I fenomeni sismici: previsione e prevenzione

Si è svolto il giorno 7, presso il castello Orsini ad Avezzano il convegno sul tema “I fenomeni sismici: previsione e prevenzione” voluto dai giovani del Liceo Scientifico V. Pollione e organizzato dal preside dell’istituto, Angelo Bernardini in collaborazione con la Croce Rossa Italiana e l’Uciim de L’Aquila.
Relatore dell’incontro il prof. Antonio Moretti dell’Università dell’Aquila, il geologo che dopo il sisma aquilano, analizzando la ricorrenza dei terremoti , aveva lanciato l’allarme anche per la Valle Peligna. Presenti all’incontro anche l’assessore regionale alla Protezione Civile, Daniela Stati, la responsabile della CRI, Maria Teresa Letta e l’assessore comunale alla Protezione Civile, Bianchini.
Il Professor Moretti ha tenuto una vera e propria lezione sulla formazione dei terremoti ed in particolare su quelli relativi al territorio aquilano attirando fortemente l’attenzione dei presenti. Al termine della conferenza il preside Bernardini ha concesso ai presenti la possibilità di chiarire i propri dubbi facendo domande al professore.
Il geologo ha risposto ai quesiti sulle faglie del Fucino, che si sposterebbero con una frequenza di circa 500 anni, ai quesiti sulla classificazione sismica aquilana a cui era stato attribuito il rischio 2 e non 1, ricordando che tutt’oggi, anche l’Irpinia, nonostante un terremoto di magnitudo 6,9 della scala Ricther è ancora inspiegabilmente classificata come zona con rischio sismico 2.
Un susseguirsi di domande che hanno trovato spesso la loro risposta sulla scarsa prevenzione in Italia sui terremoti nonostante il territorio presenti con andamento costante il ripetersi di diversi eventi sismici. “I tagli alla ricerca” da parte dello stati italiano a partire dal 1990 hanno rapidamente ristretto – secondo Moretti – le possibilità dei giovani ricercatori italiani di approfondire gli studi sugli eventi sismici in Italia, arrivando oggi ad essere carenti nel momento del bisogno.

Capitolo Radon: durante la lezione il prof. Moretti ha illustrato nel dettaglio tutti gli studi effettuati sul radon da parte dell’Università dell’Aquila, dimostrando che questo gas radioattivo non sempre è può essere considerato come valido precursore dei terremoti. "Il radon è uno dei tanti precursori sismici" – ha sottolineato Moretti – , ma ad oggi non è possibile prevedere l’arrivo di un terremoto semplicemente analizzando la fuoriuscita di questo gas dal terreno in quanto diversi fattori, come la composizione delle rocce e gli eventi atmosferici, possono influenzarne la fuoriuscita.
 
Fonte
www.marsicanews.it

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