Ex Macello comunale di Monza

A cura di:

Con questo progetto di riuso della palazzina, che è stata sede della direzione dell’ex Macello Comunale di Monza, trovano spazio diverse attività proprie della vita del quartiere.
Grazie alla realizzazione di una nuova struttura in ferro e legno interna in completa sostituzione dei solai in legno sfondati, nell’edificio troveranno spazio diverse attività: un centro di ritrovo per anziani, nuovi uffici comunali , vigili di quartiere, e la nuova sede della Circoscrizione Due con tanto di Aula Consiliare – sala-pluriuso per riunioni di condominio, associazioni e attività culturali legate in particolare a possibili mostre itineranti e torretta oe belvedere accessibili anche autonomamente dalle attività degli uffici comunali.
Ed è proprio la caratteristica di questo progetto di riuso: l’indipendenza degli accessi tra le diverse funzioni.
L’edificio esistente è costituito da un piano seminterrato, un piano rialzato, un piano primo ed un piano sottotetto.
Nel seminterrato, caratterizzato da belle volte in mattoni a vista rinforzate con un’innovativa struttura in acciaio e calcestruzzo è stato ricavato il Centro Anziani e per consentire l’ingresso diretto della luce naturale a questi suggestivi ambienti il terreno esterno è stato ribassato e raccordato al giardino in modo da aprire ampie vetrate tra le spalle delle volte.
Al piano rialzato, una grande parete in vetrocemento divide l’ingresso dagli uffici della sede della Circoscrizione con lo sportello per il pubblico, e poi, continuando fino al tetto, consente in un solo colpo d’occhio di percepire subito il volume di tutto l’ambiente.
Nella sede della Circoscrizione è previsto un ufficio per il presidente, l’archivio ed una sala riunioni.
Con accesso separato, ma sempre al piano rialzato, vi sono i servizi e l’ufficio dei vigili di quartiere.
Al piano primo, sono previsti gli uffici comunali per il settore Ecologia e Giardini con l’attesa per il pubblico, segreteria, ufficio assessore, ufficio del direttore di settore e l’ufficio tecnico.
Il sottotettto, con la sua nuova sala pluriuso, diventa l’ambiente più rinnovato e suggestivo perchè la nuova struttura del tetto in legno lamellare rinforzato con tiranti in acciaio è visibile dall’interno.
Inoltre il sistema trovato non grava sui muri esistenti
e ha evitato la realizzazione di pilastri interni.
All’esterno lastre di rame verde, posato su camera d’aria in legno secondo la tecnica della graffatura, garantiscono la protezione esterna del pacchetto di copertura in osservanza ai principi del risparmio energetico e della bio-edilizia.
Una soluzione che lega architettura ad ingegneria tentando una ostensiva testimonianza delle tecnologie e dei materiali propri dell’architettura del Terzo Millennio.
L’ascensore, ha la cabina completamente in vetro strutturale ed è diventato l’occasione per la realizzazione di una terrazza panoramica completamente in acciaio zincato a caldo che personalizza l’intervento.
Posizionato all’esterno, non interferisce con le belle volte in mattoni del seminterrato e, più alto del colmo del tetto dell’edificio, ha la doppia funzione di segnalare nel
quartiere la presenza delle nuove funzioni pubbliche, ma anche di garantire con un solo colpo d’occhio, la vista di tutti gli spazi dell’ex macello, del mercato ortofrutticolo e del vicino parco della Cascinazza attraversato dal fiume Lambro e dal canale Villoresi.
Il recupero della memoria storica di questi spazi è il motivo attorno a cui ruota tutto il progetto di restauro: vengono perciò recuperati e valorizzati i simboli della palazzina direzionale a partire dalla scritta sul frontone, passando per l’orologio che scandiva la vita dell’area, alla pesa per finire nella tettoia di vetro che diventa nuova balconata di accesso ai servizi cittadini.
In particolare la memoria della funzione del macello viene qui ricordata attraverso il disegno delle sagome dei tagli della carne nella pavimentazione, ma anche attraverso la riproposizione fuori scala dei tagli stessi lungo i muri di contenimento del giardino degli anziani.
Un po’ come sculture illuminate da faretti led di notte fanno da scenario alle serate danzanti del centro anziani.

Edificio sottoposto a vincolo della Soprintendenza ai beni artistici e monumentali