Lugano, a Land Suisse il progetto del polo sportivo

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Nel più importante centro abitato del Canton Ticino prende il via un progetto di rigenerazione dell’ecosistema urbano firmato Land Suisse. Un’area di centomila metri quadrati viene riqualificata e destinata a Parco dello Sport e degli eventi con strutture sportive accolte all’interno di un grande polmone verde

a cura di Pietro Mezzi

Render del Parco dello Sport e degli Eventi (render, Land Suisse)
Render del Parco dello Sport e degli Eventi (render, Land Suisse)

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Lugano avrà un nuovo Polo sportivo. Il via libera alla progettazione è stato dato nei giorni scorsi dal consiglio comunale della città ticinese.

Il compito di progettare il nuovo spazio che nascerà all’insegna del benessere collettivo, dello sport e della sostenibilità, è stato affidato a Land Suisse, branca svizzera dello studio internazionale di architettura del paesaggio Land (Landscape architecture nature development) fondato nel 1990 da Andreas Kipar.

Lo spazio pubblico nel post-pandemia

La delibera consiliare indica la direzione per la progettazione dello spazio pubblico nell’era post-pandemica: in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, serve progettare sulla base di una rinnovata consapevolezza in cui salute, sport e sostenibilità devono essere collocate al primo posto.

Il valore strategico del Polo sportivo (e degli eventi) sta nella sua capacità di aggregazione sociale, sia attraverso la società del Lugano calcio sia delle società sportive cittadine.

Sezione trasversali del Parco dello Sport a Lugano
Sezione trasversale del Parco (credits, Land Suisse)

Il Parco dello Sport, che sorgerà nella zona del Maglio di Canobbio
porta la firma di Land Suisse, che ha lavorato in collaborazione con Orsi & Associati e lo Studio Ingegneria Lepori e superato la concorrenza di altri studi di progettazione come i team di ABB (Bétrix & Consolascio Architekten, Studio Bürgi, Anastasi & Partners), Bellini-Ranzani-Insinga e il consorzio MRB di Morandi-Benicchio Giardini-Ruprecht.

Il Parco dello Sport e il comparto urbano del Maglio

Il parco nasce dall’esigenza di realizzare un nuovo stadio per Lugano, in sostituzione della struttura obsoleta e insufficiente in termini di sicurezza e di sviluppo del settore sportivo.

Il progetto è stato concepito con l’intenzione di valorizzare l’intero comparto urbano del Maglio e di ridare vita a una frazione periferica abbandonata, attraverso un contesto paesaggistico rinnovato.

Parco dello Sport a Lugano, L’area di intervento (credits, Land Suisse)
L’area di intervento (credits, Land Suisse)

Esteso su un’area di circa 100mila metri quadrati, l’intervento prevede la creazione di un Palazzetto dello Sport multifunzionale, strettamente legato al campo da calcio principale, con funzione di cerniera tra diversi territori. La proposta progettuale intende mettere in relazione alcuni elementi caratterizzanti il territorio, che al di fuori di questo disegno unitario non avrebbero affinità funzionali: il corso del fiume Cassarate, un’ampia superficie soleggiata, diversi percorsi pedonali, che collegano la città ai boschi circostanti, e il vicino comune di Canobbio.

Il Raggio Verde e il corso d’acqua

Il parco si presenta quindi come un anello di congiunzione progettuale del Raggio verde del fiume: un grande piano di rigenerazione urbana riguardante tutto il territorio attraversato dal corso d’acqua. La strategia dei Raggi verdi (concetto per la prima volta proposto da Land a Milano nel 2003 ed esteso successivamente oltreconfine) risponde al bisogno di ripensare il rapporto tra città cittadini e natura a favore di una nuova lettura del paesaggio come organismo vivente e produttivo.

La riattivazione degli elementi naturalistici, insieme alla creazione di connessioni permeabili e spazi vivibili, diventa il terreno fertile su cui coltivare un nuovo ecosistema urbano: sostenibile e rigenerativo dal punto di vista ecologico, economico e sociale.

Il parco nell’ecosistema urbano

Il Parco dello Sport si inserisce nell’ecosistema urbano con l’intenzione di creare un grande prato naturale diffuso all’interno del quale trovano posto, liberamente, i campi da gioco e le infrastrutture necessarie al centro sportivo.

Alle strutture sportive, piuttosto rigide e codificate in termini di dimensioni e ingombri, sono contrapposti gli elementi naturali di disegno del paesaggio (profilo delle scarpate, gradonate, alberature, sentieri, passerelle).

Il progetto si estende attorno ai campi da calcio e va ad abbracciare tutto il perimetro d’intervento. Particolare attenzione viene posta nel garantire l’accesso alla riva del fiume, integrando questi interventi di riqualifica della riva con la mobilità leggera, pedonale e ciclistica.

Il parere del direttore di Land Suisse

«La volontà di risanare e rivitalizzare un’area degradata unitamente alla necessità di realizzare le infrastrutture sportive ha portato il nostro gruppo a sviluppare un concetto di parco sportivo integrato – spiega il direttore di Land Suisse, Federico Scopinich -. In questo progetto le componenti del paesaggio e naturalistiche si associano armoniosamente con le componenti costruite, dando vita a un unico grande comparto sportivo ricreativo che abbiamo chiamato Parco dello Sport».

Il parco vuole essere un nuovo spazio di vita del Luganese: un grande polmone verde aperto, dove le attrezzature sportive vengono accolte all’interno di un’oasi di natura e biodiversità collocate nelle immediate vicinanze del tessuto urbano che accompagna il raggio verde del fiume nel suo attraversamento dell’abitato.

Parla Andreas Kipar: «Oggi più che mai il ritorno alla natura è un’esigenza sentita a tutti livelli. La partita del climate change è la prima da giocare e metaforicamente il Parco dello Sport è il campo dove possiamo segnare un goal – commenta l’architetto Andreas Kipar, co-founder e ceo di Land -. Il progetto del Maglio offre una lettura inedita del paesaggio e rappresenta un’opportunità unica per accelerare la corsa verso gli obiettivi globali di sostenibilità, per ripensare il modello di sviluppo della nostra società su nuovi paradigmi. Riappropriarsi dello spazio per il benessere e l’attività fisica dovrebbe essere nell’agenda di tutti i comuni nell’era post-pandemica. Il Parco dello Sport insieme al parco fluviale del Cassarate sono tasselli del concetto di ecologia integrale espresso nell’Enciclica di Papa Francesco. Dobbiamo cogliere ogni occasione per riconquistare il paesaggio e riconnetterci con la natura».


andreas-kiparLAND è uno studio internazionale di architettura del paesaggio con sedi in Italia, Svizzera e Germania. Dal 1990, con la direzione creativa del fondatore Andreas Kipar, paesaggisti, architetti e pianificatori progettano spazi aperti dalla scala del masterplan a quella di dettaglio. Rigenerazione urbana, parchi, ambiti naturali e sistemi agro-paesaggistici, infrastrutture verdi, spazi aperti per retail e aziende, sono inquadrati in strategie di sviluppo territoriali o urbane. L’attività di Land ha ottenuto riconoscimenti nazionali e internazionali; tra gli altri il Mercurio Special Award 2018 e il Mipim Award Best Urban Regeneration Project per Porta Nuova nel 2018, il Russian Award in Landscape Architecture e il Wan Awards – Future projects 2016 con International Financial Center di Mosca. Tra le principali realizzazioni si ricordano il Parco Portello, il progetto urbano di Porta Nuova, il masterplan per l’area di Mind a Milano, l’Arcipelago Verde e il sistema degli spazi aperti per lo stadio di calcio della Roma, la Green Tree Strategy e l’Expo Gate a Venezia, il Krupp Park con Headquarter ThyssenKrupp e il masterplan Freiheit Emscher a Essen e poi altre importanti realizzazioni a Francoforte, Mosca e Dubai.