Al posto dell’ex Fabbrica Borletti, il nuovo Washington Building

A cura di:

Il progetto del nuovo complesso residenziale Washington Building sorgerà nell’area dell’ex Fabbrica Borletti. La riqualificazione prevede il mantenimento delle facciate di maggior pregio architettonico e la ridistribuzione della volumetria, il tutto con un’innovativa impronta green.

a cura di Silvia Giacometti

Al posto dell’ex Fabbrica Borletti, il nuovo Washington Building

Indice degli argomenti:

La riqualificazione dell’ex Fabbrica Borletti segna un importante intervento progettuale poiché per molti anni è stato un punto di riferimento per tanti milanesi, ma non solo.

Un'immagine storica della Borletti, 1907
Un’immagine storica della Borletti

Questo edificio è oggi un raro esempio, in centro città, di archeologia industriale di inizio ‘900 caratterizzato da uno stile eclettico e ampie facciate liberty, dietro le quali, una volta, si producevano orologi, sveglie e macchine da cucire. L’immobile, che domina un lato di Piazza Carlo Irnerio e che affaccia su via Cecchi e Via Costanza, era parte di un complesso industriale più esteso, nell’area una volta denominata Maddalena, e si componeva di una serie di edifici distribuiti sino a Via Washington.

Render esterno Washington Building a Milano
Render progetto Washington Building

Il progetto

Il progetto del nuovo complesso residenziale prenderà il nome di Washington Building e porterà la firma dello studio di architettura DFA Partners. L’architettura che ne deriva è un’operazione filologica che media tra il preesistente carattere industriale dell’edificio e il contesto in cui si trova, connotato da un chiaro carattere residenziale. Entro la fine dell’anno termineranno le fasi di demolizione e di bonifica e avranno inizio i lavori di riqualificazione.

Attenzione a rinnovabili e risparmio energetico nel nuovo Washington Building a Milano
Massima attenzione a energie rinnovabili e risparmio energetico

Dovendo tenere conto dell’identità linguistica legata all’immaginario collettivo sedimentato nella memoria del luogo, gli obiettivi del progetto di riqualificazione sono:

      • mantenere lo stile dell’immobile, nonostante l’assenza di vincolo monumentale;
      • rafforzare l’identità dell’area attraverso rimandi linguistici/strutturali con gli edifici che lo circondano (tra cui il complesso adiacente, con affaccio su via Gessi, riqualificato negli anni ’80 dall’architetto Marco Zanuso);
      • adottare pratiche di architettura sostenibile per conferire un’impronta green ed ecologica al nuovo edificio;
      • valorizzare l’intero progetto in un’ampia visione di rilancio e potenziamento urbano del distretto.

Render facciata esterna Washington Building a Milano

«Sappiamo bene cos’era la Borletti, forse, effettivamente, se abbiamo qualche anno… La fabbrica dei “punti perfetti” con le sue macchine da cucire o le auto, a partire dalle sportive, che montavano strumenti Veglia Borletti e così via. Gli edifici non hanno resistito nel tempo, il loro posto è stato preso da nuove costruzioni che, francamente, non gli rendono giustizia. Una parte, fortunatamente, fu oggetto di risanamento, per mano del mio maestro, l’architetto Marco Zanuso. Rimaneva solo la parte operativa, in stato di abbandono, ma con caratteristiche di fine ‘800 molto significative, con disegni floreali e geometrici in facciata, bifore nella parte alta ed elementi a torre, il tutto con facciate di mattoni faccia a vista. Inutile dire quanto mi fece piacere realizzare un intervento a fianco a quello del mio maestro» – Daniele Fiori, fondatore e managing partner DFA Partners.

Ex Fabbrica Borletti a Milano
Stato di fatto dell’ex Fabbrica Borletti

Architettura e sostenibilità

Il complesso residenziale Washington Building vede lo svuotamento del sito con mantenimento delle facciate di maggior valore architettonico e la ridistribuzione della volumetria che ripristina l’allineamento con gli edifici adiacenti.

La struttura a “C” che si delinea è composta da alcuni piani fuori terra allineati su strada e due ulteriori piani arretrati a coronamento. I volumi aggiuntivi saranno connotati da una facciata razionalista, il cui modulo compositivo è un chiaro rimando alle geometrie delle facciate in mattoni del corpo storico originario, che vengono così mantenute, mentre il rivestimento in pietra adottato ha la funzione, stilisticamente, di dare vita a un legame materico con l’edificio che affaccia su via Gessi, ristrutturato da Marco Zanuso, facente anch’esso parte dell’ex sito industriale Fratelli Borletti.

Washington Building a Milano, interno di un appartamento
Cura di ogni dettaglio anche per gli interni

Completano l’edificio tre piani interrati adibiti ad autorimessa mentre a piano terra, oltre agli spazi residenziali, sono previsti una serie di luoghi e servizi pensati per gli abitanti: una sala polivalente a disposizione dei condomini, un locale delivery e un’area fitness.

DFA Partners, da tempo sostenitore della bioarchitettura e dei valori di sostenibilità e rispetto dell’ambiente, ha formulato il progetto prevedendo l’utilizzo anche di un’importante quantità di alberi, piante, rampicanti, arbusti collocati nell’estesa corte interna, nei giardini e nei patii delle abitazioni, così come nei balconi privati, indicando nella forestazione urbana il futuro della città con il chiaro intento di formulare nuovi spazi residenziali che vedono sempre più protagonisti sostenibilità, efficienza e riduzione delle emissioni di CO2.

Il verde, elemento architettonico nel progetto Washington Building a Milano
Il verde è un elemento architettonico del progetto

Saranno realizzate 100 unità in classe energetica A, con patii privati, appartamenti con logge private, attici con ampie terrazze private. La consegna degli spazi abitativi è fissata per gennaio 2022.

Washington Building a Milano, interno di un appartamento
Ottima illuminazione naturale

«La prima curiosa scoperta in questo progetto fu l’assenza di un particolare vincolo paesaggistico. Obbligo che inevitabilmente ci siamo imposti noi. I motivi, ahimè, che ci hanno portato a una demolizione quasi completa, sono stati inevitabilmente gli scavi con relativa bonifica. Il risanamento dei solai è stato indispensabile poiché allo stato attuale erano incapaci di reggere l’idea del nuovo progetto e rispettare soprattutto le attuali normative. La proprietà si è fortunatamente convinta ad affrontare una spesa superiore per costruire di nuovo lo stabile con gli stessi stilemi, con materiali controllati e tecnologie innovative, e impianti a contenimento energetico che inseguiranno da molto vicino l’impatto zero. Nel complesso, siamo molto fieri di aver tenuto insieme fascino, tradizione, storia e futuro!» – Daniele Fiori, fondatore e managing partner DFA Partners.