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Partendo dallo stesso dna, che ha generato la collocazione di due blocchi cubici in continuità con l’idea di co-housing, differisce per la presenza di un buffer-space che evidenzia la zona d’angolo facendo partecipare l’edificio alla vita di quartiere. L’orientamento, che segue in parte le tracce storiche già sedimentate e in parte si allinea con via Farini, ha reso possibile rivolgere un’intera facciata verso sud. Un involucro, inserito con discrezione nella struttura a vista, svolge la funzione di “filtro” amplificando e smorzando l’energia del sole e le interferenze della strada. Si definisce quindi un blocco residenziale protetto da una membrana attiva che migliora le attività di co-housing. Il sistema di scelte tecnologiche è stato orientato interamente verso la tecnologia a secco, questo ha permesso di migliorare sia i temi del risparmio energetico e della migliore gestione del processo edilizio, sia il tema della flessibilità e durabilità, migliorata anche per mezzo della scelta strutturale che permette l’ampliamento in fase successiva. Le scelte di carattere estetico hanno valorizzato il rispetto del concept iniziale; tutti i materiali, infatti, sono stati scelti per meglio definire l’aspetto di volume residenziale protetto dal buffer. Gli spazi comuni esterni, che contribuiscono a migliorare il vivere in co-housing, sono stati concepiti come un insieme di luce ed ombra, nello spazio tra l’involucro di facciata e il blocco edilizio, che nei suoi pieni e vuoti manifesta la presenza di superfici di “verde sospeso”. Per scaricare le tavole in pdf del progetto definitivo clicca qui Per scaricare le tavole in pdf del progetto esecutivo clicca qui Per scaricare le tavole in pdf del preliminare clicca qui Politecnico di Milano Facoltà di Architettura, Best Dipartimento di Scienza e Tecnologia Laboratorio di costruzione dell’Architettura 1 dell’ambiente costruito prof. Anna Mangiarotti, prof. Alessandra Zanelli Consiglia questo approfondimento ai tuoi amici Commenta questo approfondimento