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I materiali compositi: innovazione strutturale e libertà progettuale nell’architettura contemporanea 12/01/2026
A cura di: Tommaso Tautonico Indice degli argomenti Toggle Progettazione passiva e legno localeBiodiversità ed esperienza utente Al confine tra Bhutan e India, circondato da lussureggianti foreste, montagne e fiumi sorgerà l’Aeroporto internazionale di Gelephu. Progettato dallo studio di architettura Bjarke Ingels Bjarke, BIG, l’aeroporto si estenderà su una superficie di 68.000 metri quadrati e sarà un chiaro omaggio alle principali tradizioni dell’artigianato bhutanese. “L’aeroporto è la prima e ultima cosa che vedi quando visiti un posto” ha dichiarato Bjarke Ingels, fondatore e direttore creativo di Big. “Per l’aeroporto internazionale di Gelephu, abbiamo cercato di incarnare la natura e la cultura del paese” ha concluso Bjarke Ingels. Progettazione passiva e legno locale Con la catena montuosa dell’Himalaya sullo sfondo, l’aeroporto si basa su una struttura a diagrid con legno lamellare di provenienza locale e sostenibile, adornato con tradizionali “camiciature” realizzate da artisti bhutanesi. La facciata, dipinta con tre tipi di draghi che rappresentano il passato, il presente e il futuro del Bhutan, trae ispirazione dal “Kachen”, un pilastro di legno venerato per il suo simbolismo spirituale. Più in generale, il design dell’aeroporto ha una conformazione modulare, con un profilo che richiama la forma di una catena montuosa, a voler ricalcare lo skyline che appare sullo sfondo. Progettato per essere espandibile con l’aumento dei flussi turistici, l’aeroporto utilizza telai in legno strutturalmente indipendenti, che consentono montaggi e smontaggi semplici, adatti future espansioni. Il tetto dell’aeroporto dispone di pannelli fotovoltaici, capaci di contribuire al sostentamento energetico della struttura, in linea con la scelta del Bhutan di diventare una nazione carbon negative. Ogni aspetto dell’aeroporto internazionale è una celebrazione della cultura bhutanese. Un connubio tra cui Shing-ZO (carpenteria), par-zo (intaglio), Lha-Zo (dipinto) e Tshar-ZO (tecniche di tessitura). Progettato per infondere la consapevolezza nell’esperienza spesso stressante del viaggio, l’aeroporto è immerso di luce naturale, con un grande ingresso a tripla altezza, finestre che vanno dal pavimento fino al soffitto e grandi lucernari. I saloni interni ed esterni offrono spazi tranquilli per yoga, bagni di gong e meditazione per tutti i viaggiatori. Biodiversità ed esperienza utente Il layout dell’aeroporto è stato progettato per favorire la migliore esperienza utente possibile. Intuitivo e completo di chiari segnali visivi per i vari percorsi, la circolazione all’interno dell’aeroporto favorisce un flusso ordinato dei viaggiatori. I gates sono situati al livello superiore, accanto alle aree dedicati alla vendita al dettaglio di alimentare e bevande, e offrono ampie vedute sul meraviglioso paesaggio himalayano. I corridoi di biodiversità del Bhutan si allungano fino al cortile interno, visivamente accessibile da qualsiasi parte dell’aeroporto, e capace di offrire ai viaggiatori un collegamento con la natura grazie a tranquilli spazi verdi, passerelle di alberi e fauna indigena. Capace di adattarsi al clima subtropicale del Bhutan meridionale, l’aeroporto incorpora tecniche di progettazione passiva. La sua struttura in legno assorbe l’umidità dall’aria, aiutando a regolare l’umidità interna, mentre i tetti e i cortili ventilati favoriscono il flusso d’aria naturale. All’esterno, la grondaia estesa fornisce ombra e protegge dalle forti piogge. L’aeroporto diventerà anche il primo hub di mobilità in terra del Bhutan, promuovendo l’uso dei trasporti pubblici con tram e autobus che si collegano al centro città e al resto del paese. Nell’aeroporto ci saranno spazi per fare yoga Img by BIG Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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