Indice degli argomenti Toggle Pianificazione città notturna – Fare retePercorso in 10 passiPianificazione città notturna – Conoscere e coinvolgereMobilità sostenibile di notteTecnologie intelligenti per la vita notturnaQuestione di governance Lanciato nel giugno 2023, il progetto Cities After Dark è durato 31 mesi con la guida della città di Braga (Portogallo) e la partecipazione di Budva (Montenegro), Genova (Italia), Malaga (Spagna), Nicosia (Cipro), Parigi (Francia), Pireo (Grecia), Tallinn (Estonia), Varna (Bulgaria) e Zara (Croazia). Leit motiv del progetto, è stato l’invito alle autorità locali a sperimentare nuovi modi di governare, vivere e immaginare le loro città di notte quando l’economia e la vita urbana sono dettate dalle migliaia di persone attive nel settore di bar e ristorazione, spettacolo, trasporti pubblici, ospedali, residenti e turisti, lavoratori impegnati nella manutenzione degli spazi pubblici e dell’allestimento delle attività del giorno seguente. Per rispondere a questa esigenza occorre mettere in campo strumenti e politiche mirati. Sviluppato, non a caso, sulla scia della pandemia da Covid 19 che ha visto l’economia notturna fra i settori più colpiti, il network di Cities After Dark ha sostenuto la ripresa della vita notturna nelle città partner stimolando una riflessione sulla notte come possibile motore di innovazione urbana grazie a vivacità economica e culturale, creazione di servizi, sicurezza, contrasto al rumore e utilizzo degli spazi pubblici. Pianificazione città notturna – Fare rete Le città coinvolte nel progetto Cities After Dark hanno condiviso un percorso sviluppato attraverso incontri transnazionali, seminari tematici online, articoli, studi e riviste, raccogliendo un insieme di conoscenze e riflessioni sulle dimensioni sociali, ambientali ed economiche che contraddistinguono la sostenibilità urbana dopo il tramonto. Oltre i temi della pianificazione urbana, dei contenuti del progetto hanno fatto parte le priorità trasversali di URBACT sull’uguaglianza di genere, la transizione verde e la trasformazione digitale, con il coinvolgimento nell’intero processo degli stakeholder locali per la creazione di Piani d’Azione Integrati (IAP), che in molti casi rappresentano il primo esempio di strategia notturna collaborativa, da implementare a medio e lungo termine. Queste strategie integrate hanno anche gettato le basi per la trasformazione dei Gruppi Locali URBACT in consigli notturni permanenti o organi consultivi e per lo sviluppo di modelli innovativi di governance economica notturna. Percorso in 10 passi Per rendere concreto e immediatamente praticabile questo approccio innovativo, dal lavoro di gruppo del progetto nel 2025 è stato realizzato il manuale “Cities After Dark in 10 passi” curato da Simone d’Antonio, Lead Expert di Cities After Dark. Il testo è pensato per offrire una guida per la progettazione e l’implementazione delle strategie economiche notturne, in una guida pratica, illustrata con esempi, azioni pilota e obiettivi strategici. I dieci passi affrontano i diversi temi sul tavolo. Si parte dalla conoscenza delle dinamiche e delle potenzialità dell’economia notturna e il coinvolgimento attivo di tutti i portatori di interesse, per arrivare al ripensamento degli spazi pubblici dopo il tramonto, le strategie per mantenere i servizi attivi dopo l’orario del tramonto, la mobilità sostenibile nelle ore notturne, il sostegno a cultura e creatività, il miglioramento della sicurezza, l’uso di tecnologie intelligenti, la promozione di strategie per diffondere le attività notturne oltre il centro città, fino alla promozione di forme innovative di governance. Il lavoro continua con il lancio di Global Cities After Dark, l’iniziativa co-finanziata dalla Città di Braga e dalla Nightlife Foundation: la rete globale volontaria riunirà le autorità locali di tutto il mondo per continuare lo scambio di conoscenze sulla base dei risultati acquisiti dalla rete URBACT attivando partnership con organizzazioni e fondazioni europee e globali, come UN-Habitat, OCSE e molte altre che hanno già collaborato con la rete durante le sue attività. Pianificazione città notturna – Conoscere e coinvolgere Il lavoro del progetto Cities After Dark è iniziato con uno studio di base che ha identificato le principali problematiche affrontate dalle città nelle ore notturne, fra cui sono la mobilità sostenibile, la sicurezza, le licenze e l’accesso al lavoro notturno. A livello locale, la collaborazione tra i dipartimenti comunali e gli stakeholder notturni ha contribuito a mappare e analizzare le sfide e a valutare in che modo le attuali politiche le affrontano. Il coinvolgimento dei residenti è il secondo tassello chiave, con la distribuzione di sondaggi in occasione di eventi pubblici o azioni di sperimentazione; un passaggio che ha permesso di catturare l’attenzione e la percezione dei residenti della notte aumentando, nello stesso tempo, la consapevolezza del potenziale dell’economia notturna per la crescita culturale, sociale e ambientale. Secondo il manuale, le città possono avviare questo percorso di conoscenza contando quante persone lavorano di notte e valutando come l’economia notturna contribuisca allo sviluppo economico e culturale; punto di partenza per identificare azioni e politiche adeguate da attuare a medio e lungo termine. I numeri e la conoscenza non bastano se non sono elaborati e analizzati in una visione di incontro e condivisione. Riunire attorno a un tavolo di lavoro imprese locali, attori culturali, lavoratori notturni e gruppi comunitari contribuisce a dare forma a una fruizione diversa della vita urbana notturna, grazie alla condivisione di competenze, esperienze e prospettive superando visioni e opinioni polarizzate. La creazione di Gruppi Locali URBACT favoriscono la definizione di un linguaggio condiviso. Nell’ambito del progetto, mentre Parigi e Tallinn avevano già predisposto strutture collaborative di governance notturna in atto, altre città hanno dovuto affrontare le sfide di un processo partecipativo costruito ex novo, che ha lavorato sulla conciliazione di opinioni contrastanti su aspetti controversi come la sicurezza, le licenze e la gestione del rumore. Coinvolgendo nel processo anche quelle figure che il manuale chiama “insoliti sospetti” oltre agli stakeholder tradizionali: DJ, lavoratori notturni, promotori culturali, ONG e residenti che raramente hanno voce in capitolo nella pianificazione urbana. Non solo di giorno Dopo il tramonto, ricorda il manuale, strade, piazze, parchi e spiagge non chiudono. Per questo, in una nuova accezione dello spazio urbano nelle ore notturne occorre lavorare per trasformare questi spazi in luoghi sicuri, vivaci e inclusivi per la vita sociale, la cultura e il relax. Se ben progettati e gestiti, infatti, gli spazi pubblici possono diventare scenari accoglienti per la vita sociale e culturale nelle ore notturne, incoraggiando residenti e visitatori a riappropriarsene in sicurezza e inclusività. Occorre esplorare nuovi usi notturni degli spazi pubblici e identificare gli elementi critici che ne limitano la fruibilità, come l’illuminazione pubblica o gli arredi urbani insufficienti, fino alla presenza di norme restrittive. Come suggerisce il manuale, un approccio strategico può trasformare parchi, piazze e strade in luoghi vivaci e sicuri 24 ore su 24, anche con il coinvolgimento di gruppi specifici, come giovani e residenti locali, nella co-progettazione di nuove funzioni notturne, creando partnership per lo sviluppo di “spazi terzi” per attività notturne non commerciali. Per raggiungere questo obiettivo, le città possono muoversi sulla base di azioni pilota e usi temporanei, aumentando la consapevolezza tra i residenti e gli stakeholder della notte, riorganizzando nel contempo i servizi urbani relativi alla manutenzione notturna di questi spazi per supportare l’uso equilibrato degli spazi pubblici durante la notte. Un altro pilastro operativo riguarda il mantenimento dei servizi essenziali attivi dopo il tramonto, dai trasporti alla pulizia, dalla cultura all’assistenza sanitaria 24 ore su 24. Hub della mobilità come porti, aeroporti e stazioni ferroviarie, sottolinea il manuale, insieme a ospedali, raccolta rifiuti e pulizia delle strade, sono attivi anche di notte; la sfida diventa allora lavorare sul collegamento intelligente ed efficiente fra i diversi servizi attraverso politiche che migliorino la fruibilità, l’integrazione e la visibilità dei servizi. Mobilità sostenibile di notte Una città fruibile e accessibile anche nelle ore notturne richiede la possibilità di spostarsi facilmente e in modo ecologico, estendendo il funzionamento del trasporto pubblico urbano, promuovendo una logistica sostenibile che riduce il traffico diurno e mettendo in campo percorsi pedonali e ciclabili sicuri e dotati di illuminazione nelle ore notturne. Le politiche per la città fra giorno e notte possono essere integrate in un unico approccio, rafforzando i servizi già attivi nel corso della giornata e riducendo la dipendenza dalle auto private di notte. In questa direzione, le città possono sviluppare un piano di mobilità notturna per proporre nuove modalità di fruizione dei trasporti per gli spostamenti dopo il tramonto, dalla mobilità privata alla logistica delle merci fino alla riorganizzazione del servizio pubblico. Il funzionamento efficace dei servizi pubblici di trasporto va di pari passo con l’implementazione dell’offerta notturna di cultura e creatività di teatri, cinema, club e locali musicali che contribuiscono a definire l’identità di una città e a promuovere l’interazione sociale, generando prosperità economica e migliorando in senso più ampio il benessere della comunità. Riconoscere il ruolo essenziale degli spazi di produzione culturale, riporta il manuale, incide in modo interconnesso con la vitalità economica, la vivibilità nelle ore notturne e la mitigazione dell’inquinamento acustico. Il progetto Cities After Dark ha esplorato la diversità delle scene culturali notturne delle sue città partner sperimentando come il coinvolgimento di attori culturali come DJ, direttori di teatri e cinema e organizzatori di concerti si è rivelato essenziale per comprendere le sfide di un settore che deve attrarre pubblico non solo in occasione di grandi eventi ma durante tutto l’anno, garantendo l’accesso sostenibile alla cultura. Più inclusione per la sicurezza Rendere le città sicure, inclusive e accoglienti dopo il tramonto, richiede una combinazione di politiche che va oltre la sicurezza e guarda a coltivare il senso di appartenenza, rafforzare lo spirito di comunità e promuovere una fiducia reciproca tra le persone. Le leve sulle quali le città possono agire per elevare la percezione della sicurezza negli ambienti urbani dopo il tramonto vanno dall’illuminazione e dal contenimento del rumore al contrasto alla disuguaglianza di genere e all’esclusione sociale, con la promozione di comportamenti positivi che rendano la notte un’opportunità di convivenza e non di conflitto. In questa direzione, le città possono lavorare per ridurre qualsiasi forma di conflitto, disagio e rischio per la sicurezza legato alle attività notturne con una combinazione di mediazione, regolamentazione e collaborazione. Tecnologie intelligenti per la vita notturna Una visione allargata sulle prospettive economiche e di qualità della vita apportate dalla pianificazione consapevole delle città anche nelle ore notturne può raggiungere due importanti obiettivi: migliorare il benessere e favorire la promozione di politiche che consentono di affrontare efficacemente la programmazione di eventi e iniziative. Le piattaforme e le tecnologie digitali contribuiscono alla promozione delle esperienze notturne o al miglioramento dell’esperienza nei club e nei locali musicali, ma sono strumenti utili anche per pianificare, gestire e comprendere meglio i servizi e le funzioni notturne alla scala urbana. Integrare la dimensione notturna nelle strategie locali Intelligenti, indica il manuale, apre la strada a interessanti sperimentazioni e usi creativi della tecnologia per affrontare sfide come sicurezza, accessibilità e gestione del rumore. In particolare, l’implementazione di sistemi innovativi di monitoraggio del rumore può fornire i dati utili per orientare azioni di mediazione e di contrasto che possono diventare parte integrante della pianificazione territoriale. L’esperienza di Cities After Dark ha stimolato la riflessione tra i partner su come l’uso di tecnologie, come i sistemi GIS, i gemelli digitali e la realtà aumentata e virtuale, possono migliorare la pianificazione, la progettazione e la gestione dell’ambiente notturno, con ricadute positive sia per l’economia che per la qualità della vita nelle ore notturne. La diffusione di attività notturne oltre il centro urbano, coinvolgendo nuovi centri di quartiere, consente di diversificare l’offerta economica di svago e divertimento. Promuovere attività notturne di prossimità, per esempio in nuovi quartieri e spazi sottoutilizzati magari nelle aree periferiche e periurbane, può aiutare luoghi culturali già esistenti come teatri, cinema e locali musicali a prosperare e incoraggiare la creazione di nuove attività notturne, con un migliore utilizzo degli spazi pubblici dopo il tramonto. Individuare luoghi alternativi per le attività notturne, quindi, va di pari passo con l’ascolto delle esigenze dei residenti per fare in modo che la diversificazione delle attività notturne porti a un impatto positivo sulla qualità della vita. Incoraggiando le attività notturne vicino ai luoghi di residenza, suggerisce il manuale, le città possono promuovere il diritto alla città di notte per tutti, comprese le famiglie, le comunità di migranti e gli anziani. Questione di governance Per concretizzare i contenuti emersi, un elemento chiave è la capacità di creare ruoli e team dedicati per consolidare le strutture di governance in materia di economia notturna, che garantisca la continuità nello sviluppo urbano dopo il tramonto. A questo mira lo sviluppo di una politica notturna sostenibile, che richiede il coordinamento tra i diversi dipartimenti di un ente locale, la cui attuazione deve essere governata in modo stabile e strutturato. Fin dall’inizio delle attività di rete, Cities After Dark ha quindi sottolineato l’importanza di trasformare forme collaborative di pianificazione integrata in consigli notturni stabili o meccanismi di governance permanenti. Identificare i modelli di governance più adatti dell’economia notturna può essere, per le città, un modo efficace per migliorare l’efficienza amministrativa e la coerenza della pianificazione strategica. Consiglia questo approfondimento ai tuoi amici Commenta questo approfondimento