Paglian Casale

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Il progetto si radica agli aspetti costitutivi del carattere del luogo, dal punto di vista ambientale, percettivo, storico e climatico. Il sistema lineare degli spazi pubblici del boulevard è interpretato come grande collettore della rete di percorsi ciclo-pedonali nel verde, prevista dal programma urbanistico, a servizio dell’intero quartiere.
Alla necessità di un collegamento diretto tra stazione, chiesa e scuole, si affianca dunque quella di smistamento dei flussi pedonali da e verso l’intero insediamento.
La restituzione di una continuità percettiva e funzionale della sequenza di spazi pubblici e la ricucitura delle cesure costituite dagli attraversamenti carrabili avvengono attraverso l’adozione di un pattern orografico, citazione della morfologia collinare del sito, che si sviluppa senza soluzioni di continuità lungo tutto il boulevard e le cui acclività divengono dispositivi di traffic calming in occasione degli attraversamenti carrabili.
L’inserimento dell’area di trasformazione urbanistica di Paglian Casale come isola urbana all’interno di un sistema rurale tipico e la vicinanza del boulevard all’emergenza naturalistica del Parco Radicelli ne inquadrano il disegno all’interno di una concezione unitaria ed organica del sistema del verde.
Lo spazio pubblico tipicamente urbano diviene dunque teatro di una contaminazione linguistica che vede gli elementi naturali propri dell’ambiente rurale inserirsi all’interno del tessuto della città in un continuum che dalla scala del paesaggio si introduce nel boulevard e da lì si propaga per l’intero quartiere.
La veicolazione della memoria del luogo all’interno di un episodio di trasformazione urbana è affidata ad elementi lessicali quali le alberature tipiche della macchia e del bosco spontaneo, le graminacee, gli stagni.
Attraverso la riconnessione di una continuità fisica, ancor più che concettuale, del sistema naturale, il progetto intende mitigare l’impatto ambientale della cesura costituita dall’inserimento della nuova spina urbana nell’ecosistema della campagna circostante.
Infine, il progetto identifica il boulevard come una grande macchina bioclimatica in grado di influire positivamente non solo sul comfort termo-igrometrico dei fruitori in ogni stagione, ma pure sul microclima del tessuto urbano dell’intorno.
Il controllo sistematico dei soleggiamenti e ombreggiamenti stagionali degli edifici e delle alberature di progetto, la scelta dei materiali di pavimentazione, delle specie arboree, della posizione delle aree funzionali sono parte integrante di un approccio progettuale che pone in primo piano l’esperienza percettiva dei fruitori.

Collaboratori
Andrea Angeli
Elisa Quadri
Andrea Isabel Guillen Triggiano

Artista
Davide Rivalta

Consulenti
Valeria Laura Dominione (consulente botanico)
Pier Luigi Tazzi (curatore dell’intervento artistico)