e, se battuto leggermente, può suonare “a vuoto”. Si possono creare anche dei rigonfiamenti, peggiorati dall’eventuale presenza di acqua. Con il tempo, avvengono dei veri e propri distacchi di parti più o meno grandi del rivestimento, che si separa dal supporto. Intercettare quanto prima i problemi relativi alla facciata è importantissimo, in modo da prevenire criticità maggiori. Le cause principali dei distacchi I distacchi dell’intonaco nei sistemi a cappotto non dipendono quasi mai da una sola causa ma da una somma di errori, nella maggior parte dei casi dipendenti da una posa scorretta. In generale, i problemi relativi all’intonaco sono spesso riconducibili a problemi del supporto. Nel caso dei sistemi a cappotto, ciò si traduce in criticità a livello del sottostante strato di isolamento. Ad esempio, i pannelli possono essere stati posati senza una la perfetta aderenza richiesta, lasciando dei giunti aperti. La dilatazione dei materiali, anche a causa degli sbalzi termici, può provocare diverse criticità, dovute alla tensione interna che si genera. Prima del distacco, in alcuni casi, è possibile vedere delle linee scure proprio in corrispondenza delle fessure tra i pannelli, causate dalla differenza di temperatura e dalla fuoriuscita del calore. Anche la rete armata di sostegno può essere posata male, o ancora gli errori possono riguardare la tipologia di materiali scelti, tra loro non del tutto compatibili. Tutti questi problemi, però, favoriscono anche la penetrazione di acqua e umidità, che è il vero nemico delle pareti. Penetrando attraverso le fessure, riduce l’adesione, genera pressioni di vapore e degrada il collante fino a rendere inevitabile il distacco. Manutenzione e diagnosi precoce: come capire se il cappotto termico è a rischio Prima che si verifichi un distacco vero e proprio, l’intonaco posato al di sopra di un cappotto termico fornisce quasi sempre segnali chiari, che non devono essere ignorati. Ne sono un esempio le già citate macchie scure, aloni dovuti al passaggio dell’acqua, piccole crepe o lievi rigonfiamenti, che possono indicare una inziale perdita di adesione. In alcuni casi, anche una semplice prova a battitura, colpendo leggermente la superficie, può rivelare zone critiche con il tipico suono “vuoto”, che segnala la presenza di distacco interno. Si possono, a questo punto, mettere in campo soluzioni per indagini più accurate, ricorrendo ad esempio alla termografia. La valutazione tempestiva di ogni possibile criticità permette di intervenire in modo efficace e per tempo, favorendo prima di tutto riparazioni localizzate e meno costose. La prevenzione, ovviamente, dovrebbe nascere già in fase progettuale, con la giusta scelta dei materiali, del sistema di incollaggio e di posa. Infine, anche quando la posa è stata eseguita nel modo corretto, è importante garantire una regolare manutenzione periodica, con una pulizia della facciata e il controllo del suo stato di conservazione. In conclusione, si tratta di un problema da non sottovalutare, perché se i distacchi vengono trascurati e sono diffusi significa che il problema è sistemico e serve un intervento esteso. Si può arrivare al distacco dei pannelli, indice del fallimento del sistema, che richiede la sostituzione completa del cappotto. FAQ Cappotto termico e distacco dell’intonaco Quanto dura mediamente un cappotto termico? Un cappotto termico ben progettato e mantenuto può durare circa 25/35 anni. Ovviamente, la vita utile di questo sistema è strettamente connessa alla corretta progettazione e posa in opera, oltre che alla regolare manutenzione ordinaria delle superfici. Le crepe sulla facciata sono sempre pericolose? Le crepe in facciata non sempre indicano un distacco imminente, ma non vanno mai ignorate. Spesso sono il primo segnale di movimenti o infiltrazioni d’acqua ed è importante richiedere un parere tecnico, per valutare se è opportuna un’indagine più approfondita. Si consiglia sempre un approccio preventivo, per garantire sicurezza e conservazione dei materiali nel tempo. Il cappotto richiede manutenzione? Il cappotto termico non è un sistema “senza manutenzione”, andrebbe controllato periodicamente, così come il rivestimento finale richiede pulizia e una riverniciatura periodica, tendenzialmente ogni circa dieci anni. La manutenzione prolunga notevolmente la vita del rivestimento. Si può riparare solo una parte danneggiata? Se il problema è localizzato in un punto specifico dell’intonaco può essere che si possa procedere rimuovendo e si ripristinando solo la zona interessata. Per una risposta certa, però, è importante effettuare un’analisi in campo e indagare le cause del fenomeno. Il colore dell’intonaco incide sulla sua conservazione? Per quanto non sia l’elemento principale da considerare, è vero che il colore della superficie può incidere su alcuni aspetti. Il colore molto scuro tende ad assorbire più calore rispetto ai toni chiari e questo genera maggiori sbalzi termici, con dilatazione e tensioni. In ogni caso, se si utilizzano materiali adeguati e di qualità non ci sono problemi particolari. Consiglia questo approfondimento ai tuoi amici Commenta questo approfondimento