Zucchetti Village, l’HQ firmato L22

Da poco ha aperto i battenti a Lodi il nuovo quartier generale della multinazionale del software. Un complesso all’insegna della sostenibilità e della riduzione delle emissioni di CO2 in atmosfera. Un’architettura contemporanea che trasforma un’area parzialmente in disuso in un villaggio urbano che punta all’innovazione. Il progetto è di Lombardini 22

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Zucchetti Village, vista panoramica del complesso
Zucchetti Village, vista panoramica del complesso – @Lombardini22

È in attività ormai da alcune settimane a Lodi il nuovo quartier generale del Gruppo Zucchetti, società di software house tra le più importanti del settore. Con questo progetto, la società ha ripensato i suoi spazi di lavoro e deciso di superare la frammentazione delle sue sedi, realizzando allo stesso tempo un complesso edilizio che offre il segno dell’evoluzione dell’azienda.

Il nuovo HQ è collocato in una zona a destinazione commerciale e direzionale, formato da una torre completamente rinnovata nel 2017, già sede di alcuni uffici del Gruppo (Torre Zucchetti), e uno spazio retail su due livelli (ex centro commerciale My Lodi), una grande piastra introversa e sottoutilizzata, energivora e obsoleta dal punto di vista funzionale e prestazionale, ma con un significativo potenziale strategico in termini di posizione, superficie, accessibilità e possibilità di trasformazione.

Il progetto architettonico è di Lombardini 22, che ha riqualificato un residuo urbano (il complesso commerciale) in una risorsa attiva, integrata con la torre uffici esistente e rinnovata nelle relazioni con il suo intorno urbano: un villaggio contemporaneo orientato all’innovazione che ospiterà circa 1.200 postazioni di lavoro e qualcosa come 1.800 dipendenti in sharing, diventando il cuore di un quartier generale all’avanguardia.

L’ex piastra commerciale

Al centro della strategia vi è la decisione di preservare e rifunzionalizzare la grande piastra dell’ex centro commerciale, la cui struttura in cemento armato è stata in gran parte mantenuta e adeguata sismicamente, riducendo l’impatto ambientale (cioè la produzione di CO2) dovuto alle demolizioni e valorizzandone il potenziale spaziale.

Zucchetti Village a Lodi, Vista Sud-Est nuovo volume
Fronte Ovest del nuovo volume esterno – @Lombardini22

Per ridurre la profondità di piano della piastra e renderla più adatta alle attività lavorative e di servizio previste, il suo volume è stato alleggerito: svuotata la parte centrale, sono state ricavate due corti interne a cielo aperto entrambe alberate, un giardino naturale percorribile e un patio lastricato inteso come estensione dello spazio interno, che garantiscono aria e luce naturale agli uffici che vi si affacciano, e una serra bioclimatica a doppia altezza, con copertura a shed vetrata, che diventa hall d’accoglienza e nodo distributivo del complesso, oltre che nucleo simbolico del progetto.

La serra

La serra non è solo uno spazio d’incontro di qualità, ma un grande atrio filtrante, un dispositivo ambientale che funge da elemento di mitigazione capace di contribuire alla riduzione dei consumi energetici dell’edificio.

Zucchetti Village: lavori di costruzione del nuovo edificio. Fronte ovest
I lavori di costruzione del nuovo edificio. Fronte ovest @LignoAlp

L’ampia piastra commerciale diventa così un organismo che respira, scandito da funzioni che estendono il concetto di spazio di lavoro a una serie di nuovi servizi al complesso, distribuiti sui due livelli: a partire dalla serra-reception, un’area wellness dedicata ai dipendenti, un ristorante, una caffetteria aziendale, un auditorium nella zona semipubblica dell’edificio; e inoltre una client area, una conference room con training center, e ovviamente gli spazi ufficio veri e propri con i relativi supporti.

Cuore sociale del campus Zucchetti, la piastra conserva anche un carattere di servizio alla persona mantenendo alcune funzioni esistenti (banca, farmacia e tra non molto un ristorante), destinate non solo alla popolazione ospitata ma anche al quartiere.

Siamo di fronte a un intervento che agisce sull’idea di permeabilità: dove l’ex centro commerciale era un monolite chiuso e introverso, il progetto di Lombardini22 introduce trasparenze, porosità e connessioni visive e funzionali tra interno ed esterno, in una relazione diretta ma protetta.

Il nuovo edificio in legno

La rimodulazione dei volumi dell’ex centro commerciale ha permesso la realizzazione di un nuovo corpo di fabbrica di sei piani fuori terra (grazie alla traslazione di superficie utile e alle premialità previste dalla normativa per la rigenerazione urbana): è il vero elemento identitario del progetto.

Zucchetti Village: Fronte Ovest del nuovo volume esterno - @Lombardini22
Fronte Ovest del nuovo volume esterno – @Lombardini22

Posto sul lato est della piastra ex commerciale, qui completamente demolita nelle sue ultime tre campate, è una struttura ibrida di legno lamellare (X-Lam, Cross Laminated Timber) e cemento armato (core di distribuzione verticale): 22 pilastri alti 20 metri, con passo strutturale di 8,40 metri, che disegnano con gli impalcati anch’essi in legno una maglia strutturale chiara e leggibile, come una celebrazione della materialità naturale.

Zucchetti Village a Lodi, dettaglio dell’impalcato
Dettaglio dell’impalcato -@LignoAlp

Interamente dedicato a uffici e spazi di supporto, il nuovo edificio ha una geometria compatta, ma non monolitica: vuoti angolari a doppia altezza e ampie superfici vetrate scavano il volume e interrompono la trama del suo involucro, amplificando la luce e regalando terrazze praticabili. All’ultimo piano il volume arretra alleggerendo ulteriormente la struttura con un’ampia terrazza continua perimetrale.

Se la piastra rigenerata adotta un linguaggio trasparente dal ritmo uniforme, il nuovo edificio in legno assume un carattere più marcato: un lavoro di contrasto che non genera discontinuità, ma un’identità composita di manufatti che esprimono funzioni, logiche costruttive, materiali e livelli di intervento diversi, ma integrati in un sistema coerente.

L’involucro di Zucchetti Village

L’involucro gioca un ruolo fondamentale nel progetto del nuovo Zucchetti Village: definisce la sua identità architettonica e, allo stesso tempo, ne regola le prestazioni energetiche, il comfort interno e la qualità della luce. La complessità dell’intervento ha richiesto soluzioni ad hoc nelle sue diverse parti.

Nella piastra, le facciate vetrate ad alte prestazioni, con montanti e traversi in alluminio a taglio termico e vetri selettivi, formano una pelle dal ritmo continuo e leggero che aumenta la trasparenza e migliora il rapporto interno‑esterno.

Nella nuova stecca in legno lamellare è messa in scena la materia costruttiva. La maglia strutturale in legno è lasciata parzialmente a vista, come segno identitario, in una facciata a cellule fatta di moduli vetrati a tutta altezza, integrati da un sistema di schermatura in lamiera stirata che controlla e modula i carichi solari, ottimizzando il comfort termico, ma orientati in modo da lasciare la piena visibilità dell’esterno dalle postazioni di lavoro.

Zucchetti Village: dettaglio della facciata Est del nuovo edificio
Dettaglio della facciata Est del nuovo edificio – @Lombardini22

Questa strategia è anche un elemento cardine del progetto dal punto di vista dell’immagine architettonica, poiché dinamizza la visione dell’edificio e, giocando sulle variabili densità percettive dell’involucro, lo rende mutevole a seconda dei punti di osservazione.

La struttura portante della Stecca

Dal punto di vista strutturale, l’edificio ex novo si sviluppa su sei piani, di cui il primo interamente in cemento armato sia per gli elementi in elevazione sia per le parti orizzontali, mentre i successivi cinque sono costituiti da un core in cemento armato, di forma rettangolare, posizionato in zona centrale attorniato da elevazioni e orizzontamenti interamente in legno, che, al netto del vano scala, si sviluppano su 5.880 metri quadrati di superficie.

Il modulo strutturale base è di 8 metri e 40 per 8,40: sulla base di questo modello è stata creata la nuova maglia strutturale, con sotto moduli della stessa di 164 centimetri. Nei nodi della maglia sono inseriti tutti gli elementi di elevazione, che hanno quindi delle aree di influenza massima di circa 70 metri quadrati.

Per la struttura portante sono stati posati 22 pilastri in legno lamellare alti 20 metri. Due le tipologie impiegate: otto pilastri centrali (quattro per ogni testata dell’edificio) con una sezione di 60 per 60 centimetri, composti incollando tra loro tre travi in legno lamellare di 20 per 60 centimetri di sezione; gli altri 14 pilastri laterali hanno invece una sezione di 40 per 50 centimetri e sono stati realizzati incollando due sezioni di 20 centimetri per 50.

Zucchetti Village a Lodi: particolare della giunzione trave-pilastro
Giunzione trave-pilastro @LignoAlp

La struttura è completata da travi principali e secondarie sempre in legno lamellare, le prime posizionate a correre a fianco dei pilastri, doppie in corrispondenza dei pilastri centrali e singole sui pilastri laterali; le travi secondarie invece sono disposte in luce alle principali con una differenza di quota tra gli estradossi di 15 centimetri.

Al di sopra delle travi secondarie è posizionato in appoggio il pannello di solaio in Crosslam (sezione 150 millimetri con cinque strati) con il lato inferiore a vista. Il pannello ha la quota di estradosso pari all’estradosso delle travi principali, nelle quali è incassato in una tasca laterale continua.

Zucchetti Village a Lodi, Posa delle travi
Posa delle travi – @LignoAlp

Gli orizzontamenti sono completati sui bordi dell’edificio con delle mensole che reggono pannelli in X-Lam soprastanti, a cui sono appoggiate e trattenute le facciate vetrate a cellule. Dal punto di vista strutturale, per gestire al meglio la rigidezza alla vibrazione dei solai, è stato studiato e testato un sistema di giunzione a secco tra X-Lam e travi in legno lamellare realizzato con spinotti lisci.

La resistenza al fuoco dell’intera struttura in legno è pari a R60’, mentre la compartimentazione tra un piano e l’altro è EI60.

In fase di cantiere, considerato il materiale con cui si è lavorato, il legno, l’impresa ha prestato attenzione al montaggio in particolare dei solai piani: per la tenuta all’acqua sono stati infatti impiegati teli impermeabili traspiranti, autoadesivi e semitrasparenti che garantiscono il manufatto per una tenuta di circa due mesi

Per quanto riguarda i tempi di lavoro, con la tecnologia in legno impiegata e considerate le modalità di posa scelte è stato possibile montare circa 300 metri cubi e 1.200 metri quadrati di strutture in legno in 15 giorni lavorativi.

L’edificio è stata infine rivestito con una facciata a vetri realizzata con cellule prefabbricate di 168 per 400 centimetri di dimensione, fissate piano per piano con piastre metalliche sull’estradosso del solaio in legno. All’esterno delle facciate, lungo tutto il perimetro e a tutti i piani, è stata realizzata una pensilina su cui sono agganciate delle pale fisse realizzate in alluminio anodizzato in lamiera stirata, con funzione di schermatura solare.

Il ponte di collegamento

Il secondo edificio dello Zucchetti Village è il ponte di collegamento interno: un elemento architettonico di collegamento tra la Torre e la Stecca.

Si tratta di un’altra opera in legno, strutturalmente simile all’edificio di sei piani, ma di dimensioni ridotte: pilastri e travi in legno lamellare, solai in pannelli X-Lam con intradosso a vista senza inserimento di controventi.

Zucchetti Village, Vista zenitale della soletta
Vista zenitale della soletta – @LignoAlp

Il ponte è fissato alle solette in cemento armato alle due estremità: presenta dei vincoli che lo collegano trasversalmente al blocco della Piastra, mentre longitudinalmente un lato resta svincolato con un carrello per evitare che le due porzioni opposte della Piastra vengano collegate strutturalmente.

Gli spazi interni

Progettati non solo per rispondere alle esigenze funzionali del Gruppo e facilitare le sinergie produttive che si generano dalla condivisione di uno spazio unitario, gli spazi interni sono focalizzati sul benessere psicofisico dei dipendenti e sulla qualità sensibile dell’ambiente. La scelta del legno contribuisce infatti a creare ambienti più confortevoli, favorendo un’atmosfera armoniosa e salubre grazie alla sua grana naturale.

Il legno rimane dunque completamente a vista, così come gli impianti integrati nella sua trama strutturale, restituendo un’atmosfera un po’ “factory”, ma percettivamente calda e luminosa. Atmosfera rinforzata da superfici interne ed elementi d’arredo con decisi accenti di colore, oppure esaltata dal contrasto con la loro neutralità cromatica, in funzione delle diverse aree di attività. Particolare attenzione è stata riservata anche al comfort acustico e illuminotecnico.

Scelte di sostenibilità

Il progetto dello Zucchetti Village sposa l’approccio di un’architettura sostenibile con una scelta costruttiva particolarmente coerente, soprattutto in chiave di neutralità carbonica.

Nell’insieme sono stati utilizzati strutturalmente circa 1.600 metri cubi di legno: dal primo al quinto piano della nuova stecca uffici, oltre che nel corpo di collegamento tra le corti interne e in parte della struttura di copertura della “serra” di ingresso. Ciò equivale a 1.600 tonnellate di CO2 sottratta all’atmosfera.

Zucchetti Village: Vista zenitale della corte interna
Vista zenitale della corte interna – @Lombardini22

Si è trattato di una scelta strategica non isolata: nel progetto del Zucchetti Village tutte le soluzioni progettuali adottate sono infatti orientate a promuovere un ambiente costruito più salubre, e sono allineate con le linee guida della tassonomia dell’Unione europea per gli investimenti sostenibili.

involucro ad alte prestazioni per Zucchetti Village a Lodi
Un involucro ad alte prestazioni -@Lombardini22

Il complesso rispetta anche i criteri di riuso dei materiali alla fine del ciclo di vita dell’edificio, compresa una più semplice “smontabilità” delle strutture primarie, che ne aumenta ulteriormente la sostenibilità. L’uso dell’acqua di falda per la climatizzazione, il recupero delle acque piovane e l’esteso canopy fotovoltaico in copertura completano il sistema di ottimizzazione dell’intero complesso.

Risparmio energetico e sostenibilità nella serra bioclimatica

Nella serra bioclimatica, una copertura a shed fatta di ampie superfici vetrate agisce come un diaframma di regolazione ambientale: riduce le dispersioni in inverno e consente la ventilazione naturale in estate; capta passivamente il calore grazie all’irraggiamento solare invernale.

Buffer energetico e percettivo, la serra è un elemento tecnico e, allo stesso tempo, un luogo di relazione e rappresentanza. Ma tutte le coperture del complesso, in generale, sono parte integrante di questa strategia, con un’estesa presenza di verde e soluzioni tecnologiche differenziate: a verde estensivo sulla piastra recuperata, con terrazze accessibili che diventano spazi di lavoro informale e di pausa rigenerativa per i dipendenti; essenzialmente tecniche sul nuovo edificio, ottimizzate per ospitare impianti e sistemi fotovoltaici.

Scheda Progetto Zucchetti Village

  • Cliente: Apri – Zucchetti
  • Località: Lodi
  • Area: 25.000 mq
  • Tipologia: Uffici
  • Periodo: 2020-2025
  • Progettazione architettonica: L22
  • Progettazione d’interni: L22
  • Progettazione paesaggio: L22
  • Progettazione strutture: Studio Pavesi
  • Strutture in legno: LignoAlp
  • General contractor: Ediltecno Restauri



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