I concorsi come specchio dell’architettura che sarà: soluzioni creative per le sfide globali

Le competizioni internazionali sono una vetrina privilegiata per capire in anteprima in che direzione va il mondo del progetto: forme, tecniche costruttive, materiali, ma soprattutto soluzioni concrete per il risparmio delle risorse in ogni fase di vita dell’edificio. Ecco che cosa hanno rivelato i più importanti nel 2025

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I concorsi come specchio dell’architettura che sarà: soluzioni creative per le sfide globali

Le competizioni internazionali di architettura non sono soltanto strumenti di selezione progettuale: sono veri e propri osservatori sul futuro. Nei concorsi si sperimenta senza le rigidità del cantiere immediato, si anticipano soluzioni che spesso diventeranno standard solo anni dopo e si misura, in modo quasi scientifico, la sensibilità di una generazione di progettisti rispetto ai grandi temi del presente. I concorsi più rilevanti del 2025 hanno confermato questa funzione di “specchio”, restituendo l’immagine di un’architettura sempre più pragmatica, responsabile e orientata al ciclo di vita dell’edificio.

Ecco le principali tendenze che sono emerse.

Dalla forma iconica alla forma necessaria

Se per anni i concorsi sono stati associati alla ricerca dell’oggetto iconico, nel 2025 il baricentro si è spostato con decisione verso la “forma necessaria”.

I progetti premiati mostrano volumi essenziali, spesso derivati direttamente da vincoli climatici, strutturali o funzionali. La forma non scompare, ma diventa conseguenza di scelte misurabili: orientamento solare, ventilazione naturale, ottimizzazione delle superfici disperdenti.

In questo senso, l’estetica che emerge è sobria e stratificata, più interessata alla leggibilità dei sistemi che all’effetto immediato. Facciate profonde, logge, schermi frangisole e involucri adattivi sostituiscono le superfici vetrate indifferenziate che hanno dominato il decennio scorso.

Tecniche costruttive come progetto

Un altro elemento ricorrente nei concorsi del 2025 è il ritorno della tecnica costruttiva come parte centrale della narrazione progettuale. Le giurie hanno premiato proposte capaci di dimostrare, già in fase concorsuale, la fattibilità esecutiva e la coerenza tra idea architettonica e sistema costruttivo.

Strutture ibride legno-calcestruzzo, sistemi prefabbricati a secco, componenti modulari pensati per essere smontati e riutilizzati: tutto concorre a ridurre tempi di cantiere, emissioni e sprechi.

Non si tratta più di allegare un capitolo tecnico a posteriori, ma di costruire il progetto a partire dal modo in cui verrà realizzato, mantenuto e, un giorno, disassemblato (e proprio su questo principio si basa l’approccio digitale BIM).

Materiali: locali, riciclati, misurabili

Sul fronte dei materiali, il 2025 segna una maturità evidente. L’uso di materiali naturali e riciclati non è più dichiarativo, ma supportato da dati.

Nei concorsi più avanzati compaiono analisi LCA (Life Cycle Assessment), indicatori di carbon footprint e strategie di approvvigionamento locale.

Legno ingegnerizzato, terra cruda stabilizzata, laterizi ad alte prestazioni e calcestruzzi a ridotto contenuto di clinker convivono in progetti che puntano alla durabilità prima ancora che alla novità. La scelta del materiale diventa un atto progettuale consapevole, legato al contesto climatico e culturale, oltre che alle prestazioni ambientali.

Il risparmio delle risorse come filo conduttore

Il tema che più di ogni altro attraversa i concorsi del 2025 è il risparmio delle risorse in tutte le fasi di vita dell’edificio. Non solo energia in esercizio, ma anche acqua, suolo, materiali e manutenzione. Molti bandi richiedono esplicitamente strategie di adattabilità funzionale, prevedendo edifici capaci di cambiare uso nel tempo senza interventi invasivi.

Si affermano così spazi flessibili, strutture sovradimensionate in modo intelligente, impianti accessibili e facilmente aggiornabili. L’edificio non è più visto come un prodotto finito, ma come un sistema aperto, in grado di evolvere insieme alla città e alle esigenze degli utenti.

Il progetto come infrastruttura sociale

Accanto alla sostenibilità ambientale, i concorsi del 2025 mettono in primo piano quella sociale. Spazi pubblici inclusivi, mix funzionali, attenzione ai margini urbani e ai contesti fragili sono temi ricorrenti. L’architettura viene valutata sempre più per la sua capacità di attivare relazioni, generare sicurezza e migliorare la qualità della vita quotidiana. Questo approccio si riflette anche nella rappresentazione dei progetti: meno rendering patinati e più diagrammi d’uso, sezioni abitate, scenari temporali. Raccontare come un edificio funzionerà nel tempo diventa importante quanto mostrarne l’immagine finale.

Che cosa ci dicono i concorsi del 2025

Nel loro insieme, i concorsi del 2025 restituiscono l’immagine di un’architettura meno autoreferenziale e più concreta. Un’architettura che accetta la complessità delle sfide ambientali ed economiche e risponde con strumenti misurabili, verificabili, spesso silenziosi ma efficaci.

Se i concorsi sono davvero lo specchio dell’architettura che sarà, allora il futuro del progetto appare fatto di responsabilità, competenza tecnica e attenzione alle risorse. Non una rinuncia alla qualità spaziale, ma una sua ridefinizione: meno basata sull’eccezione, più sulla capacità di durare e adattarsi.

In questo senso, il 2025 segna non tanto una svolta improvvisa, quanto la conferma di una direzione ormai chiara.

I Concorsi

World Architecture Festival (WAF) – Miami 12-14 novembre 2025

Il World Architecture Festival (WAF), giunto alla 16ª edizione, è il più grande festival e concorso dal vivo dedicato all’architettura. Riunisce professionisti da tutto il mondo per condividere idee, competenze e celebrare i migliori progetti architettonici. Il festival gemello, Inside, si concentra sul design d’interni, combinando concorsi, conferenze e networking, e si svolge nello stesso periodo e luogo del WAF. Il cuore di entrambi i festival è il programma di premi dal vivo, dove architetti e designer presentano i propri progetti davanti a una giuria internazionale e al pubblico. È un’occasione unica per vedere, ascoltare e capire i dettagli di oltre 500 progetti finalisti. La World Buildings Directory raccoglie tutti i progetti partecipanti, con immagini e descrizioni direttamente dagli architetti, mostrando le realizzazioni più innovative del mondo.

Trai progetti vincitori di quest’anno ci sono: il Gelephu International Airport (Bhutan) di BIG-Bjarke Ingels Group, nella categoria WAF Future Project: Infrastructure, che diventerà il secondo gateway internazionale del paese e farà parte del masterplan Gelephu Mindfulness City e che unisce innovazione moderna e artigianato tradizionale bhutanese, grazie a una struttura a diagrid in legno glulam locale e sostenibile, arricchita da intagli e motivi ispirati al Kachen, simbolo sacro della cultura locale. Inoltre la struttura integra tecnologie sostenibili, come un tetto con pannelli fotovoltaici, progettazione passiva per ventilazione naturale e controllo dell’umidità, e una struttura modulare che permette future espansioni.

Gelephu International Airport (Bhutan) di BIG-Bjarke Ingels Group
Gelephu International Airport (Bhutan) di BIG-Bjarke Ingels Group

E il progetto Regenerative Tree Tower di NIKKEN SEKKEI LTD, nella categoria WAFX (overall winner), un prototipo di grattacielo di prossima generazione, progettato per ridurre le emissioni di carbonio del ciclo di vita fino al 40%, integrando legno, spazi verdi e tecnologie sostenibili in una struttura “ad albero” con atri centrali e sistemi di trasporto efficienti.

Regenerative Tree Tower, Tokyo, Giappone, di Nikken Sekkei
Regenerative Tree Tower, Tokyo, Giappone, di Nikken Sekkei

Aga Khan Award for Architecture

Istituito nel 1977 l’Aga Khan Award for Architecture riconosce l’eccellenza architettonica in progetti che migliorano la qualità della vita. Il Premio considera i contributi di tutti coloro (architetti ed artigiani) che sono in grado di plasmare l’ambiente costruito.

Viene assegnato ogni 3 anni e l’ultima, il 15 settembre scorso, ha assegnato i riconoscimenti a Bishkek, in Kirghizistan. I sette progetti vincitori si distinguono per l’attenzione ai rischi climatici e al patrimonio culturale e creano alloggi accessibili.

Tra i progetti figurano abitazioni in bambù resistenti alle inondazioni, che possono essere ricollocate quando i fiumi cambiano corso; un restauro incrementale del patrimonio urbano guidato dalla comunità; e un centro comunitario che trasforma le rovine abbandonate di una compagnia petrolifera in uno spazio pubblico vivace.

Jahad Metro Plaza in Fatemi Square, Teheran, Iran, di Ka Architecture Studio
Jahad Metro Plaza in Fatemi Square, Teheran, Iran, di Ka Architecture Studio

Geniale trasformazione di una stazione metro a Teheran in un vivace spazio urbano pedonale. Un sistema di volte e archi a botte collegati tra loro prende forma grazie a una maglia modulare in rete metallica, rivestita con più di 300.000 mattoni realizzati a mano da artigiani locali. La scelta di questo materiale rimanda alle tecniche costruttive tradizionali iraniane e mette in risalto il valore del sapere artigianale del territorio. Le volte non svolgono soltanto una funzione di copertura ma favoriscono il passaggio della luce naturale e dell’aria, contribuiscono a ridurre l’impatto acustico e climatico della città di Teheran e organizzano lo spazio in aree con differenti gradi di riservatezza. In questo modo, l’ingresso si trasforma in una piazza urbana accogliente, protetta e vivibile. Lo spazio che ne deriva non è concepito esclusivamente come accesso alla metropolitana, ma anche come luogo di permanenza e socialità, adatto all’incontro, alla passeggiata, all’ascolto di musica, a esibizioni artistiche e ad attività spontanee come il commercio informale di strada.

Holcim Foundation Awards

La Fondazione Holcim in (Svizzera) ha dato vita ad uno dei principali contest globali per l’architettura sostenibile e l’innovazione nella costruzione. Il premio celebra progetti esemplari che integrano sostenibilità ambientale, sociale ed economica. I vincitori delle categorie regionali e i Grand Prizes vengono annunciati durante cerimonie internazionali (l’ultima edizione si è svolta il 20 novembre 2025 a Venezia).

I cinque vincitori regionali del Grand Prize 2025, premiano progetti di design sostenibile innovativi nelle aree Asia-Pacifico, Europa, America Latina, Medio Oriente e Africa, e Nord America.

I premi valorizzano progetti in fase di sviluppo che incarnano gli obiettivi della Fondazione: rigenerazione dei luoghi, tutela del pianeta, comunità prospere ed economia sostenibile. Come sottolineato dalla direttrice esecutiva Laura Viscovich, i progetti vincitori dimostrano come i vincoli possano trasformarsi in opportunità attraverso soluzioni progettuali inclusive, rigenerative e replicabili.

Holcim Foundation Awards Art-Tek Tulltorja
Holcim Foundation Awards Art-Tek Tulltorja

Art-Tek Tulltorja è un progetto di rigenerazione urbana e sostenibilità situato a Pristina, Kosovo, ideato da un team internazionale guidato da Rafi Segal A+U, in collaborazione con Office of Urban Drafters, ORG Permanent Modernity e Studio Rev. La fabbrica di mattoni non viene demolita, ma riciclata e riconvertita: materiali storici vengono recuperati, reinterpretati e integrati in un nuovo complesso funzionale.

Holcim Foundation Awards Moakley Park
Holcim Foundation Awards Moakley Park

Premiato con il Grand Prize per il Nord America ai Holcim Foundation Awards 2025, Moakley Park è un progetto di grande respiro dedicato alla riqualificazione del paesaggio e dello spazio urbano a Boston (USA), firmato dallo studio Stoss Landscape Urbanism.

L’intervento mira a mitigare il rischio di allagamenti costieri e a contrastare l’effetto isola di calore urbana, attraverso l’integrazione di soluzioni naturali come zone umide costiere ripristinate, terrapieni protettivi contro mareggiate e piene, insieme a sistemi di drenaggio avanzati e giardini pluviali di nuova concezione.

Holcim Foundation Awards Old Dhaka Central Jail Conservation
Holcim Foundation Awards Old Dhaka Central Jail Conservation

Old Dhaka Central Jail Conservation è un intervento di tutela e riqualificazione urbana dell’ex prigione centrale di Dhaka, in Bangladesh, che riconverte un luogo storicamente isolato in un parco aperto alla collettività, un centro culturale e un nodo civico inserito nel tessuto compatto e affollato della città.

Holcim Foundation Awards Qalandiya - the Green Historic Maze
Holcim Foundation Awards Qalandiya – the Green Historic Maze

Qalandiya: The Green Historic Maze è un’iniziativa di riqualificazione graduale del centro storico di Qalandiya, nei Territori Palestinesi, promossa da RIWAQ – Centre for Architectural Conservation. L’obiettivo del progetto è valorizzare e reintegrare il patrimonio architettonico e culturale del villaggio, trascurato e degradato per decenni a causa di complesse condizioni politiche e sociali, adottando un approccio sostenibile dal punto di vista ecologico, sociale ed economico.

Il progetto prevede il recupero e il restauro degli edifici storici danneggiati, impiegando tecniche tradizionali come la muratura in pietra locale. Contestualmente, vengono introdotti spazi verdi, percorsi pedonali e vegetazione autoctona, con l’obiettivo di aumentare la resilienza climatica tramite pratiche come la raccolta dell’acqua piovana, il drenaggio naturale e l’uso di pavimentazioni permeabili.

Holcim Foundation Awards Schools for Flood-Prone Areas
Holcim Foundation Awards Schools for Flood-Prone Areas

Schools for Flood‑Prone Areas” è un progetto architettonico innovativo pensato per reinventare le scuole pubbliche situate in aree soggette a inondazioni, con sede a Porto Alegre, in Brasile.
Invece di opporsi all’acqua tramite barriere costose o trasferire la scuola altrove, l’iniziativa considera l’innalzamento delle acque come un elemento naturale del contesto locale,  sfrutta l’architettura per collaborare con la natura, anziché combatterla e posiziona aule, laboratori e biblioteche su piani rialzati, sopra il livello delle possibili inondazioni, assicurando il funzionamento della scuola anche in caso di eventi estremi.

Architecture Hunter Awards 2025

Gli Architecture Hunter Awards 2025 (AHA) riconoscono le eccellenze in architettura, design dei prodotti, interior e urban design, rappresentazione architettonica, progetti sociali e studenteschi. I progetti premiati nel 2025 si distinguono per creatività, sostenibilità e design consapevole, sottolineando il ruolo dell’architettura nel plasmare il futuro degli spazi costruiti.

Dal suo lancio, Architecture Hunter è diventata una piattaforma globale di ispirazione e innovazione architettonica, con oltre 3 milioni di utenti, promuovendo connessioni significative e valorizzando progetti con un impatto duraturo.

AHA The Grand Ring of the Osaka Expo
AHA The Grand Ring of the Osaka Expo – Photo credit: ©György Palkó

Il Grand Ring dell’Expo di Osaka, progettato da Sou Fujimoto, è la struttura in legno più grande del mondo. Si tratta di una passerella circolare sopraelevata lunga 675 metri che incornicia il sito dell’Expo. Alta 12 metri, simboleggia unità e apertura. Ispirata alla tradizionale tecnica giapponese delle giunzioni del legno, i suoi elementi in legno sono realizzati utilizzando antiche tecniche di lavorazione adattate alle esigenze strutturali moderne.

Dezeen Awards 2025

I Dezeen Awards sono tra i premi più prestigiosi a livello internazionale nei campi dell’architettura, del design, degli interni e della sostenibilità. Sono organizzati dalla rivista britannica Dezeen e sono nati nel 2018, il loro obiettivo è quello di valorizzare progetti innovativi, utili e sostenibili, capaci di generare un impatto positivo sulla società e sull’ambiente.

Il concorso è aperto a progettisti, studi e aziende di tutto il mondo e raccoglie migliaia di candidature internazionali. Le categorie si articolano in quattro grandi aree: architettura, interni, design e sostenibilità, con possibili sezioni speciali che variano di anno in anno.

Dezeen Awards 2025 Apartment in Bois de Boulogne di Studio Asaï  
Dezeen Awards 2025 Apartment in Bois de Boulogne di Studio Asaï  

Nella categoria Residential Interior (large) è stato premiato Apartment in Bois de Boulogne di Studio Asaï (Parigi), notevole per il mix di materiali tradizionali e innovativi che sono stati utilizzati.

Premi specifici per prodotti e materiali

SIDEXPLO!T Award 2025

Il SIDEXPLO!T Award 2025 è un riconoscimento di architettura e design promosso da SIDEX, azienda canadese del Québec specializzata in rivestimenti in legno naturale, nato per valorizzare progetti in cui il legno autentico ha un ruolo centrale dal punto di vista estetico e tecnico.

Il premio punta a incentivare l’uso creativo e di qualità del rivestimento in legno SIDEX, a dare visibilità ad architetti, designer e costruttori che lo impiegano con efficacia e a diffondere i progetti vincitori attraverso i canali dell’azienda e dei partner.

Le opere sono valutate da una giuria in base a qualità visiva, equilibrio formale, originalità, armonia dei materiali e correttezza tecnica dell’uso del legno, e possono riguardare edifici residenziali, multi-residenziali, commerciali o istituzionali realizzati negli ultimi anni. Nell’edizione 2025 sono stati premiati interventi apprezzati per la sensibilità progettuale e l’integrazione con l’ambiente, come Entre Lac et Forêt di LOCUS architecture + design.

SIDEXPLO!T Award 2025
SIDEXPLO!T Award 2025 – Entre Lac et Forêt di LOCUS architecture + design – Photo credit: Maxime Brouillet

The Brick Award

Il Brick Award, noto anche come Wienerberger Brick Award, è un premio internazionale biennale dedicato all’architettura contemporanea in laterizio, considerato uno dei riconoscimenti più importanti nel settore. Istituito nel 2004 e promosso dall’azienda austriaca wienerberger, mantiene un carattere indipendente poiché la partecipazione non richiede l’uso dei prodotti dell’azienda.

Il premio valorizza progetti da tutto il mondo che si distinguono per qualità architettonica, innovazione, sostenibilità, efficienza energetica e uso creativo del mattone. Una giuria internazionale seleziona circa 50 finalisti tra le numerose candidature e assegna premi in diverse categorie, come abitazioni, residenze collettive, spazi pubblici, edifici per il lavoro e progetti sperimentali, con riconoscimenti economici e un Grand Prize.

La cerimonia di premiazione si svolge generalmente a Vienna e i progetti vincitori e selezionati vengono pubblicati nel Brick Book e promossi a livello internazionale attraverso eventi e canali ufficiali. L’ultima edizione è del 2024, adesso si attende quella del 2026.

The Brick Award CBME
The Brick Award CBME – Categoria: Building outside the box; Progetto Types of Spaces di HANGHAR, architetto Eduardo Mediero – Credit Luis Diaz Diaz
The Brick Award CBME - Categoria: Living together; Progetto: M 5605 di Estudio Arqtipo, architetto Diego Martin Aceto
The Brick Award CBME – Categoria: Living together; Progetto: M 5605 di Estudio Arqtipo, architetto Diego Martin Aceto – Credit Federico Kulekdjian

FAQ Concorsi architettura 

In che modo i concorsi di architettura del 2025 riflettono un cambiamento nel modo di progettare?

I concorsi del 2025 mostrano un passaggio deciso da un’architettura principalmente formale a un approccio basato su responsabilità ambientale e sociale. I progetti vengono valutati sempre più su criteri misurabili di sostenibilità, sull’impatto reale delle soluzioni costruttive e sulla capacità di rispondere a sfide globali come il cambiamento climatico e l’uso consapevole delle risorse.

Perché la sostenibilità “misurabile” è diventata centrale nei bandi di concorso?

La sostenibilità misurabile consente di superare dichiarazioni di principio e strategie generiche. Indicatori come il ciclo di vita dei materiali, le prestazioni energetiche e la riduzione delle emissioni permettono alle giurie di confrontare i progetti in modo oggettivo, premiando soluzioni realmente efficaci e verificabili.

Che ruolo hanno materiali locali e tecniche costruttive consapevoli nei progetti selezionati?

L’uso di materiali locali e tecniche costruttive consapevoli riduce l’impatto ambientale, valorizza le economie territoriali e rafforza il legame tra architettura e contesto. Nei concorsi del 2025 questi aspetti diventano elementi chiave per proporre soluzioni resilienti, adattabili e responsabili a scala sia locale che globale.

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