Silenzio-assenso sul permesso di costruire: la conformità urbanistica non è un presupposto 23/03/2026
Indice degli argomenti Toggle Forestazione urbana e resilienza, azioni imprescindibili per le cittàL’importanza delle dotazioni ecologicheL’avvento di FogliaL’entità degli interventi in dati e cifre Quanto ci sia bisogno di programmare interventi di forestazione urbana e di resilienza climatica nelle città italiane lo si comprende dai dati dell’ultimo report “Città Clima“ di Legambiente focalizzato sugli impatti che la crisi climatica sta avendo sul tessuto urbano. In Italia, dal 2015 al 2025, sono stati 811 gli eventi meteo estremi, di cui 97 solo nel 2025 (gennaio-settembre), registrati in 136 Comuni con oltre 50mila abitanti. Di fronte a questa situazione, è necessario programmare adeguate risposte. A oggi, in questi Comuni, solo il 39,7% ha adottato un piano o una strategia di adattamento. Tra le città che si sono dotate di un piano attento al territorio c’è Cesena. La Giunta comunale ha da poco approvato Foglia – Forestazione green blue infrastructures per l’adattamento – un documento organico che va a toccare diverse esigenze e cerca di contemplare la necessità di ridurre il consumo di suolo, oltre a maturare un coordinamento sul territorio di forestazione urbana e di mettere in atto interventi per la resilienza climatica. Si tratta di uno strumento avanzato, sia per l’ampia portata sul territorio cittadino sia per la pragmaticità degli interventi che sono previsti. «L’elemento innovativo di Foglia è che vuole essere un documento di pianificazione, ma pienamente calato nell’operatività, con uno sguardo su tutto il territorio comunale», afferma Giovanni Fini, ingegnere e dirigente del Settore Tutela dell’Ambiente e del Territorio al Comune di Cesena L’investimento complessivo per gli interventi previsti è stimabile in circa 20 milioni di euro. Forestazione urbana e resilienza, azioni imprescindibili per le città Cesena è consapevole della necessità e dell’urgenza di adottare interventi di forestazione urbana e di resilienza climatica. La stessa città ha subito gli effetti degli eventi meteo estremi: un’alluvione nel 2023, causò la morte di 4 persone oltre a danni sul territorio. L’amministrazione comunale non si è mossa sull’effetto dell’emergenza. «Già da qualche anno ci stiamo occupando del tema dell’adattamento in vari modi», spiega Fini. Lui stesso racconta il percorso comunale, partito già nel 2019 col PAESC (Piano d’azione per l’energia sostenibile e il clima) che ha delineato un approccio integrato tra mitigazione e adattamento alle condizioni climatiche in evoluzione. Le strategie di adattamento qui indicate si sono focalizzate sull’aumento della resilienza del territorio agli effetti dei cambiamenti climatici, integrando azioni specifiche per le criticità locali. Nello specifico si sono adottate strategie verdi e blu. Le strategie verdi sono finalizzate a contrastare ondate di calore e aumento delle temperature con l’incremento del verde urbano; le strategie blu sono finalizzate alla gestione sostenibile delle acque meteoriche sotto forma di sistemi di drenaggio naturale, pavimentazioni permeabili e aree di raccolta e trattenuta delle acque piovane. Inoltre, il Comune ha aderito al progetto europeo Adriadapt, che ha fornito il supporto tecnico e conoscitivo utile nella valutazione delle vulnerabilità climatiche del territorio dell’Unione dei Comuni Valle del Savio. Nell’ambito del progetto, l’amministrazione comunale cesenate ha elaborato e approvato una Strategia per il recupero e la riconnessione ecologica per la tutela e valorizzazione delle aree verdi urbane e periurbane. All’interno dello stesso, sono state individuate aree dedicate al restauro della piana alluvionale lungo il corso del Savio, fiume che attraversa la città. Nel 2022 è stata la volta del Piano Urbanistico Generale (PUG) che integra nelle strategie urbane gli indirizzi sul verde e natura degli strumenti precedenti. L’anno successivo, Cesena, ha aderito formalmente al Green City Accord, prima città italiana a farlo, puntando a concretizzare obiettivi operativi per incrementare dell’1,7% la superficie alberata nel territorio comunale entro il 2030. L’importanza delle dotazioni ecologiche Dopo il PUG C’è stato un passaggio successivo, ovvero il regolamento approvato nel 2024 sulle dotazioni ecologiche e sulle compensazioni ambientali. Le dotazioni ecologiche sono esplicitamente richiamate nella legge della Regione Emilia-Romagna sull’uso del suolo (legge Regionale 21 dicembre 2017, n. 24). «Oltre alle dotazioni urbanistiche intese in senso tradizionale, la legge introduce la categoria delle dotazioni ecologiche. Perché lo si è fatto? Per un motivo preciso: se le dotazioni urbanistiche sono di norma attuate su aree pubbliche o che devono essere cedute al Comune, le dotazioni ecologiche hanno un carattere più orientato alla prestazione e possono riguardare aree non necessariamente da cedere al pubblico». L’elemento rilevante è dato dal fatto che, per gli interventi di dimensioni più consistenti, il PUG prevede, in coerenza con la legge regionale, che chi interviene dedichi lo stanziamento di fondi per la realizzazione di dotazioni ecologiche, fondi che possono essere utilizzati dal Comune laddove si ritenga più efficace un intervento pubblico rispetto a quello che potrebbe realizzare il privato sulla propria area. «Così, abbiamo messo a punto questo regolamento che stabilisce puntualmente quali sono le dotazioni ecologiche e le modalità per realizzarle, oltre a stabilire l’entità economica», specifica ancora Fini. L’avvento di Foglia Si è quindi messo a punto uno strumento ragionato per individuare gli interventi possibili e di mapparli, in modo da avere uno sguardo ampio su tutto il territorio riguardante i possibili interventi da attuare, in termini di recupero di suolo, di forestazione urbana e di resilienza climatica. Si è giunti così a Foglia – Forestazione green blue infrastructures per l’adattamento, documento di indirizzo per gli interventi di adattamento climatico sul territorio che ha individuato le aree strategiche su cui intervenire. Sul tema è intervenuto, con una nota, l’Assessore alla Sostenibilità ambientale, Andrea Bertani, spiegando che: “Con questo documento individuiamo, in modo puntuale, le aree strategiche su cui intervenire, distinguendo tra parcheggi pubblici da rigenerare e aree destinate alla forestazione urbana. Per quanto riguarda i parcheggi, distribuiti nei diversi quartieri, sono previste quattro tipologie di intervento: rigenerazione strategica con de-impermeabilizzazione e recupero delle acque meteoriche; rigenerazione totale con desigillazione e ombreggiamento degli stalli; rigenerazione parziale con interventi selettivi; rigenerazione energetica mediante installazione di coperture fotovoltaiche. Tali azioni consentiranno di aumentare la permeabilità dei suoli, migliorare il comfort urbano, ridurre le temperature superficiali e, dove previsto, produrre energia rinnovabile”. Parallelamente il piano individua aree destinate a nuove forestazioni urbane, suddivise tra proprietà comunali, aree private da acquisire e comparti inseriti in trasformazioni urbanistiche in corso di attuazione. L’entità degli interventi in dati e cifre Per quanto riguarda le azioni forestazione urbana e resilienza climatica, si prevedono circa una trentina di interventi che verranno suddivisi per gli anni a seguire, sulla base delle effettive disponibilità economiche. Nello specifico: gli interventi di desigillazione e ombreggiatura di parcheggi e piazzali esistenti riguardano un’area complessiva di 192.500 metri quadri per un investimento complessivo stimato in circa 20 milioni di euro. Gli interventi riguardanti le pensiline fotovoltaiche su parcheggi esistenti si svilupperanno su una superficie superiore a 18.700 mq e l’investimento stimato, sempre in modo parametrico, è di 10 milioni di euro. Per quanto riguarda gli interventi di forestazione urbana, questi riguardano superfici per oltre 100 ettari (1 milione di metri quadri) con un investimento previsto di 4 milioni di euro. Gli oneri versati da interventi privati per dotazioni ecologiche e compensazioni e che si prevede di utilizzare per finanziare questi interventi ammontano a circa 500mila euro l’anno, variabili a seconda dell’intensità dell’attività edilizia. A questi si andranno ad aggiungere di volta in volta finanziamenti regionali e nazionali ad oggi non stimabili. Consiglia questo approfondimento ai tuoi amici Commenta questo approfondimento