Villa Méditerranée

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Villa Méditerranée, Centre International pour le dialogue et les échanges en Méditerranée, tra terra e mare

Adagiata sulle banchine del famoso porto di MarsigliaVilla Méditerranée, Centre International pour le dialogue et les échanges en Méditerranée è una struttura polivalente di 8.800 metri quadri nata per ospitare eventi culturali, attività di ricerca e spazi di documentazione sul Mediterraneo.
Il mare è per il mondo mediterraneo il vero elemento unificatore. Solcato dagli itinerari di viaggi, migrazione e commercio, consente alle comunità che ne abitano le coste l’incontro e lo scambio.
L’idea che governa il progetto è di fare entrare il mare all’interno dell’edificio; elemento centrale dello spazio progettato, la darsena non ha il semplice ruolo di bacino ornamentale, ma è pensata come luogo per l’orientamento, l’animazione e organizzazione dell’insieme del nuovo Villa Méditerranée. Tra le parti della costruzione il mare è lo spazio di riferimento, visibile e prossimo sia all’esterno che all’interno dell’edificio.

Villa Méditerranée
Villa Méditerranée

Il nuovo Centre International pour le dialogue et les échanges en Méditerranée si articola chiaramente tra ‘terra e mare’. Lo spazio del porto, entro il quale si colloca il nuovo edificio, è da sempre luogo mutevole e ibrido, aperto e tollerante ai possibili usi.
L’acqua del mare viene accolta nel progetto in una darsena artificiale che diventa spazio centrale dell’edificio tra la sua parte sospesa e quella interrata. La darsena è progettata come uno spazio pubblico vero, dagli usi molteplici e liberi, ove tutte le attività sono concepibili: piattaforme pedonali flottanti, scenografie provvisorie, esposizioni empiriche.

Vista sotto l'aggetto
Vista sotto l’aggetto

L’edificio è pensato per essere un luogo che intrattiene rapporti con i differenti paesaggi che lo circondano [terra, città, mare…] rivelando i valori del sito dove si inserisce e partecipando all’apertura della regione verso tutto il Mediterraneo.
Uno sbalzo di 36m sospeso a 14m di altezza dal livello del mare ospita un’area espositiva di circa 1500mq, illuminata da fianchi vetrati, lucernari e e vetri calpestabili a pavimento.
Al di sotto del bacino si sviluppa un altro spazio polivalente di 2500mq arricchito da una sala per spettacoli per 500 persone, anche qui il contatto visivo con il  mare è garantito da lucernari-oblò.
Un grande atrio verticale lega i due spazi principali tra loro e ad altri luoghi di dimensioni più ridotte, che accolgono sale commissioni, uffici e un ristorante.

Particolare della struttura
Particolare della struttura

La nuova costruzione coniuga un’apparente semplicità di lettura con una reale ricchezza di spazi, di percorsi, di funzioni. Il patio, elemento fondamentale dell’architettura del Mediterraneo, è stato scelto come riferimento centrale per la costruzione del processo progettuale. La sua capacità di produrre un interno e nel contempo di porsi come filtro verso l’esterno è stata interpretata nella generazione di uno spazio aperto in grado di dialogare con l’esplanade J4 e con l’intero porto. Il risultato è un luogo disponibile a tutto, generoso nella molteplicità degli usi e delle funzioni possibili.

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Villa Méditerranée secondo Stefano Boeri

La Villa Mediterranée è un luogo di ricerca e pensiero che ingloba il mare al suo interno.Quando ne ho concepito l’architettura, nel 2003, stavo partecipando con il gruppo di Multiplicity ad una ricerca sulle rotte dei migranti clandestini nel Mediterraneo. Il titolo della nostra ricerca era “Solid Sea”. Volevamo denunciare la nuova natura del Mediterraneo, divenuto un “mare solido” percorso da rotte specializzate e rigide come autostrade, che non permettono mai ai loro utenti (migranti, turisti, militari, pescatori..) di incontrarsi e comunicare.
Un anno prima, con Multiplicity, avevamo portato alla X Documenta di Kassel la ricostruzione di una tragedia avvenuta al largo delle coste della Sicilia: un naufragio in cui avevano perso la vita, nell’indifferenza delle autorità italiane, maltesi e libiche, più di 300 profughi provenienti dallo Sri Lanka.

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Dal desiderio di contrastare questa deriva di chiusura e isolamento, è nata l’idea di un’architettura sul bordo del mare che fosse invece dichiaratamente aperta verso gli scambi di culture che dal mare provengono : ricercatori, studenti, artisti, intellettuali, turisti. Un’architettura capace di rappresentare  lo straordinario meticciato di lingue, gusti, colori che Marsiglia ha accolto dalle altre città del Mediterraneo.
Un’architettura in grado di incarnare il progetto ambizioso del Presidente Michel Vauzelle: rilanciare da Marsiglia – in un Europa in crisi, un nord Africa in fermento, un Medio Oriente lacerato – le relazioni culturali e politiche tra le diverse sponde e le diverse città del Mediterraneo.

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La Villa è un’architettura di banchina. Sono sempre stato ossessionato dalle architetture portuali. Per molti anni, a Genova, Salonicco, Napoli, Trieste, Mitilene, La Maddalena ho studiato, pensato, progettato edifici sul bordo dell’acqua. Architetture come silos, stazioni navali, magazzini, torri di osservazione, bacini di carenaggio. Edifici che operano come infrastrutture di bordo, abituati a misurarsi con i volumi mobili delle grandi navi e dei container; a fungere da confine tra gli specchi d’acqua e i piazzali di parcheggio e meovimentazione delle merci.
La Villa Mediterranée è una costruzione che unisce ai caratteri dell’architettura civile quelli delle infrastrutture portuali e delle piattaforme off-shore.  I suoi spazi, percorsi da una struttura mista in cemento armato e acciaio, si articolano dalla sovrapposizione in pianta di tre livelli paralleli e orizzontali, due dei quali si sviluppano sopra e sotto il livello del mare: un grande salone espositivo di 2000 mq sospeso a 14 metri dall’acqua e uno spazio per congressi e eventi teatrali di 2500 mq sotto il livello del mare.
La grande piazza/darsena che ospita il mare è il cuore del progetto; un luogo collettivo coperto e protetto, dal sole e dal vento. 

Interno di Villa Méditerranée
Interno di Villa Méditerranée

La piazza d’acqua, collegata con una darsena al mare aperto, permette alle correnti, ai pesci, alle imbarcazioni, di entrare direttamente nell’architettura. L’architettura del mare non crea una piscina o una vasca, ma uno spazio utile di attracco e navigazione, di gioco, di festa, di spettacolo, di commercio, perfino di pesca.   La Villa Mediterranée sarà la grande Cavana di Marsiglia, il luogo dove la città potrà accogliere le correnti di pensiero e di vita che percorrono il Mediterraneo.
Stefano Boeri