Edilteco per l’Auditorium de l’Aquila

EDILTECO

L’Auditorium de L’Aquila, l’emblema di una città che ha voluto rinascere.

Edilteco è riuscita a prendere parte a questo riscatto culturale partecipando al progetto.
In seguito al sisma del 5 e 6 aprile 2009, la scossa di magnitudo 6.3 con epicentro tra Roio Colle, Genzano e Collefracido uccise oltre trecento persone e devastò il territorio. Non è difficile intuire che nel contributo Edilteco, reduce tre anni dopo da un’esperienza simile, oggi vi sia molto di personale. E’ l’incontro di due vissuti uguali e diversi. E’ la condivisione di un’unica volontà: credere in un presente e in un futuro migliore. A questo punto il dettaglio si impone. Immaginate 3 cubi di dimensioni diverse capitati quasi per caso l’uno accanto all’altro ad un tiro di schioppo dall’ancora inagibile Forte Spagnolo, luogo deputato all’attività dell’Orchestra Baratelli. Cuore di un progetto allo stesso tempo semplice e ambizioso, nonché ciliegina sulla torta della “Missione Abruzzo” targata Provincia Autonoma di Trento, l’Auditorium “d’emergenza” occupa il cubo dalle misure più ampie. Ossia una struttura lignea inclinata di 30 gradi  e pensata ad hoc per ospitare 238 spettatori e 40 musicisti. La zona centrale piana della “sala musica” è dedicata al podio dell’orchestra, rialzato di 40 centimetri rispetto al pavimento. Tanto l’accesso al  foyer, ospitato dal secondo cubo, quanto l’ingresso che conduce  ai camerini (cubo 3), sono posti a lato dello stesso podio. Le gradonate riservate al pubblico, alte 40 centimetri e di profondità pari a 90 centimetri, offrono 8 file da 24 posti fronte palco e 2 file da 24 sedute sul lato posteriore. Materiale d’elezione? Il celebre “abete rosso di risonanza” della Val di Fiemme. Di ottima qualità acustica, l’abete trentino non teme gli sconquassi provocati dal terremoto ed è ideale per realizzare in tempi rapidi strutture sicure ed ecosostenibili. Ecco dunque che il sogno di Renzo Piano dedicato a tutti gli aquilani si rivela agli occhi di Edilteco un banco di prova importante, un’occasione irrinunciabile per mettere a frutto la propria competenza a vantaggio di un’intera città. “Vuoi per valutazioni di stampo economico, vuoi per motivi sismici o prestazionali, negli ultimi anni le strutture leggere si stanno diffondendo a macchia d’olio. Si tratta di soluzioni eterogenee – spiega l’ingegnere Michele Chiarato, responsabile della divisione dBred di Edilteco -che però presentano una caratteristica in comune: la ridotta massa per unità di superficie. In evidente fase di affermazione, le tecniche costruttive che privilegiano l’uso di partizioni verticali e orizzontali necessitano di  un’ampia gamma di prodotti isolanti a lastre e pannelli”. Da sempre paladina del benessere psico-fisico delle persone, negli ultimi anni Edilteco ha fatto dell’isolamento acustico vera e propria mission aziendale. Merito della divisione dBred Noise Reduction che del gruppo di San Felice sul Panaro è ormai riconosciuto fiore all’occhiello. Fedele alleato di ogni sorta di patologia  provocata da ansia e stress, il rumore è un avversario subdolo perché onnipresente. Dunque da non sottovalutare. Motivo per cui l’impegno di Edilteco si traduce non solo nel fornire risposte puntuali grazie a prodotti innovativi di elevata qualità, ma anche e soprattutto volontà di “fare cultura”. Con l’obiettivo di ottenere una gamma di proposte specifiche per l’isolamento acustico che si distingua per prestazioni e cura del dettaglio, Edilteco Group ha stretto la mano al principale produttore mondiale di materiali in gomma riciclata, da oltre mezzo secolo attivo sul mercato internazionale. La presenza di fibre in gomma SBR consente infatti il corretto controllo industriale del peso specifico del prodotto e garantisce la costanza della prestazione in opera. Inoltre, grazie a Edilteco, se fino a ieri difendersi dalle vibrazioni sembrava impresa erculea, oggi è di fatto tutto un altro paio di maniche.
“Il prodotto REGUPOL BA firmato Edilteco – spiega l’ingegnere e architetto Ivan Zulberti di Ediltione, azienda della provincia di Trento responsabile, in tandem con Collini Lavori e Gostner, dell’esecuzione dei lavori è stato utilizzato per garantire l’isolamento acustico fra il primo e il secondo piano del cubo 2, sede degli impianti tecnologici.  La posa del prodotto, esente da imprevisti, si è rivelata semplice e assai agevole”. Intervenire con sistemi antivibranti su macchinari e impianti connessi alle strutture di un edificio equivale ad impedire la propagazione per via solida di fastidiose vibrazioni responsabili di rumori molesti. Un sistema smorzante risulta efficace solo se riduce la frequenza di risonanza a valori inferiori rispetto a quella del disturbo prodotto dal macchinario. In caso contrario, qualsivoglia azione rischia di risultare inutile o addirittura controproducente. Motivo per cui realizzare sistemi antivibranti (il cui range di applicazione è assai ampio e contempla tanto l’isolamento di coperture e passaggi carrabili quanto la realizzazione di blaster antivibranti per sedi ferroviarie) presuppone non soltanto una puntuale progettazione, ma anche e soprattutto una profonda conoscenza dei materiali utilizzati. Regupol BA, antivibrante e isolante acustico bugnato, è un materassino in fogli composto di fibre selezionate in gomma SBR e granuli legati con resine poliuretaniche a densità 550 kg/metri al cubo. La conformazione bugnata di una delle facce riduce il piano di appoggio ad un quinto della superficie totale. Lo spessore massimo non supera i 17mm mentre quello minimo è di 8mm. Il prodotto made in Edilteco vanta notevole elasticità e un carico di esercizio sino a 50 kN/metri quadrati. Forte dell’approvazione tecnica europea, può essere impiegato in singolo, doppio o triplo strato. E’ dotato di grafici specifici per la progettazione di sistemi antivibranti. “L’impresa più ardua? Conciliare gli aspetti architettonici con le esigenze del progetto strutturale di cui è responsabile l’ingegnere Maurizio Milan.  L’intenzione è sempre stata quella di non privilegiare un aspetto a discapito dell’altro. E a giudicare dal risultato ottenuto – conclude l’ingegnere Zulberti – direi che ci siamo riusciti”. La presenza discreta dei tre cubi lignei, “non forme” eterne nella durata ma effimere nelle pretese, ben si sposa con la massa compatta del  Forte Spagnolo, castello cinquecentesco frutto  di un ambizioso progetto militare partorito dai dominatori di allora. La sua costruzione porta alla devastazione di un intero quartiere. Infervorati dalla maestosità dell’opera, gli spagnoli non mostrano alcuna empatia neppure nei confronti della Campana della Giustizia,  voce autorevole della città. Fusa senza alcuna lacrima di rammarico – destino peraltro condiviso da tutte le campane  cittadine –  l’opulenta inquilina della Torre Civica diventa materia prima per far cannoni. Ma quale è il vero scopo di tanto impegno? Baluardo difensivo nell’estremo confine settentrionale del regno di Carlo V, al Forte viene imposto di vestire i panni di novello Giano bifronte. Lo si vuole infatti anche nel ruolo di guardiano dei  traffici di lana lungo l’asse Napoli-Firenze. L’happy end non sembra però essere contemplato dalle pagine di storia. Annoiati dall’atmosfera mediterranea, nella seconda metà del Cinquecento gli spagnoli puntano lo sguardo verso il nord Europa. Quindi optano per l’America del Sud gettando alle ortiche qualsivoglia sogno di gloria relativo al Castello. Che, messo a dura prova dalla seconda guerra mondiale, sarà restaurato nel 1951 dalla Soprintendenza ai Monumenti e Gallerie d’Abruzzo e Molise. Oggi,oltre ad ospitare l’Auditorium cittadino, il Forte Spagnolo è sede del Museo Nazionale d’Abruzzo, piatto forte dell’offerta culturale dell’intera regione. Ferito nel profondo dal terremoto del 2009, al momento resta inagibile. Pensato come un vero e proprio strumento musicale –  “un grande Stradivari” – l’Auditorium di Renzo Piano nasce dunque come supplente a tempo determinato. E si impone come esempio di quel “buon costruire” di cui Edilteco è sin dalle proprie origini convinta sostenitrice.

 Guarda l’intero progetto di Renzo Piano

Edilteco per l'Auditorium de l'Aquila
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