Carrefour International du Bois 2026: il legno come materiale del futuro 

Nantes,
Dal 02/06/2026 al 04/06/2026

Dal 2 al 4 giugno 2026 Nantes ospita il Carrefour International du Bois (CIB), il salone internazionale di riferimento per il settore delle costruzioni in legno. In un momento di profonda trasformazione per il comparto edilizio, l’edizione 2026 si propone di decodificare le nuove tendenze e le ultime innovazioni di un mercato che dimostra una resilienza significativa, affermandosi come protagonista della transizione verso un’edilizia più sostenibile.

Carrefour International du Bois 2026: il legno come materiale del futuro 
@Marc Roger

Il legno riguarda ormai tutti i segmenti costruttivi — dai condomini agli edifici per il terziario, dalle infrastrutture pubbliche alle opere strutturali — ma i progressi più rilevanti si concentrano negli edifici non residenziali e nella riqualificazione dell’esistente. Prefabbricazione, reversibilità degli edifici, riduzione dell’impronta di carbonio e utilizzo di materiali da fonti naturali sono i temi che il salone metterà al centro del dibattito.

Il mercato del legno nel 2026: meno quantità, più qualità e integrazione

Secondo Maxime Baudrand, consulente Bois Construction di Fibois Pays de la Loire, la transizione in corso è netta: se il segmento della casa indipendente rallenta, le crescite più significative si collocano oggi negli edifici non residenziali e nei condomini. La dimensione media dei progetti aumenta, ma il numero complessivo diminuisce. La filiera del legno dispone di una capacità produttiva ancora largamente sottoutilizzata, pronta ad assorbire una domanda più intensa, a condizione di puntare sulla combinazione dei materiali e sulla standardizzazione.

Karine Bouhier, co-dirigente di LCA Construction, individua nella costruzione off-site uno degli strumenti chiave di questa evoluzione: non solo per ottimizzare i tempi di cantiere e ridurre gli scarti, ma anche per favorire la reversibilità degli edifici e il reimpiego dell’esistente in alternativa alla demolizione. La sfida dei prossimi anni non è il “tutto legno”, ma un’integrazione calibrata del materiale, soprattutto nella riqualificazione e nel non residenziale: più legno complessivamente, ma distribuito con maggiore intelligenza progettuale.

I dati del Sondaggio Francese della Costruzione in Legno 2025 confermano la solidità del settore: 1.905 imprese specializzate, 29.000 addetti, una quota del 6,6% nel mercato abitativo nel 2024 (in crescita rispetto al 6,2% del 2022). Il 36% delle imprese prevede investimenti nei prossimi due anni e il 48% dei costruttori valuta nuove assunzioni in previsione di un rimbalzo nel 2026.

I materiali da fonti naturali protagonisti dell’edizione 2026

Tra le novità dell’edizione, il salone dedica uno spazio centrale ai materiali da fonti naturali: un’area pensata come luogo di ispirazione e dimostrazione pratica, dove legno, paglia, canapa e altri isolanti naturali troveranno spazio attraverso presentazioni di progetti realizzati, riproduzioni, esperienze dirette e interventi di esperti. “Riunendo committenti, consulenti, esperti della ristrutturazione e imprese, questo spazio mira ad accelerare l’adozione dei materiali da fonti naturali e ad accompagnare gli operatori nei vari passaggi”, sottolinea Géraldine Cesbron, Direttore generale del salone.

Due progetti emblematici in vetrina

Il salone darà visibilità anche a realizzazioni concrete che dimostrano le potenzialità costruttive del legno. A Pamplona, la Facoltà di Scienze della Salute dell’Universidad Pública de Navarra — progettata da VArquitectos e Bryaxis Arquitectos — è la più grande costruzione in legno della Navarra: oltre 13.500 m² con struttura in legno lamellare incollato e soffitti in CLT, 22 aule, una dozzina di laboratori, un auditorium e spazi flessibili per 1.500 tra studenti, docenti e ricercatori.

In Francia, il futuro liceo Saint-Philbert de Grand Lieu si distingue come il più grande edificio pubblico costruito in Francia con isolamento interamente in paglia e lana di canapa, su quattro piani e con capacità per oltre 1.500 persone. L’edificio, certificato HQE Edificio Sostenibile nel 2023, applica il principio Evitare-Ridurre-Compensare per minimizzare l’impatto sull’occupazione del suolo.

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