Tutto l’Abruzzo sarà zona sismica

Maggiori controlli, miglioramento nelle azioni per la prevenzione e la riduzione del rischio sismico e differenziazione tra alta e bassa sismicità.

Sono solo alcuni degli aspetti più importanti che affronta il nuovo disegno di legge regionale "Norme per la riduzione del rischio sismico e modalità di vigilanza e controllo su opere e costruzioni in zone sismiche", approvato in Giunta e presentato stamane dal presidente della Regione, Gianni Chiodi, e dall'assessore alla Protezione civile, Gianfranco Giuliante.

È una legge complessa che, come ha sottolineato Giuliante "chiude una colpevole vacatio di dieci anni, nel corso dei quali la politica ha mostrato tutti i suoi limiti rinviando la definizione di un problema che invece poi si è dimostrato essere di estrema attualità e urgenza".

Proprio in quest'ottica, il presidente della Regione, Gianni Chiodi, ha parlato di "legislazione rigorosa, molto attenta e all'avanguardia, che cancella un gap normativo che la Regione Abruzzo aveva e che forse si è fatto sentire maggiormente proprio in occasione del terremoto del 6 aprile".

Nello specifico, il disegno di legge cancella la legge regionale 138/96 che "conteneva non poche contraddizioni a cominciare dai controlli a campione sulle pratiche edilizie e, tra le altre cose, attuava lo snellimento delle procedure per gli interventi edilizi nelle zone sismiche, in palese contrasto con la legge 380/2001 che parlava di preventivo rilascio dell'autorizzazione".

È bene chiarire che il disegno di legge non incide sulla classificazione sismica, ma indica in 249 i comuni abruzzesi ad "alta sismicità" e in 56 a "bassa sismicità".

Ci sarà uno Sportello unico per  l'edilizia, competente per territorio; dispone poi innovativi e necessari aggiornamenti di pianificazione territoriale provinciale e comunale. I Comuni dovranno poi indicare le aree con grado di pericolosità locale attraverso la realizzazione della carta delle microaree, introducendo così il concetto di microzonizzazione sismica nella pianificazione territoriale.

I Comuni dovranno integrare gli strumenti urbanistici e di pianificazione alla nuova normativa, le Province avranno il compito di armonizzare le nuove pianificazioni nelle aree di confine e la Regione svolgerà funzioni di indirizzo, coordinamento e supporto agli enti locali.

Le procedure di controllo, come detto, saranno molto più rigorose e investiranno tutti gli atti. Si abbandona dunque la pratica del "controllo a campione" e s'inserisce quella dell'autorizzazione obbligatoria del Genio civile. Il disegno di legge ora passa all'esame del Consiglio regionale.

Il presidente Chiodi ha parlato di "apertura ai contributi che arriveranno in sede di discussione", ma ha anche aggiunto che "la legge deve essere approvata al più presto".

Consiglia questa notizia ai tuoi amici

Commenta questa notizia



Le ultime notizie sull’argomento