Edilizia efficiente e sostenibile: c’è bisogno di professionisti

In vista del recepimento della Direttiva Case Green, per puntare a un’edilizia efficiente e sostenibile, si rendono necessari professionisti, figure competenti in grado di rigenerare gli edifici e di renderli a misura di transizione energetica. Per questo c’è bisogno di ingegneri, architetti, geometri e periti industriali, come evidenziato dal convegno di Prospecta Formazione e AGICI

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Edilizia efficiente e sostenibile: c’è bisogno di professionisti

Occorre assicurare le giuste condizioni per un’edilizia efficiente e sostenibile. Non sarà facile: in Italia ammonta a oltre 4 miliardi di metri cubi la superficie del patrimonio edilizio, privato e pubblico, per la gran maggioranza a uso residenziale, il 60% del quale è stato costruito prima della Legge 373/1976, prima normativa italiana fondamentale ad affrontare il tema dell’efficienza energetica in edilizia.

Convegno “Il valore dell’efficienza energetica tra visione industriale e progetto edilizio”, organizzato da AGICI e da Prospecta Formazione – Infoweb.

«La decarbonizzazione al 2050 è un obiettivo estremamente sfidante», ha ricordato Giovanni Murano, architetto e ricercatore ENEA, illustrando l’analisi riguardante la consistenza del parco immobiliare nazionale per definire la traiettoria di riqualificazione del parco edilizio al 2050, durante il recente convegno “Il valore dell’efficienza energetica tra visione industriale e progetto edilizio”, organizzato da AGICI e da Prospecta Formazione – Infoweb.

AAA cercasi figure competenti per un’edilizia efficiente e sostenibile

Servono professionisti per affrontare questa sfida immane. La carenza di figure competenti è un problema serio, specie se si pensa che il 29 maggio l’Italia recepirà l’EPBD, più conosciuta come Direttiva “Case green”.

Un momento dell'intervento di Giovanni Murano al convegno sull'efficienza energetica organizzato da Prospecta Formazione
Un momento dell’intervento di Giovanni Murano

Una prima stima di GBC Italia, Sima e AIB segnala la mancanza di circa 15mila professionisti qualificati per riqualificare il patrimonio edilizio esistente.

Più nel complesso, per la filiera delle costruzioni e infrastrutture si prevede un tasso di fabbisogno annuo compreso tra 2,6% e 3,1%, associato a una domanda tra 226mila  e 271mila lavoratori, rileva uno studio del Sistema informativo Excelsior di Unioncamere.

Servono ingegneri civili, tecnici della gestione dei cantieri edili, operai specializzati.

Lo stesso documento rileva la necessità di persone in possesso di competenze digitali «per le figure a elevata specializzazione e tecniche, in particolare per l’utilizzo di strumenti digitali avanzati per la progettazione e la gestione dei progetti infrastrutturali».

Da problema a opportunità: le nuove figure e il ruolo degli ingegneri

Se si intendono attuare gli obiettivi della Energy Performance Buildings Directive e della Energy Efficiency Directive, servono competenze nell’ambito dell’efficienza energetica e delle fonti rinnovabili, ma anche “la conoscenza delle normative e protocolli ambientali e sulla protezione ambientale”, segnala la stessa Unioncamere.

Trasformare un problema in un’opportunità è fondamentale. Secondo Marco Caffi, direttore GBC Italia, creare le condizioni per un’edilizia efficiente e sostenibile è materia per nuove competenze, specie per gli ingegneri. Saranno necessari: ESG manager, taxonomy expert, esperti LCA, system integrator e data analyst, esperti energetico-ambientali, green project manager. Si tratta di figure specializzate, di professionisti di cui oggi c’è un estremo bisogno.

Solo per quanto riguarda gli edifici certificati LEED, la loro quota è in aumento e l’Italia figura tra i primi 10 Paesi e Regioni per LEED nel 2024, avendo certificando 174 progetti per oltre 2,1 milioni di metri quadrati lordi (Fonte: US Green Building Council).

Gli architetti necessari per l’efficienza e la transizione energetica in edilizia

L’attuazione della direttiva EPBD promuove non solo l’efficientamento, ma anche l’adozione di energie rinnovabili negli edifici, sempre più chiamati a essere parte integrante della transizione energetica.

Come ha messo in evidenza Massimo Plazzer, architetto attivo presso l’APRIE (Agenzia provinciale per le risorse idriche e l’energia della Provincia autonoma di Trento), prendendo spunto dal Piano energetico ambientale provinciale, la necessità di ridurre le emissioni climalteranti si lega a quella di produrre energia da fonti rinnovabili.

Gli scenari del piano dimostrano che la decarbonizzazione del sistema energetico trentino è possibile, ma bisogna agire attraverso due priorità: la riduzione del consumo di energia primaria e l’incremento delle FER. Nel primo caso, la Provincia autonoma di Trento ha fissato come obiettivo un decremento del 18% di energia consumata rispetto al 2016, mentre l’incremento atteso delle FER al 2030 è pari al 13,4% di energia rinnovabile utilizzata rispetto al 2016, arrivando al 48,2%.

Per attuare questi obiettivi, il Piano è strutturato in 12 strategie, la prima delle quali riguarda la riqualificazione energetica degli edifici. «Da un approccio individualistico a uno strutturale, è un gigantesco business che può creare posti di lavoro e occasioni per fare impresa», ha sottolineato Plazzer, segnalando che la drastica riduzione del fabbisogno di calore negli edifici civili rispetto al 2016, ha costi stimati superiori a 1 miliardo di euro. Si aprono opportunità anche a scala di città, nella necessità di mitigare consumi ed emissioni alla esigenza di installare tecnologie energetiche rinnovabili, in particolare il fotovoltaico. Proprio l’installazione di impianti fotovoltaici deve entrare in un nuovo modo di concepire l’espansione delle fonti rinnovabili nel costruito, nell’ottica di un’edilizia efficiente e sostenibile.

«Il Decreto del Ministro dei lavori pubblici 14 giugno 1989, n.236 ha normato il superamento delle barriere architettoniche. Oltre trent’anni dopo il processo è entrato nella normalità di progetto sia per le nuove costruzioni che per gli interventi su edifici esistenti. Il percorso culturale per gli impianti da fonti rinnovabili deve essere lo stesso. Superare il concetto di impianto e di efficienza energetica da mero aspetto tecnologico a parte integrante della progettazione architettonica e della qualità del progetto».

EPBD: tra investimenti necessari e la necessità di geometri…

Gli stessi geometri e periti industriali saranno parte integrante di questo nuovo modo di concepire l’edificio per una conversione dell’edilizia in efficiente e sostenibile. Il lavoro non manca: come ha spiegato Paolo Ghigliotti, consigliere del Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati, solo in termini di prestazioni energetiche, dal 2015 a oggi sono state emesse poco più di 5 milioni e 800mila gli APE emessi, pari al 16% del patrimonio residenziale totale, occupato e non occupato.

Un momento dell'intervento di Paolo Ghigliotti al convegno sull'efficienza energetica organizzato da Prospecta Formazione
Un momento dell’intervento di Paolo Ghigliotti

In Italia, mediante interventi di efficientamento energetico del patrimonio residenziale, beneficiando dei bonus fiscali, è stato ottenuto dal 2020 a oggi un risparmio cumulato nei consumi energetici di circa 32.300 GWH/anno.

«Rapportando tale risparmio al consumo finale di energia del settore residenziale rilevato in Italia nell’anno target (pari a 30.656 ktep), è possibile stimare una riduzione del 9,1% dei consumi grazie a lavori di efficientamento energetico realizzati nel periodo 2020 – 2024. Considerando che la Direttiva Case Green per l’anno 2030 impone una riduzione del 16% dei consumi di energia del settore residenziale, l’Italia deve ridurre di un ulteriore 6,9% i propri consumi di energia al 2030 mediante lavori per elevare l’efficienza energetica sul patrimonio abitativo esistente». Per riuscirci occorre investire. «L’Italia dovrebbe attivare 84,8 miliardi, pari a circa 14,1 miliardi di euro l’anno, poco di più della metà degli investimenti medi annui messi in campo dal Superbonus 110%. Il patrimonio che dovrà essere sottoposto a ristrutturazione, considerando gli obiettivi della Direttiva Case Green e oltre, da oggi al 2035 si dovrebbero ristrutturare circa 5 milioni e 200mila abitazioni, equivalenti al 15% del patrimonio totale», ha rilevato Ghigliotti, richiamando la necessità di professionisti competenti. A tale proposito, ci sarà bisogno della figura del geometra come “esperto indipendente” certificato e formato «che garantisca la certificazione energetica degli edifici secondo standard di qualità e in grado di creare e gestire i passaporti di ristrutturazione e i registri digitali dell’edificio».

… e di periti industriali

Altrettanto fondamentali in questo processo di riqualificazione e di trasformazione verso un’edilizia efficiente e sostenibile, saranno i periti industriali.

Lo ha sottolineato Amos Giardino, vicepresidente vicario del Consiglio Nazionale Periti Industriali. «I periti industriali giocano un ruolo strategico e fondamentale nell’efficentamento energetico e nel portare la transizione energetica in edilizia, agendo come tecnici abilitati per la progettazione, la consulenza e l’asseverazione di interventi mirati alla riduzione dei consumi e all’utilizzo di fonti rinnovabili».

Le loro competenze spaziano dall’elettrotecnica all’automazione e alla termotecnica, all’edilizia, ecco perché sono «figure chiave per la transizione e l’efficienza energetica sia nel settore civile che in quello industriale».


Sullo stesso tema vedi anche l’articolo “Il valore strategico dell’efficienza energetica, leva da scoprire per l’industria

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